Rischio Italia

Titoli di Stato, la quota in mani estere si è ridotta di 70 miliardi in sei mesi

Citigroup: lo stock di debito pubblico in possesso di investitori esteri è sceso sotto i 500 miliardi

di Alessandro Graziani

(Bloomberg)

2' min read

I punti chiave

  • Ai minimi dal 2020
  • L’impatto sullo spread

2' min read

Nel mese di gennaio i disinvestimenti esteri da titoli pubblici italiani sono stati pari a 4,3 miliardi. Un dato di per sè non impressionante, se non fosse che si tratta del sesto mese consecutivo in cui il saldo netto è negativo e il totale dei deflussi esteri del periodo ammonta a 70 miliardi di euro.

Ai minimi dal 2020

I dati, che emergono dalla bilancia dei pagamenti e sono resi pubblici dalla Banca d'Italia, hanno portato gli analisti di Citigroup a stimare che lo stock di debito pubblico in possesso di investitori esteri sia sceso sotto i 500 miliardi. E’ la prima volta che accade dalla primavera del 2020, quando i deflussi scattarono a seguito dell'imprevista diffusione in Italia della pandemia del Covid 19.

Loading...

«E' interessante notare che le vendite nette sono iniziate nell'agosto del 2021 e hanno accelerato verso la fine dell'anno - osservano gli economisti di Citigroup - in un periodo che era ancora di stabilità politica, di forte ripresa economica e di miglioramento dell'equilibrio fiscale». In effetti, secondo molti analisti finanziari, la recente disaffezione degli investitori esteri nei confronti del debito pubblico italiano origina da fattori esterni. Proprio a partire dallo scorso mese di settembre, la risalita dell'inflazione “importata” e le conseguenti attese di una risalita dei tassi di interesse hanno modificato gli umori del mercato. Aggiungendosi al conto alla rovescia verso la riduzione del piano straordinario (Pepp) di acquisti di titoli sovrani da parte di Bce, che poi si è materializzato poche settimane fa. Una scelta che pesa soprattutto per l'Italia.

Fuori dall’Italia il 28,1% dei BTp

Secondo i dati ufficiali di Bankitalia riferiti a fine 2021, il debito pubblico italiano ammontava a 2.678,4 miliardi. La quota di titoli detenuta dall'Eurosistema nel suo complesso è pari al 28,1% del totale, cui va ad aggiungersi il 4,7% in mano alla Banca d'Italia. Le banche e le altre istituzioni finanziarie nazionali detengono il 34%, le famiglie possiedono il 6,5% del debito, la quota in mano agli investitori esteri era attorno al 28%.

L’impatto sullo spread

Considerando che lo stock in mano a banche e assicurazioni si mantiene stabile da anni, così come quello che fa capo ai risparmiatori privati domestici, secondo Citi «l’andamento dello spread BTp-Bund è altamente correlato ai flussi netti di acquisti dall'estero». E dato che questi ultimi sono in calo da sei mesi, è inevitabile che proprio negli ultimi sei mesi lo spread abbia ripreso a risalire passando dai circa 100 punti di settembre agli attuali 150. Va detto che, per il momento, il mercato non vede uno specifico rischio Italia anche perché nel 2021 il rapporto tra debito e Pil è sceso al 150,4%. Ma la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina avrà conseguenze negative per l'Italia sia dal lato dell'aumento del debito che della frenata del Pil. Sarà importante monitorare nei prossimi mesi se il disimpegno degli investitori esteri verso i BTp è solo una scelta temporanea o destinata a durare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti