Londra

Tiziano record e dipinti classici alla ribalta in asta

I due appuntamenti con gli Old Master da Christie’e Sotheby’s hanno totalizzato 56 milioni di sterline. Molte le garanzie a protezione dei capolavori

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La prima settimana di luglio per tradizione è dedicata alle aste di opere antiche a Londra, in particolare dipinti fino al primo ‘800.

Nonostante il clima elettorale nel paese e il rallentamento deciso del mercato del contemporaneo sperimentato la settimana precedente e in generale da inizio anno, la pittura classica dei grandi maestri non ha deluso le aspettative, confermando i buoni risultati ottenuti a Parigi a giugno con il record per una Natura morta di Jean-Baptiste-Siméon Chardin passata di mano da Christie’s a 26,7 milioni di euro.

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Tiziano e Metsys record da Christie’s

Il catalogo proposto da Christie’s la sera del 2 luglio ha trovato buona accoglienza per 20 dei 27 lotti proposti, per un ricavo complessivo di 43,6 milioni di sterline, dopo il ritiro di quattro lotti, fra cui spicca una monumentale tela equina di George Stubbs, maestro di questa nicchia di mercato, stimata 7-10 milioni di £, e tre lotti invenduti.

Oltre metà del risultato è dovuto ai due lavori aggiudicati oltre la soglia dei dieci milioni, entrambi record in asta per gli artisti, Tiziano e Quentin Metsys.

Il raro lavoro giovanile di Tiziano ‘La fuga in Egitto’ eseguito attorno al 1510 dall’artista poco più che ventenne, giungeva in asta protetto da una garanzia di parte terza ed una stima di 15-25 milioni di £, ambiziosa ma giustificata dalla rarità e dalla provenienza regale del dipinto. Anche la vita avventurosa del dipinto, trafugato nel periodo napoleonico e, poi nel 1995 ancora rubato e ritrovato ad una fermata d’autobus londinese, contribuisce al suo fascino.

Il risultato di 17,5 milioni di £ ha beneficiato del ruolo del garante, pratica inusuale nei cataloghi di dipinti antichi, dove le garanzie sono decisamente più rare rispetto alle aste di contemporanea.

Un altro dipinto a sfondo religioso, una delicata scena materna della ‘Madonna delle Ciliegie’ tornava in asta da Christie’s dopo nove anni; grazie alla riattribuzione certa alla mano di Metsys il dipinto aggiudicato nel 2015 a 255mila £ (stima 60-80mila £) è andato ora venduto a 10,7 milioni da una stima di 8-12 milioni di £, un meritato risultato per chi aveva avuto occhio allora, riconoscendo la qualità intrinseca del lavoro e investendo nel suo restauro. L’acquirente è il Getty Museum di Los Angeles.

Ottimo risultato anche per un altro grande artista di Anversa ma di base a Haarlem, Frans Hals, specialista di ritratti di gentiluomini della prima metà del ‘600, fra cui quello severo di un membro della famiglia de Wolff presentato in asta con una provenienza nobiliare, conteso fino a 5,7 milioni da una stima di 4-6 milioni di £.

Fra i ritratti spicca il risultato di un dipinto di Elisabetta I attribuito a George Gower, attivo a corte a Londra nelle seconda metà del ‘500, che ha triplicato la stima bassa a 900mila £, forse in prospettiva di uno studio più approfondito che lo valorizzi.

Si tratta di opere molto difficili da reperire privatamente, come anche la veduta veneziana di Richard Parkes Bonington, talentuoso e sfortunato artista deceduto nel 1828 a soli 26 anni, la cui piccola tavola di Rialto ha confermato la stima di 2,5-3,5 milioni finendo forse al garante di parte terza per 3 milioni di £.

Altre due vedute veneziane settecentesche dello svedese Johann Richter hanno realizzato complessivamente mezzo milione di sterline confermando le stime basse.

Il terzo lotto garantito dell’asta è un ‘fondo oro’ di inizi ‘300, una Madonna con Bambino del senese Maestro del Monte Oliveto che è passato di mano a 1 milione di £, al centro delle stime.

La stessa serata Christie’s ha battuto la sua ‘Exceptional Sale’, asta di sculture classiche e oggetti d’arte di grande qualità per un realizzo di 9,4 milioni di sterline.

Maestri italiani da Sotheby’s

La sera successiva è stata la volta del catalogo di 34 lotti proposti dalla rivale Sotheby’s, divenuti 32 dopo il ritiro di una coppia di classiche vedute veneziane del Canaletto stimate 2,5-3,5 milioni di £.

I 26 lotti venduti hanno realizzato complessivamente 12,4 milioni di sterline.

Pur mancando lotti a otto cifre, il catalogo dava ampio spazio all’arte Italiana fra cui due lotti multimilionari del Botticelli e Giandomenico Tiepolo.

La delicata «Vergine con Bambino» attribuita a Botticelli e al suo studio, già parte della collezione Rothschild, partiva da una stima garantita di 3-5 milioni di £, finendo probabilmente al garante per 3,4 milioni con le commissioni, un discreto risultato comprato con gli 850mila dollari pagati per lo stesso dipinto in asta a New York nel 2001.

Un insieme di sei affreschi staccati e riportati su tela a inizi ‘900, lavori di grandi dimensioni a fondo oro celebrativi della famiglia Porto che ha governato Vicenza in vari ruoli sin dall’anno 1022, commissionati a Giandomenico Tiepolo per il Palazzo della famiglia attorno al 1760, hanno riscosso un tiepido interesse fermandosi a 1,9 milioni di £ da una stima di 1,5-2,5 milioni.

Si tratta di una perdita notevole per il venditore, poiché erano stati comperati in asta da Sotheby’s nel 2013 per 2,8 milioni di sterline, e successivamente rivenduti privatamente sempre dalla stessa casa d’aste, l’unica vera beneficiaria di queste transazioni che per la relativa rapidità potremmo caratterizzare come speculative, e quindi giustamente punite da un mercato ancora relativamente immune da questo tipo di logiche.

Risultati superiori alle attese, invece, per una serena veduta di Venezia del pittore accademico inglese David Roberts del 1854 che ha quintuplicato la stima alta sfiorando 400mila £, e per i due fondi oro italiani di inizio asta, una «Vergine con Bambino e Santi» di Bicci di Lorenzo che ha raddoppiato la stima alta a 156mila £, e un trittico sempre di inizi ‘400 attribuito a Giovanni di Corraduccio da Foligno, che ha superato la stima alta a 348mila £.

Nonostante le difficoltà a reperire opere di qualità, il settore degli Old Master continua a generare interesse delle istituzioni museali e collezionisti tradizionali disposti a pagare un premio importante per opere rare e di pregio.

L’intervento limitato delle garanzie aiuta tuttavia la componente multimilionaria dei cataloghi.

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