benedetto levi, ad iliad italia

Tlc, «Rete unica: Iliad pronta a contribuire per far avanzare il progetto in Italia»

Intervista all’amministratore delegato di Iliad Italia, Benedetto Levi. «No a rallentamenti: la fibra arrivi il più rapidamente possibile nelle case». Al via l’offerta con il 5G incluso nel prezzo ed entro l’estate lo sbarco nel fisso

di Andrea Biondi

Entro fine 2020 accesso al 5G per 1 miliardo di persone

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«Come Iliad, ma devo dire come intero settore delle Tlc, in Italia stiamo facendo tantissimo. E ancora di più dall’inizio della pandemia». Per Benedetto Levi, 32 anni, ceo di Iliad Italia, l’adesione all’invito della ministra dell’Innovazione Paola Pisano - che ha rivolto un appello alle compagnie telefoniche e digital (accettato da Tim, Vodafone, Wind Tre come da Iliad) per rendere gratuita a Natale la connettività in modo da facilitare le videochiamate - rappresenta la punta dell’iceberg. «Abbiamo aderito offrendo Giga illimitati ai nostri utenti “voce”, perché gli altri hanno già un traffico dati molto generoso».

In contemporanea Iliad ha lanciato la sua offerta con 70 Giga di traffico e 5G incluso, sfruttabile «in varie aree delle maggiori città italiane». I Giga gratis, puntualizza Levi al Sole 24 Ore, «rappresentano l’indicazione di un impegno, ma si tratta di una piccola cosa rispetto al nostro sforzo di investimento». Ora la barra è dritta sull’ingresso nel fisso, nel 2021. E per questo Levi non nasconde la propria opinione di quello che ritiene «un rischio assolutamente da scongiurare». E cioè che «i discorsi sulla rete unica finiscano per distogliere l’attenzione dalla necessità di accelerare sul rollout della fibra o, peggio, che possano portare a rallentare».

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Sarebbe una beffa per voi che, in quanto clienti di Open Fiber, vi appoggerete su quella rete che è in via di realizzazione.

Onestamente sì. Dalle informazioni che ho devo comunque dire che i piani di investimento e sviluppo della rete starebbero andando avanti indipendentemente da tutto. Detto questo, la priorità è che la fibra arrivi nelle case e il più rapidamente possibile. Qualsiasi rallentamento sarebbe deleterio.

Entrata nel fisso confermata quindi nel 2021?

Certo, entro l’estate. Dal primo lockdown la richiesta di servizi di telefonia fissa è aumentata moltissimo. Abbiamo grandi aspettative sul lancio della nostra offerta. Certo si parla di un mercato, quello dell’ultrabroadband, che ha margini di crescita e in cui ci sono player storici che stanno spingendo molto.

Sul mobile siete entrati in un mercato saturo, ma con offerte aggressive sui prezzi che nel fisso non sono granché replicabili.

Anche quando siamo entrati nel mobile ci hanno detto che non avremmo avuto risultati. Faccio presente che in due anni e mezzo abbiamo raggiunto circa 7 milioni di utenti, con una quota di mercato poco sotto il 10 per cento.

Proprio la percentuale che avevate posto come punto per raggiungere il pareggio a livello di Ebitda. Quindi ci siamo dopo i -253 milioni dello scorso anno?

Abbiamo anche detto, e lo ribadiamo, che l’altra variabile è quella dello sviluppo della rete che permette di assorbire il traffico. Stiamo andando avanti bene. Tornando al tema dell’offerta fissa, la nostra sarà chiara e trasparente, come nel mobile. Gli utenti, ne ho testimonianza diretta, ci stanno contattando con sempre maggior frequenza per chiederci quando arriveremo sul mercato.

Ma Tim ha Timvision, Sky mette in campo la sua offerta di contenuti e, per fare un altro esempio, anche Vodafone con la sua Vodafone Tv ha un suo decoder/hub con vari servizi di video on demand offerti.

Fisso vuol dire tante cose. Noi crediamo che la chiarezza delle offerte sia migliorabile sul mercato e che ci sia spazio per portare trasparenza e innovazione. Da qui partiremo, ma nulla vieta che a questo possano accompagnarsi accordi commerciali di vario tipo.

Sul tema della società della rete unica che dovrebbe unire gli asset di Fibercop e Open Fiber voi, come Wind Tre, Vodafone e Sky, avete inviato una lettera a Cdp per chiedere di dar seguito a quei percorsi indicati dal Governo in estate.

La volontà della lettera era ribadire che siamo disponibili e interessati a sapere cosa sta succedendo e dare il nostro apporto per contribuire all’avanzamento del progetto. In generale, però, su un altro versante c’è un aspetto che vorrei sottolineare.

Quale?

Stiamo parlando di investimenti importanti fatti dalle compagnie telefoniche in questo Paese. E di fatto lo sforzo è grande e ha un impatto evidente sull’economia e sul Paese. Se penso a noi e al lavoro che stiamo facendo per creare da zero la nostra rete, non posso non pensare alle tante aziende coinvolte che lavorano su questo e all’occupazione che ne consegue. Senza contare gli 1,2 miliardi di euro messi in campo da Iliad per acquistare le frequenze necessarie per il 5G.

Esborso di 6,55 miliardi per tutte le telco. Una cifra enorme. Iliad continuerà a “ballare da sola” o cercherà sbocco in un’operazione di M&A?

Sin da prima che arrivassimo sul mercato, cosa avvenuta a maggio 2018, ci siamo trovati a sentire voci secondo cui non ce l’avremmo fatta e che avremmo mollato. Ripeto: in due anni e mezzo abbiamo raggiunto circa 7 milioni di utenti in un mercato saturo come quello del mobile. Abbiamo una rete di flagship store nostri, sono 18 in tutta Italia, e più di 500 corner in giro per il Paese. Anni intensi. Ma ci vediamo all’inizio del cammino.

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