Borse, Milano (+1%) chiude su nuovi record, gas a picco. WS +0,77% dopo l’annuncio sui dazi
Superata la doccia fredda dell'inflazione americana e di un possibile rinvio di un taglio dei tassi in Usa. Crolla il gas naturale scambiato ad Amsterdam e accusa un calo vicino all'8% in area 51 euro al megawattora. In calo il rendimento del BTp decennale benchmark al 3,49% grazie alle voci su un possibile avvio dei negoziati per la fine della guerra russo-ucraina. Dollaro debole, cala il petrolio. Riprende la corsa dell'oro
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Gli spiragli di pace sostengono le Borse Europee, che chiudono in rialzo. In questo contesto, il Ftse Mib di Milano mette a segno un guadagno dell'1% a 37.908,05 punti, toccando nuovi massimi dal 2008. Ad alimentare le speranze sui mercati sono stati, in prima battuta, i colloqui nella serata di mercoledì tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, che avrebbe aperto alla fine della guerra con Kiev. Il Cremlino, oltretutto, ha assicurato che l'Ucraina parteciperà «in un modo o nell'altro» ai futuri colloqui di pace. Gli investitori hanno così momentaneamente distolto l'attenzione dai dazi di Donald Trump. Tema che però tornerà a prendersi la scena in serata, con il Tycoon che si prepara ad annunciare «tariffe reciproche» verso diversi Paesi. Secondo gli analisti di eToro, l’Europa può però tirare un sospiro di sollievo: «i principali partner commerciali degli Usa» – come Bruxelles, Canada e Messico – non dovrebbero essere «particolarmente interessati».
Sul fronte macroeconomico, nel Regno Unito il Pil è cresciuto dello 0,1% nel quarto trimestre del 2024 e dell'1,4% su base annua. Nell'area dell'euro, secondo la stima preliminare di Eurostat, la produzione industriale è calata dell'1,1% a dicembre rispetto al mese precedente e del 2% rispetto allo stesso mese del 2023. Negli Usa invece i prezzi alla produzione sono aumentati a gennaio dello 0,4% rispetto al mese precedente, secondo i dati ressi noti dal dipartimento del Lavoro, contro attese per un rialzo dello 0,3%. Rispetto allo stesso mese del 2023, i prezzi sono cresciuti del 3,5%, contro il 3,3% delle attese, dopo il 3,5% di dicembre (rivisto dall'iniziale 3,3%).
Wall Street chiude positiva dopo l’annuncio di Trump sui dazi
Wall Street in rialzo dopo la seduta in calo di mercoledì. Il Dow Jones sale dello 0,77% a 44.711,43 punti, il Nasdaq avanza dell’1,50% a 19.945,64 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,04% a 6.115,07 punti. L'inflazione si conferma più alta del previsto: dopo i prezzi al consumo della vigilia, sono i prezzi alla produzione a mostrarlo. A gennaio, sono aumentati dello 0,4% rispetto al mese precedente, contro attese per un rialzo dello 0,3%. Rispetto allo stesso mese del 2023, i prezzi sono cresciuti del 3,5%, contro il 3,3% delle attese, dopo il 3,5% di dicembre (rivisto dall'iniziale 3,3%). Nonostante l'inflazione, oggi sono in calo i rendimenti dei titoli del Tesoro, alleggerendo così la pressione sull'azionario. Le attenzioni sono poi state sui dazi: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che "oggi è il grande giorno" dei dazi reciproci.
Ipotesi di pace in Ucraina: vola Borsa Mosca, si rafforza il rublo
In netto rialzo fin dalle prime battute, la Borsa di Mosca vola sulla prospettiva di una pace in Ucraina. "Ho avuto una lunga e altamente produttiva telefonata con il presidente russo Vladimir Putin", ha detto Donald Trump, spiegando che è stato "concordato di lavorare insieme, molto da vicino, anche visitando le rispettive nazioni" e di "far iniziare immediatamente i negoziati sull’Ucraina". Così alla Borsa di Mosca il Moex, il principale indice del mercato azionario russo dei titoli denominati in rubli, sale del 6,2%, mentre l'indice Rts, denominato in dollari, cresce del 6,3%. L'indice Moex Blue Chip avanza del 6,96%. In forte aumento anche il valore del rublo, con il dollaro che passa al momento di mano a 90,47 rubli (in calo del 3,76%), ma era sceso anche sotto la soglia dei 90 rubli (a un minimo di 89,49, livello che non si vedeva dalla scorsa estate).
Banche ancora protagoniste, sprint di Tim e St
Sull’azionario, occhi puntati sul credito con Commerzbank (+1,34% a Francoforte), che in mattinata ha annunciato nuovi target. Rispetto all’offerta di Unicredit (-0,93%), l’a.d. dell’istituto, Bettina Orlopp, ha detto di non essere disposta, almeno per il momento, a incontrare il numero uno di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel. Chiudono in calo anche le altre protagoniste del risiko. Mps (-2,41%) è la peggiore, ai minimi in chiusura da fine novembre 2024, mentre continua ad allargarsi la forchetta dello sconto dell’Ops su Mediobanca (-0,74%). Vendite anche su Tim (-2,55%), all'indomani dei conti. In testa alle blue chip milanesi terminano invece Moncler (+9,54%) e Stellantis (+4,54%)



