La ricerca

Torino, balzo degli investimenti nelle start up

L’aumento di fondi nelle aziende innovative è cresciuto dell’80%

di Claudio Andrea Klun

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«Cento anni fa a Torino si facevano le automobili ma ora la sua vocazione è quella di una deep tech city ricca di capitali e tecnologie, capace di attirare startup e talenti internazionali». Così Giancarlo Rocchietti, presidente del Club degli investitori – una associazione di oltre 400 imprenditori, professionisti e manager che supportano startup e scaleup fondate da imprenditori italiani in tutto il mondo – sintetizza i risultati della quinta edizione della “Ricerca sulle startup e sistema dell’innovazione a Torino”. Lo studio – realizzato in collaborazione con ToTeM (progetto curato da Zest Innovation - Zest Group, in partnership con Camera di commercio di Torino, Comitato Torino finanza, Club degli investitori, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione sviluppo e crescita Crt), con il supporto di Escp Business School e Growth Capital, e presentato nella nuova sede di Escp Turin Campus – evidenzia nel 2024 un balzo in avanti degli investimenti nella startup e nelle aziende innovative della città della Mole del +81%, una crescita quasi tripla rispetto al +28% del dato nazionale grazie soprattutto alle aziende del med tech, biotecnologie, industrial tech, nuove fonti di energia, aerospazio e nuovi materiali.

«Il numero delle startup a Torino è sceso dalle 675 censite nel 2023 alle 626 registrate a fine 2024. Nonostante il calo del 7,3% (in linea con il trend nazionale) gli investimenti sono aumentati da 65 a 253 milioni: se si esclude Newcleo (mini reattori nucleari), hanno raggiunto 118 milioni, in crescita del 81% rispetto al 2023 – spiega Rocchietti –. La diminuzione del numero delle startup è segno di una selezione naturale che va in direzione della qualità». Per completare il quadro, sono ben 81 le aziende finanziate dai venture capitalist (rispetto alle 60 del 2023) e con l’86% dei fondi investiti nel deep tech, Torino sta assumendo il ruolo di capitale italiana del settore. Nel capoluogo piemontese hanno sede più di 30 incubatori e acceleratori, oltre 20 investitori professionali e altri operatori istituzionali, come le fondazioni bancarie, con una dotazione potenziale di 1 miliardo di euro per operazioni di venture capital, a livello globale, nei prossimi cinque/dieci anni. Città Europea dell’innovazione 2024/2025, mantiene la posizione di seconda città italiana con oltre 6mila addetti che operano nelle startup innovative.

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L’internazionalizzazione rimane un motore chiave di crescita: il 64% delle startup torinesi ha una vocazione internazionale, con i settori biotech e aerospaziale emergenti particolarmente promettenti.

Torino, nonostante la crescita, rimane distante da altre città europee non capitali come Lione, Rotterdam, Barcellona, Zurigo, così come lo è l’Italia dalle altre nazioni europee comparabili.

«Il sistema delle startup innovative sta rapidamente trasformando Torino in una deep tech city ricca di capitali e tecnologie e capace di attirare startup e talenti internazionali. Per crescere il proprio posizionamento nell’ecosistema dell’innovazione globale, dobbiamo identificare con maggior determinatezza i settori su cui puntare, rafforzare l’interazione tra il pubblico e i privati e agire sulla formazione e lo spirito imprenditoriale dei giovani» conclude Rocchietti.

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