Toyota numero uno per il quinto anno consecutivo. I cinesi frenano in Europa
Calo del 3,7% ma vendite sopra i 10 milioni nel 2024. Intanto i marchi cinesi come il leader assoluto Byd e MG Motor hanno segnato il primo calo annuale dal loro ingresso nella regione
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I punti chiave
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Toyota si conferma leader globale nel mercato automobilistico per il quinto anno consecutivo, vendendo 10,8 milioni di veicoli nel 2024. Nonostante un calo del 3,7% rispetto all’anno precedente, la casa giapponese ha mantenuto un vantaggio netto su Volkswagen, che si è fermata a poco più di 9 milioni di veicoli venduti, registrando una flessione del 2,3%. Questo risultato evidenzia due strategie aziendali contrapposte: da un lato l’approccio diversificato e prudente di Toyota, dall’altro la scommessa aggressiva di Volkswagen sull’elettrico, che non ha dato i frutti sperati.
Toyota e il ruolo strategico degli ibridi
Il successo di Toyota nel 2024 - a dispetto degli scandali e delle inchieste sui dati truccati per passare i test di certificazione sulla sicurezza - è stato trainato principalmente dalla forte domanda per i suoi veicoli ibridi, che hanno rappresentato oltre 4,2 milioni delle vendite globali. Questa strategia ha permesso alla casa giapponese di rispondere alle esigenze dei consumatori in un contesto di rallentamento della domanda per le auto elettriche pure (Bev). Le motorizzazioni ibride offrono un compromesso ideale: riducono le emissioni rispetto ai veicoli tradizionali e garantiscono maggiore autonomia rispetto ai Bev, alleviando le preoccupazioni legate all’infrastruttura di ricarica.
Al contrario, la quota di auto elettriche vendute da Toyota è rimasta marginale: solo 139.892 unità nel 2024. Tuttavia, l’azienda ha fissato obiettivi ambiziosi per il futuro, puntando a vendere 1,5 milioni di auto a batteria entro il 2026 e 3,5 milioni entro il 2030. Nonostante ciò, Toyota continua a considerare gli ibridi come una componente fondamentale della sua offerta, dimostrando una visione più graduale della transizione energetica rispetto ad altri competitor.
La scommessa fallita di Volkswagen
Volkswagen ha invece puntato fortemente sull’elettrico negli ultimi anni, ma questa scelta non ha prodotto i risultati sperati. La casa tedesca ha sofferto la crescente concorrenza dei produttori cinesi in Cina e una domanda stagnante in Europa. Inoltre, la transizione verso i Bev si è rivelata più lenta del previsto: il gruppo ha dovuto affrontare difficoltà operative e pressioni sui costi che hanno inciso negativamente sulla redditività.
Nel dicembre 2024, Volkswagen ha raggiunto un accordo con i sindacati per tagliare oltre 35.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030. Questo piano mira a risparmiare 1,5 miliardi di euro all’anno in costi del lavoro e a ridurre la capacità produttiva tedesca di circa 734.000 unità annue. Tuttavia, secondo recenti indiscrezioni riportate da Handelsblatt, il consiglio di amministrazione teme che queste misure non siano sufficienti e prevede ulteriori tagli per migliorare la competitività del marchio principale. Inoltre, Volkswagen ha rinviato l’obiettivo di raggiungere un margine operativo del 6,5%, ora previsto tra tre o quattro anni anziché entro il 2025.


