Il Salone del Mobile di Milano

Tra i giovani designer vince il cinese Ololoo, il SaloneSatellite tornerà a Shanghai

Assegnati gli Award 2024 mentre si riapre la possibilità di una edizione in Asia. Sono circa seicento i partecipanti che hanno superato una selezione globale. Tra le novità la presenza saudita

di Luca Benecchi

La carica dei seicento giovani designer. Il Salone satellite premia la Cina

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Del SaloneSatellite colpiscono soprattutto i volti dei giovani designer. Sguardi un po’ persi che comunicano incertezza. Come se dicessero: “Ce la farò? Come andrà? Chissà se qualcuno verrà qui da me a sentire la mia storia”.
Tanti sono qui soli. Per poter esporre al padiglione sette, nel cuore del Salone del mobile di Milano, bisogna superare una selezione globale. Poi il costo dello spazio non è esosissimo. Parliamo di millecinquecento euro per tutta la settimana. Altri sono studenti e arrivano con le università e le scuole di design internazionali.

Anche da Teheran per incontrare il mondo

Per la prima volta quest’anno hanno partecipato anche la Belgrade Business and Arts Academy dalla Serbia, Michael Graves College dagli Stati Uniti e Xi’An Jiaotong-Liverpool University dalla Cina. Poi Rhode Island School, Tongji University, Osaka University, Seoul National University. Da segnalare anche il Sud Africa, fino al debutto della Prince Sultan University di Ryad.

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Proprio allo spazio saudita ci sono Layan Alsoghaeier e Shahla Al Shaika, due studentesse di ventidue anni con la loro professoressa. Mostrano i loro progetti che sono una rivisitazione di oggetti e arredi tradizionali. Giochi antichi e poltrone.

Una presenza che colpisce tanto più che a pochi passi c’è invece di Sin -A , un giovane iraniano che ha il suo studio a Teheran. «Il mio nome - racconta - mi è stato dato in onore di Avicenna, un medico filosofo, e matematico persiano». Anche i suoi lavori reinterpretano la tradizione, un progetto sulla luce e sul vetro. Un progetto sulla speranza che rinasce dopo tempi in cui la fine del mondo sembra vicina. «Sono qui - continua Sin -A per proporre la mia cultura al mondo e incontrare culture diverse. Milano è il posto giusto per incontrare questo mondo».

Giro di boa dei 25 anni

Il SaloneSatellite nel 2024 compie venticinque anni ed è stato curato anche in questa edizione da Marva Griffin Wilshire. Per questo compleanno è stata organizzata una esposizione alla Triennale di Milano dove vengono presentati i lavori dei designer che hanno cominciato proprio dal Satellite. «Non abbiamo altri parametri per premiare questi giovani - spiega Wilshire - che non sia quello che propongono, il prodotto e la ricerca che c’è dietro».

Il vincitore di questa edizione è Zhen Bian dello Studio Ololoo, composto da due ragazzi cinesi di Ningbo. «I progetti sperimentali che presentiamo – racconta – si basano sull’esplorazione dei fenomeni della nostra vita quotidiana e dei materiali». In questo caso i materiali duttili che perdono la loro forma sotto pressione.

Proprio la Cina, ha annunciato Marva Griffin Wilshire, dovrebbe peraltro tornare protagonista. Infatti a breve ci potrebbe essere l’annuncio della riapertura del SaloneSatellite di Shanghai che fu interrotto a causa della pandemia.

Il secondo premio è andato a Filippo Andrighetto. «Nasco come architetto, da due anni sono appassionato al design e mi sono trasferito a Copenhagen; reputo ricca e interessante la scena scandinava. Utilizzo materiali naturali e onesti. Questo premio è un riconoscimento al mio lavoro, significa che sono sulla strada giusta».

Infine il terzo riconoscimento è andato ai giovani italiani di Egoundesign che hanno presentato un set di tazzine in ottone stampato in 3D.

Visibilità permanente per i giovani talenti del design

Tra gli stand dopo l’architetto tunisino Hessene Jeljeli c’è Andreina Raventos, una giovane architetta venezuelana che ha studiato e vive a Madrid ma che parla italiano. A fianco, vestito con un lunghissimo kimono nero, Kai Nishihara che con il suo progetto di legno e luci interpreta la complessità dei rapporti umani. Aleksandra Niepogoda-Bozek, designer polacca dell’Atelier Harpa crea invece sull’effetto di specchio ed ottone che riflettono l’effimero: «Per questo - dice - ho scelto un metallo che cambia nel tempo».

Infine il designer come Sun Jie, giovane curatore dell’istallazione dell’università cinese Tongji. Fly me to the moon, una specie di navicella spaziale dove si entra per un viaggio tra tecnologia e umanità con venti video e occhialini colorati e portano in mille mondi possibili creati dagli studenti. «Ho fatto il dottorato al Politecnico di Torino ed è stata una bellissima esperienza, così come è bellissima la città».

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Novità importante di quest’anno per questi giovani talenti è che tutti questi prodotti ed idee avranno una visibilità permanente grazie a FrankBros, il negozio online di design che lancerà una selezione dei prodotti creati per il SaloneSatellite.

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