«Tra gli high yield meglio scegliere gli emittenti italiani»
«A parità di qualità offrono rendimenti più interessanti rispetto a quelli di Paesi con Francia e Germania»
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I punti chiave
- È più interessante il segmento corporate o quello dei governativi?
- I Piani individuali di risparmio stanno raccogliendo prevalentemente con i prodotti obbligazionari, mentre ci sono deflussi consistenti dagli azionari. Che idea si è fatto?
- Ci sono emissioni che reputa particolarmente interessanti in questa fase di mercato?
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«Investire nel mercato obbligazionario è sempre una buona opportunità, perché offre diverse alternative in termini di durata (breve o lungo termine), tipologia (a tasso fisso o variabile), qualità degli emittenti (investment grade o high yield) e natura degli emittenti stessi (corporate o governativi)». È la considerazione dalla quale parte Alberto Gesualdi è responsabile delle strategie dei fondi di credito liquidi in Ver Capital
Quindi lei pensa che, indipendentemente dallo scenario, esisterà sempre una soluzione obbligazionaria che potrà offrire ritorni soddisfacenti?
Sì, soddisfacenti e contestualizzati al periodo storico di riferimento. Ad esempio, durante la fase di tassi negativi, era comunque possibile ottenere rendimenti positivi, seppur contenuti, investendo in obbligazioni corporate high yield a breve termine, opzione interessante anche per gli investitori più cauti. Se guardiamo al contesto attuale, come insegna la teoria, quando i tassi scendono i prezzi delle obbligazioni salgono. Da mesi si osservano risultati positivi in termini di prezzo, e questa tendenza continuerà grazie alle politiche di taglio dei tassi adottate dalle banche centrali.I tagli dei tassi, indipendentemente dalla loro gradualità, porteranno inevitabilmente a effetti positivi sui prezzi delle obbligazioni. Il mercato si aspetta che la Banca centrale europea effettuerà un taglio di 25 punti base in ottobre e poi ulteriori tagli sequenziali di 25 punti base fino a quando il tasso di policy raggiungerà il 2% nel giugno 2025.
È più interessante il segmento corporate o quello dei governativi?
Guardo con maggiore interesse al mercato corporate. Il maggiore rischio di default associato agli emittenti corporate è più che compensato dalla diversificazione che offrono, dai rendimenti superiori e dalla minore sensibilità ai tassi di interesse. La scelta tra obbligazioni governative e corporate sia spesso divisiva; si tratta di una questione di propensione al rischio e di preferenze personali. Invece trovo ingiustificato il timore, soprattutto tra gli investitori italiani, verso le obbligazioni corporate high yield. Esiste una percezione negativa, forse derivante dall’associazione con il termine “junk”, ma la qualità media degli emittenti, specialmente in Europa, è di ottimo livello.
Qual è stata l’evoluzione degli high yield?
Il mercato high yield europeo ha registrato una forte crescita dal 2010, passando da circa 100 miliardi a circa 500 miliardi di euro oggi. Negli ultimi anni, questa crescita è rallentata a causa delle pressioni inflazionistiche e dell’aumento dei tassi d’interesse, ma, ora che siamo entrati in una fase di riduzione dei tassi, le dimensioni del mercato riprenderanno a crescere.
E a che livelli sono oggi i tassi di default rispetto al passato?
I tassi di default nel mercato high yield restano contenuti, attorno al 3,5%. Con l’attuale rallentamento dell’economia si prevede un possibile aumento dei default, specialmente in Germania, definibile ormai il nuovo malato d’Europa e già teatro di alcuni importanti default negli ultimi anni: i rendimenti continueranno a compensare adeguatamente il rischio, come è avvenuto negli ultimi vent’anni. I rendimenti high yield, infatti, hanno costantemente superato quelli degli investment grade. Naturalmente, è sempre fondamentale affidarsi a professionisti.

