Fintech & Mercati

Trade Republic, masse a 100 miliardi in Europa. Nuova succursale italiana

In dodici mesi la digital bank ha raddoppiato a 8 milioni i clienti. L’apertura di sedi fuori dalla Germania mira a creare una piattaforma continentale

di Maximilian Cellino

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Una base di clienti raddoppiata negli ultimi dodici mesi per raggiungere 8 milioni in tutta l’Europa e masse in gestione quasi triplicate a 100 miliardi di euro. Sono traguardi significativi quelli raggiunti a soli sei anni dal debutto sul mercato da Trade Republic, la piattaforma di risparmio creata in Germania che è ora pronta ad accelerare ulteriormente in Francia, Spagna e Italia. In questi Paesi, dove si concentra ormai un terzo dell’attività, si punta infatti ad aprire vere e proprie succursali in modo da localizzare e favorire l’accesso alla già presente propria offerta di prodotti bancari e di risparmio.

L’offerta della banca

Punto chiave dell’espansione nell’ultimo anno della banca digitale è stata l’introduzione di una carta di debito gratuita che investe l’1% di ciascuna transazione effettuata in un piano di accumulo. Questa innovazione, insieme alla corresponsione dell’intero tasso praticato dalla Bce sui depositi (al momento 3%) sulla giacenza del conto corrente ha contribuito ad attirare una clientela di età media attorno ai trenta anni che inizia ad accumulare risparmio e pensare così al futuro, colmando il crescente divario che si creerà fra gli stipendi e la pensione a suo tempo percepita.

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In modo parallelo alle appena ricordate agevolazioni sui prodotti di punta, Trade Republic ha nel frattempo portato avanti una strategia di potenziamento strutturale. «Il 2024 - ha sottolineato Christian Hecker, co-fondatore del gruppo - è stato un anno di importanti investimenti e con l’apertura di succursali bancarie nazionali e un sistema proprietario di regolamento titoli costruiremo una vera piattaforma europea, impegnandoci a offrire i prodotti locali più richiesti in ogni mercato».

L’espansione in Europa

L’esempio più calzante rimane quello della Francia, dove oltre ad avere accesso a un conto corrente e un Iban nazionale, più di un milione di clienti potrà investire in piani di accumulo senza commissioni sui Plan d’épargne en actions (Pea), i conti di risparmio pensionistico agevolati fiscalmente. Ma anche nel nostro Paese la crescita sembra destinata a proseguire a ritmo piuttosto spedito.

«I clienti italiani - ha spiegato a Il Sole 24 Ore Hecker - possono vantare il tasso di adozione della nostra carta di debito di gran lunga più elevato in tutta l’Europa, superiore perfino a quello riscontrato fra i tedeschi, e apprezzano in modo particolare anche la possibilità offerta in modo esclusivo da Trade Republic di investire in obbligazioni frazionate, cioè a partire da un solo euro, senza alcuna commissione».

Iban e regime amministrato per i clienti italiani

La vera svolta è attesa però con l’annunciata apertura della succursale, che entro il primo trimestre del 2025 renderà possibile l’operatività attraverso strutture posizionate sul territorio nazionale. L’iniziativa permetterà in particolare alla digital bank pan-europea di offrire funzionalità quali il conto corrente con Iban italiano e soprattutto di introdurre il regime amministrato per il risparmio, esercitando il ruolo sostituto d’imposta per conto dei propri clienti.

La possibiltà di diventare sostituti di imposta per il risparmio amministrato ci aprirà nuove strade in Italia

Trade Republic Christian Hecker

«Crediamo che questo possa essere un elemento in grado di aprire la strada verso un mercato completamente nuovo - è convinto Hecker - e rappresenti al tempo stesso anche l’indicazione di un radicamento di Trade Republic in Italia, mercato in cui il problema del divario pensionistico rischia di essere molto acuto».

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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