Transizione energetica, il Consiglio comunale blocca l’espansione di Baxi
Bassano del Grappa
di Barbara Ganz e Valeria Zanetti
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Da un lato investe, dall’altro attende il via libera per un ampliamento destinato alla produzione delle unità esterne delle pompe di calore, con il rischio che, se non si farà nel Vicentino, prenda la strada di un altro Paese. Sono i due fronti della Baxi, azienda con casa madre olandese e sede a Bassano del Grappa, un migliaio di addetti (e due volte tanto nell’indotto), specialista nella progettazione e produzione di caldaie e sistemi per il riscaldamento ad alta tecnologia.
Neanche un mese fa è stata comunicata l’acquisizione del 25% del Gruppo G.I. Holding, con sede a Latisana (Udine) e siti produttivi in Italia e Ungheria, oltre a uffici commerciali in Malesia ed Emirati Arabi, 300 dipendenti. Si tratta di una realtà di rilievo per la produzione e commercializzazione di soluzioni d’avanguardia nella climatizzazione, nel raffreddamento dei processi industriali, nel condizionamento di precisione e nel trattamento dell’aria per edifici commerciali, industriali e pubblici. Sempre pompe di calore dunque, ma per strutture di grandi dimensioni. «La partnership con G.I. costituisce una notevole opportunità di ampliamento delle nostre soluzioni per la transizione energetica: le pompe di calore svolgono un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione degli edifici - sottolinea Alberto Favero, direttore generale di Baxi Spa. - Per Baxi e per il gruppo BDR Thermea, questa nuova partnership strategica rappresenta un’ottima opportunità per facilitare e velocizzare questo processo, entrando in segmenti di mercato a oggi non ancora totalmente presidiati».
Eppure, in casa, rischia di non concretizzarsi un nuovo investimento per un sito da destinare alla produzione delle unità esterne delle pompe di calore. Serve nuovo spazio, identificato in un’area a fianco degli stabilimenti attuali che verrebbe lasciata libera dalla confinante Pengo, ma il progetto è stata bocciato dal Consiglio Comunale. Sono passati alcuni mesi ed è stato convocato un tavolo di lavoro sulla vicenda, ma aperture reali non ce ne sono, e l’allarme per i posti di lavoro sale.
In piena transizione energetica, e con un mercato scosso dall’effetto superbonus e sconto in fattura ma dal trend in costante crescita, Baxi «intende potenziare la produzione di pompe di calore per il residenziale, in spazi dedicati» spiega Favero. Oggi le linee di produzione sono 12 per caldaie murali e ibride, più una per le caldaie a terra. Qui a Bassano si produce anche (solo per i mercati esteri, dalla Germania alla Gran Bretagna: l’Italia non è ancora attrezzata per una distribuzione di questo genere) la prima caldaia domestica certificata premiscelata a idrogeno puro, una novità assoluta ed a zero emissioni.
Le unità esterne delle pompe di calore a oggi non vengono prodotte dal Gruppo cui Baxi appartiene: l’obiettivo è affrancarsi dalla dipendenza da fornitori. «L’obiettivo era avviare la produzione nella seconda parte del 2024: e se non sarà a Vicenza, sarà in un altro sito del gruppo. Questo territorio ha un distretto del freddo e del calore ad alta specializzazione e una forte presenza nella componentistica, ma non è certo favorito per quanto riguarda il costo del lavoro».
