Trasformazione digitale per cambiare il business
La qualità dei nostri prodotti è spesso difficile da pareggiare grazie al genio e alla capacità di adattamento delle nostre imprese, ma questo differenziale competitivo è destinato a indebolirsi quanto più il sistema industriale mondiale si digitalizza.
di Alessandro Perego
3' min read
3' min read
Oggi, dopo oltre quattro drammatici mesi di emergenza Covid-19, nessuno mette più in dubbio che le competenze e gli asset digitali della nostra società siano un fattore critico di sopravvivenza, ancor prima che di successo. Tanto da arrivare a concludere che le imprese possono essere ricondotte a tre categorie: quelle digitalizzate, quelle in via di digitalizzazione e quelle che sono destinate a chiudere.
Negli ultimi 25 anni il nostro Paese ha perso competitività a livello internazionale, soprattutto in termini di produttività del lavoro, lasciando sul terreno non solo e non tanto pezzi di fatturato, ma purtroppo quote importanti di contribuzione al valore aggiunto.
Abbiamo perso migliaia di imprese per fragilità finanziaria nel primo decennio del Terzo Millennio e vissuto una ripresa molto più debole dei nostri pari grado; il tutto in un contesto in cui i Paesi emergenti continuano a crescere anche grazie a costi dei fattori produttivi per noi inavvicinabili e i Paesi evoluti hanno intrapreso una strada di riforma del sistema economico a noi precluso da un immobilismo politico-istituzionale e dal fardello del debito pubblico.
Eppure moltissime nostre imprese sono riuscite a crescere nonostante il periodo difficile, grazie alla loro capacità di “fare”; la qualità dei nostri prodotti è spesso difficile da pareggiare grazie al genio e alla capacità di adattamento delle nostre imprese, ma questo differenziale competitivo è destinato a indebolirsi quanto più il sistema industriale mondiale si digitalizza.
Il nostro Paese, fin dall'origine del percorso di evoluzione in senso digitale del mondo e dell'economia, non ha mai giocato la parte del leone, per usare un eufemismo, e gli ultimi dati della Commissione europea (Desi, 2019) dipingono un Paese non solo nelle retrovie continentali quanto a forza e pervasività del percorso verso una società digitalizzata, ma addirittura in fase di distacco dalla coda del gruppo: siamo al 25mo posto, arretrando di una posizione rispetto all'anno precedente, con una forbice crescente rispetto a Francia, Germania e Spagna.


