Trasparenza, l’Italia migliora grazie a più sostenibilità e asset alternativi
Il Global Real Estate Transparency Index (Greti) viene pubblicato ogni 2 anni da JLL e LaSalle. L’indice classifica 99 paesi e 163 città a livello globale rappresentando così un benchmark di trasparenza dei mercati Real Estate
di Laura Cavestri
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Nonostante la crescente attenzione verso il social corporate responsibility e il maggiore utilizzo del proptech, il Global Real Estate Transparency Index, pubblicato da JLL e LaSalle, ha registrato per il biennio 2018-2020 il più basso tasso di miglioramento nella trasparenza dei mercati dai tempi della crisi finanziaria globale. Risultato positivo per l’Italia che rispetto all’indagine del 2018 guadagna una posizione, aggiudicandosi il 17esimo posto su 99 per trasparenza nel settore Real Estate.
Il Global Real Estate Transparency Index 2020 (Greti), pubblicato ogni 2 anni, nasce dall’elaborazione di 210 indicatori suddivisi in 6 aree: governance di società quotate, processi di vendita, legislazione, disponibilità di dati mercato, sostenibilità e indicatori di performance. L’indice classifica 99 paesi e 163 città a livello globale rappresentando così un benchmark di trasparenza dei mercati Real Estate unico al mondo.
L’Italia
Nel Greti 2020, l’Italia sale di classifica posizionandosi al 17 posto tra i paesi definiti Transparent, ossia, i paesi con un quadro normativo, struttura governativa e processi di vendita ottimali, con margine di miglioramento nella disponibilità dei dati di mercato e indicatori di performance. A determinare il miglioramento del nostro Paese ritroviamo la maggiore attenzione ai temi della sostenibilità – l’Italia figura infatti al 15° posto nel Sustainability Transparency Sub-index grazie al crescente numero di immobili con certificazioni Leed e Well – oltre al netto miglioramento rispetto al passato per quanto riguarda la trasparenza dei processi di transazione (13° posto).
Un ruolo importante ha giocato anche il crescente interesse da parte degli investitori istituzionali verso i settori alternativi, con particolare attenzione verso i data center, i self storage, il settore della farmaceutica, delle biotecnologie, dei servizi sanitari e del Living.
«Gli investitori istituzionali – ha affermato Davide Dalmiglio, Head of Capital Markets di JLL Italia – sono sempre più interessati ai settori alternativi e di conseguenza dati sul costruito, sul prezzo dei canoni e delle operazioni in questo ambito sono sempre più disponibili sul mercato, creando così una maggiore trasparenza. Siamo di fronte – ha proseguito Dalmiglio – a un circolo virtuoso, la trasparenza e la propensione all’investimento si rinforzano a vicenda: il crescente interesse degli investitori crea una domanda più alta di dati di qualità e dall'altra parte, la maggiore disponibilità di queste informazioni spesso attira nuovi investitori sul nostro mercato».
Standard di sostenibilità sempre più alti
Dal Greti 2020 emerge che i mercati Highly Transparent hanno standard di sostenibilità sempre più elevati. Ne sono un esempio la Francia e l’Australia, tra i primi Paesi ad adottare nuove iniziative in questo ambito quali nuovi standard di efficienza idrica e normative riguardanti la resistenza degli immobili agli impatti dei cambiamenti climatici e alle calamità. Altri Paesi che hanno visto notevoli miglioramenti nel loro ranking hanno implementato iniziative simili: ad esempio, il punteggio di Abu Dhabi è migliorato grazie alle iniziative del governo volte a migliorare la sostenibilità degli edifici e dei processi aziendali; il Costa Rica ha registrato una crescita sostenuta grazie a continui miglioramenti degli standard di sostenibilità; mentre il Belgio ha introdotto nuovi requisiti per le grandi aziende volti a contribuire alla lotta al cambiamento climatico.
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