Ferrovie

Treni nel caos, nuovo guasto sull’alta velocità Roma-Napoli. Il Mit studia il taglio delle corse

Linea rallentata dalle ore 7,05 per un inconveniente tecnico. Ritardi fino a due ore. Dopo il disastro di sabato a Milano, il ministero studia un piano di emergenza

di Marco Morino

 ANSA / Paolo Renzetti

2' min read

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La situazione del trasporto ferroviario in Italia sta sfuggendo di mano. Dopo il disastro di sabato scorso, con la circolazione sospesa nel nodo di Milano dopo che il pantografo (il dispositivo che capta la corrente elettrica) di due treni aveva tranciato la linea aerea mandando in tilt la stazione Centrale, questa mattina nuovi disagi al Centro-Sud, in particolare sulla linea ad alta velocità Roma-Napoli. Dalle ore 7,05 il traffico è stato rallentato per un guasto in prossimità di Gricignano (Caserta). Immediato l’effetto sulla mobilità ferroviaria, con ritardi fino a 120 minuti (due ore). Mentre i tecnici di Rfi (gruppo Fs) si sono messi subito al lavoro per riparare l’inconveniente, i treni ad alta velocità (Frecciarossa e Italo) sono stati deviati sulla linea convenzionale da Napoli a Roma via Formia.

I treni interessati

Ecco un primo elenco dei treni coinvolti stamattina, con tempo di percorrenza anche di 120 minuti:

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Frecciarossa Salerno (6,10)-Venezia Santa Lucia (12,34);

Frecciarossa Salerno (7,13)-Venezia Santa Lucia (13,34);

Frecciarossa Napoli Centrale (7,30)-Bolzano (13,48);

Frecciarossa Napoli Centrale (8,25)-Milano Centrale (12,58).

Dalle ore 9,08, informa Rfi, la circolazione sulla linea Av Roma-Napoli è in graduale ripresa.

Il taglio delle corse

I continui guasti che stanno funestando il trasporto ferroviario da oltre un anno, in coincidenza con l’apertura dei cantieri del Pnrr (attualmente sono circa 1.100), mettono a nudo tutta la fragilità della rete nazionale: 16.800 chilometri di binari, di cui circa mille di rete ad alta velocità, sulla quale circolano 10mila treni al giorno. Una rete sovraccarica: basta il minimo inconveniente per paralizzare la circolazione. Cantieri e crescenti volumi di traffico generano inevitabili effetti sulle performance del servizio di trasporto con riflessi sulla puntualità dei treni.

In particolare, i cantieri del Pnrr riducono ulteriormente il margine d’errore nella pianificazione e nell’esecuzione del servizio ferroviario. A complicare ulteriormente la situazione, si aggiunge un contesto economico caratterizzato da una progressiva riduzione dei finanziamenti destinati al Fondo nazionale trasporti, che hanno subito un calo drastico dal 2009.

Questo scenario ha messo sotto pressione il sistema ferroviario, tanto che, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, il ministero dei Trasporti (Mit) starebbe considerando una misura drastica: la riduzione del 15% del numero di treni attualmente in circolazione. La proposta, che sarebbe temporanea, prevede un’applicazione graduale e una successiva mitigazione man mano che i lavori infrastrutturali giungano a completamento. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di garantire un servizio più snello, ma al contempo rapido e puntuale, puntando su una maggiore qualità piuttosto che sulla quantità delle corse.

L’impatto su Trenitalia

Tuttavia, questa soluzione non è priva di criticità.

Una riduzione del servizio comporterebbe inevitabilmente un impatto economico significativo sulle casse di Trenitalia, che vedrebbe diminuire sensibilmente il numero di biglietti e, di conseguenza, le entrate.

Una contrazione del genere potrebbe compromettere la sostenibilità finanziaria dell’azienda, che già si trova ad affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione.

In questo quadro complesso, la questione solleva interrogativi su quale possa essere il giusto equilibrio tra l’adeguamento alle esigenze infrastrutturali e la salvaguardia di un servizio pubblico essenziale, come quello ferroviario, che rimane un pilastro fondamentale per la mobilità di milioni di italiani.

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