Operai travolti dal treno: telefonate sotto esame. Indagati interrogati nei prossimi giorni
Dalle indagini trapela che ci sarebbero state importanti violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari
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I punti chiave
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Saranno interrogati nei prossimi giorni Antonio Massa e Andrea Girardin Gibin, i due indagati per l’incidente sul lavoro costato la vita ai cinque operai travolti dal treno a Brandizzo. Si indaga intanto sulle ultime comunicazioni. Sono agli atti diverse telefonate tra Massa e la dirigente movimento di Chivasso che certificherebbero l’assenza del nullaosta per l’avvio del cantiere sui binari. L’ultima telefonata registra la strage degli operai. La ministra del Lavoro Calderone assicura: «Impegnati per accertare i fatti».
L'ultima telefonata
L’ultima telefonata tra l’addetto di Rfi al cantiere di Brandizzo, Antonio Massa, e la dirigente movimento di Chivasso registra la strage degli operai travolti dal treno. È mezzanotte ed è l’addetto Rfi a richiamare. Gli operai, a quel punto, sono però già sui binari, benché non ci sia alcun via libera dalla centrale. Nella telefonata, prima che la linea cada, si sente sopraggiungere il convoglio. Quando Massa, pochi secondi dopo, riesce a ricontattare Chivasso, la tragedia si è già compiuta. Le immagini registrate dalle telecamere della stazione, acquisite dalla Procura, confermano questa ricostruzione dell’incidente ferroviario che nella notte tra mercoledì e giovedì notte ha causato la morte di cinque operai.
La procura di Ivrea ha iscritto sul registro degli indagati le prime due persone per il disastro ferroviario che ha causato la morte dei 5 operai dell’appaltatrice di Rfi, Sigifer di Borgo Vercelli, la notte tra il 30 e 31 agosto travolti da un treno in corsa a Brandizzo nel Torinese. Uno degli indagati sarebbe Antonio Massa, 46 anni, di Grugliasco (Torino) addetto di Rfi al cantiere in cui lavoravano le vittime; il secondo Andrea Girardin Gibin, 52 anni di Borgo Vercelli, capocantiere della Sigifer e collega delle cinque vittime. Salvo per miracolo, perché ha intravisto i fari del treno in arrivo ed è riuscito a spostarsi sul secondo binario.
L’inchiesta per disastro ferroviario e omicidio plurimo colposo - guidata dalla Procuratrice Gabriella Viglione e condotta dai pm Giulia Nicodemi e Valentina Bossi con la polizia ferroviaria di Torino - ha al centro violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari.
Secondo la procura eporediese sulla tragedia ci sarebbe però anche l’ipotesi del dolo eventuale. Da quanto si apprende ci sarebbero state importanti violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari, che dovrebbero essere messe per iscritto. Questo sarebbe avvenuto con l’aggravante che i lavori sul binario 1 della linea Milano-Torino per la sostituzione di un tratto di rotaia si sarebbero svolti sotto lo sguardo diretto di uno dei responsabili formali del rilascio autorizzativo. Da giovedì il convoglio composto dalla motrice e 11 vagoni è sottoposto a sequestro e nei prossimi giorni verrà probabilmente chiesto di effettuare un incidente probatorio davanti al gip.
