La strage di Brandizzo

Operai travolti dal treno: telefonate sotto esame. Indagati interrogati nei prossimi giorni

Dalle indagini trapela che ci sarebbero state importanti violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari

Aggiornato il 3 settembre alle ore 8:27

Incidente Brandizzo, si indaga per disastro ferroviario

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Saranno interrogati nei prossimi giorni Antonio Massa e Andrea Girardin Gibin, i due indagati per l’incidente sul lavoro costato la vita ai cinque operai travolti dal treno a Brandizzo. Si indaga intanto sulle ultime comunicazioni. Sono agli atti diverse telefonate tra Massa e la dirigente movimento di Chivasso che certificherebbero l’assenza del nullaosta per l’avvio del cantiere sui binari. L’ultima telefonata registra la strage degli operai. La ministra del Lavoro Calderone assicura: «Impegnati per accertare i fatti».

L'ultima telefonata

L’ultima telefonata tra l’addetto di Rfi al cantiere di Brandizzo, Antonio Massa, e la dirigente movimento di Chivasso registra la strage degli operai travolti dal treno. È mezzanotte ed è l’addetto Rfi a richiamare. Gli operai, a quel punto, sono però già sui binari, benché non ci sia alcun via libera dalla centrale. Nella telefonata, prima che la linea cada, si sente sopraggiungere il convoglio. Quando Massa, pochi secondi dopo, riesce a ricontattare Chivasso, la tragedia si è già compiuta. Le immagini registrate dalle telecamere della stazione, acquisite dalla Procura, confermano questa ricostruzione dell’incidente ferroviario che nella notte tra mercoledì e giovedì notte ha causato la morte di cinque operai.

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La procura di Ivrea ha iscritto sul registro degli indagati le prime due persone per il disastro ferroviario che ha causato la morte dei 5 operai dell’appaltatrice di Rfi, Sigifer di Borgo Vercelli, la notte tra il 30 e 31 agosto travolti da un treno in corsa a Brandizzo nel Torinese. Uno degli indagati sarebbe Antonio Massa, 46 anni, di Grugliasco (Torino) addetto di Rfi al cantiere in cui lavoravano le vittime; il secondo Andrea Girardin Gibin, 52 anni di Borgo Vercelli, capocantiere della Sigifer e collega delle cinque vittime. Salvo per miracolo, perché ha intravisto i fari del treno in arrivo ed è riuscito a spostarsi sul secondo binario.

L’inchiesta per disastro ferroviario e omicidio plurimo colposo - guidata dalla Procuratrice Gabriella Viglione e condotta dai pm Giulia Nicodemi e Valentina Bossi con la polizia ferroviaria di Torino - ha al centro violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari.

Secondo la procura eporediese sulla tragedia ci sarebbe però anche l’ipotesi del dolo eventuale. Da quanto si apprende ci sarebbero state importanti violazioni dei protocolli per il rilascio del nulla osta e delle autorizzazioni a svolgere le manutenzioni sui binari, che dovrebbero essere messe per iscritto. Questo sarebbe avvenuto con l’aggravante che i lavori sul binario 1 della linea Milano-Torino per la sostituzione di un tratto di rotaia si sarebbero svolti sotto lo sguardo diretto di uno dei responsabili formali del rilascio autorizzativo. Da giovedì il convoglio composto dalla motrice e 11 vagoni è sottoposto a sequestro e nei prossimi giorni verrà probabilmente chiesto di effettuare un incidente probatorio davanti al gip.

Durante le indagini, nella giornata di venerdì, sono stati ascoltati anche i due macchinisti che erano nella cabina di guida del treno che ha investito e ucciso i cinque operai. I due, Marcello Pugliese, 52 anni, e Francesco Gioffrè, 29 anni, vengono sentiti come persone informate sui fatti, dunque senza la presenza di legali.

Fondo di solidarietà per i familiari

Rfi ha incontrato le Organizzazioni Sindacali, all’indomani dell’incidente di Brandizzo, per fare il punto sulla sicurezza del lavoro nel settore della manutenzione ferroviaria. Al termine dell’incontro, Rfi «ha accolto la richiesta sindacale di trasferire le trattenute economiche, effettuate ai lavoratori aderenti allo sciopero odierno (leggi sotto, ndr), in un fondo che servirà ad offrire un sostegno economico alle famiglie degli operai deceduti». Si tratta di un «gesto di sensibilità e concreta solidarietà» che Rfi, rinnovando il proprio cordoglio, ha voluto potenziare versando una quota equivalente e raddoppiando la consistenza del fondo stesso.

A Brandizzo si piangono le cinque vittime

Il giorno dopo la tragedia costata la vita a cinque operai , la prima parola che viene in mente entrando alla stazione di Brandizzo è spettrale. La calce sui binari e un silenzio irreale accolgono i pochi passeggeri presenti e i treni in transito, che sfrecciano sotto gli occhi dei cronisti che sono quasi gli unici presenti in questo angolo di paese, dove anche la piccola edicola e il bar sono quasi deserti. Qualcuno prova a dire qualche parola che non nasconde lo sgomento, a dare una spiegazione a quanto accaduto, mentre le forze dell’ordine si mobilitano per l’arrivo di rappresentanti delle istituzioni. Di fianco all’ingresso, sotto una cassetta delle lettere sbiadita, una macchia di colore è formata da qualche mazzo di fiori, con un lumino acceso. C’è ancora quello deposto ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il fiocco tricolore. Accanto, dei piccoli crisantemi gialli con un biglietto, ’rispetto per le vittime del lavoro onesto’, e un mazzo, ’i vostri colleghi’, poche parole su un cartoncino pinzato alla carta trasparente che avvolge cinque girasoli. Cinque, come le vittime di uno dei più gravi incidenti sul lavoro che il Piemonte ricordi.

Minuto di silenzio al Consiglio comunale di Torino

La commissione Lavoro del Consiglio comunale di Torino, su richiesta del presidente Pierino Crema, ha osservato venerdì, in apertura di seduta, un minuto di silenzio per commemorare i cinque operai morti ieri alla stazione ferroviaria di Brandizzo. Crema è intervenuto per esprimere solidarietà ai famigliari delle vittime e auspicare «che la magistratura e la commissione nominata ad hoc facciano presto chiarezza sulle cause e le responsabilità del grave incidente». Il presidente ha inoltre proposto che la Città, insieme alla Regione e agli enti locali coinvolti, promuova un’iniziativa annuale che coinvolga aziende, sindacati, enti di controllo ed enti locali per fare il punto sul tema della sicurezza dei lavoratori. “Diventa importante parlarne al di fuori delle emergenze - ha detto - e farlo nella nostra città, purtroppo coinvolta spesso, negli ultimi anni, in tragici incidenti avvenuti sul territorio».

Lunedì sciopero e manifestazione a Vercelli

Cgil, Cisl e Uil prevedono 'una grande partecipazione' alla manifestazione che si terrà lunedì a Vercelli dopo la strage sulla linea Torino-Milano a Brandizzo. Sono previste 8 ore di sciopero unitario, che saranno accompagnate da un corteo che partirà alle ore 10 da corso Garibaldi, davanti alla stazione, e raggiungerà la Prefettura. Ci saranno arrivi da tutto il Piemonte e anche da altre regioni. Dalla Lombardia arriveranno anche ex ferrovieri pensionati. Prevista la partecipazione dei segretari generali di Fillea Cgil, Alessandro Genovesi e di Filt Cgil, Stefano Malorgio, le due categorie direttamente colpite dalla tragedia e che per lunedì hanno proclamato lo sciopero unitario di 8 ore di tutti i lavoratori dell'edilizia (Feneal Uil - Filca Cisl - Fillea Cgil) e dei lavoratori dei trasporti, promosso da Filt e Uiltrasporti.

«Al di là delle responsabilità penali che individuerà la magistratura - afferma Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte - c'è una responsabilità che non può non essere attribuita a chi organizza i processi produttivi, in questo caso il processo della manutenzione della rete ferroviaria che è in capo a Rfi: c'è qualcosa che non ha funzionato nelle garanzie di sicurezza e nei rapporti con le imprese di subappalto. Oggi è toccato agli edili in appalto, se il treno forse deragliato sarebbe toccato ai macchinisti e forse agli abitanti delle case limitrofe ai binari. La magistratura accerterà le responsabilità individuali e dimostrerà dove le procedure non hanno funzionato. Quel che è chiaro è che questo sistema non funziona perché l'eccesso di precarietà e di subappalti determina una competizione al ribasso».

Il sindacato Usb si mobilita per il reato di omicidio e lesioni sul lavoro

Mobilitazione e raccolta forme a favore della legge di iniziativa popolare per introdurre il reato di omicidio e lesioni gravi o gravissime sul lavoro. È quanto annuncia l’Usb secondo cui «la strage di operai avvenuta ore lungo la ferrovia Milano Torino non è, purtroppo, un incidente isolato». «Nel nostro paese, infatti, è diffusa una cultura datoriale che vede nella salute e nella sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici un costo, da ridurre in favore dei profitti» spiega. Il sindacato ricorda che dal 4 al 10 settembre è stata organizzata una mobilitazione sui posti di lavoro, per parlare con i lavoratori e le lavoratrici della nostra proposta e mettere al centro del dibattuto pubblico il tema della salute e della sicurezza sul lavoro. Dal giorno 4 sarà possibile anche firmare online tramite Spid e firma elettronica certificata.

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