Migranti, Meloni: «Nessuno scontro con la magistratura»
La giudice Apostolico di Catania non ha convalidato il trattenimento di tre migranti ritenendo le nuove regole definite dall’esecutivo in contrasto con la normativa europea
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I punti chiave
- Al Csm presentata pratica a tutela giudice Catania
- Anm, dichiarazioni governo minano autonomia giudici
- Meloni, basita di fronte a sentenza giudice Catania
- Salvini, gravi notizie su orientamento giudice Catania
- Schlein, Meloni smetta di alimentare scontro istituzionale
- Viminale presenterà ricorso
- FdI: chiederemo se sentenza travalica limiti Carta
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È scontro tra Palazzo Chigi e i magistrati dopo che la giudice Apostolico non ha convalidato il trattenimento di tre migranti ritenendo le nuove regole, appena varate dal governo, in contrasto con la normativa europea. «Non voglio entrare nella polemica, né nel merito della vicenda. Il mio provvedimento - ha ricordato Iolanda Apostolico -è impugnabile con ricorso per Cassazione, non devo stare a difenderlo. Non rientra nei miei compiti. E poi non si deve trasformare una questione giuridica in una vicenda personale».
In particolare il tribunale di Catania che ha dichiarato illegittimo il provvedimento del questore di Ragusa perché in contrasto con la normativa europea. Il tribunale ha conseguentemente dichiarato illegittimi i trattenimenti di tre persone.
Le parole di Apostolico sono giunte in una giornata che ha registrato le critiche del centrodestra, a cominciare da quelle della premier Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, a quanto deciso dal tribunale di Catania. Interventi che a loro volta hanno fatto scattare una reazione da parte della magistratura con la raccolta di firme di firme per l’apertura di una pratica a tutela della giudice al Csm.
Meloni: «Nessuno scontro con la magistratura»
«Non c’è nessuno scontro con la magistratura. Dico quello che penso, è un tema che riguarda una sentenza specifica», ha detto la premier parlando con i giornalisti a Torino, dove è intervenuta al Festival delle Regioni. «Semplicemente - ha poi aggiunto - la magistratura è libera di disapplicare una legge del governo e il governo è libero di dire che non è d’accordo. La motivazione con la quale si rimette in libertà un immigrato regolare con provvedimento di espulsione dicendo che le sue caratteristiche fisiche sarebbero quelle che i cercatori d’oro in Tunisia considerano buone per i loro interessi a me pare francamente una motivazione molto particolare. Quindi dico quello che penso perché ognuno ha autonomia di pensiero sua io ho la mia. E’ un tema che riguarda la sentenza specifica. Poi l’interpretazione di un attacco alla magistratura mi fa molto riflettere perché penso di avere anche il diritto di dire che non sono d’accordo se viene disapplicata una legge del governo».
Ancora prima la premier si era detta «basita» per la sentenza dalle motivazioni «incredibili». Parole che avevano scatenato la reazione prima dell’Anm e poi di 10 togati del Csm che si erano schierati a difesa della collega, finita nel mirino anche di tutto il centrodestra che vuole portare il caso in Parlamento.
