Triumph: ripresa lenta e non prima di ottobre
Macario nuovo general manager: ci consolideremo all'estero e in Italia
di Andrea Marini
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«Bisogna essere pragmatici. Questa crisi sanitaria è eccezionale. La nostra strategia rimane quella di consolidarci in Italia e all’estero. Tuttavia i tempi saranno diversi rispetto a quanto previsto. La ripresa sarà lenta e non la vedremo prima di ottobre». A parlare è Jerome Macario, da febbraio nuovo general manager di Triumph Group International, azienda con quartier generale a Roma e attiva nella organizzazione di grandi eventi. Un comparto, quello della events and live industry (dai grandi eventi alle fiere, passando per i congressi e gli appuntamenti live), tra i più colpiti dalla crisi del coronavirus e che ha numeri consistenti in Italia: un milione di piccoli e grandi eventi con 56 milioni di partecipanti che occupano il 40% delle stanze degli hotel, per 65,5 miliardi di fatturato l’anno e 579mila addetti.
Triumph nasce nel 1986 dall’intuizione di Maria Criscuolo, presidente e fondatrice, che crea un comitato a supporto delle attività di quello che sarebbe diventato il Centro Nazionale Trapianti. Poco dopo, nel 1991, nasce la srl Triumph Italy con sede a Roma e sei anni più tardi si inaugura a Milano la seconda sede italiana. Nel 2002 inizia il processo di internazionalizzazione con l’apertura di un ufficio a Bruxelles. Nel 2004 è la volta di Shanghai, e negli ultimi 10 anni il gruppo si è ulteriormente arricchito di altre sedi a Londra (2010), Malta (2016), Hong Kong (2017), Singapore (2019) e Riyad (2020).
Il Gruppo Triumph si è specializzato in eventi istituzionali arrivando ad organizzare, tra gli altri, il G8 di Genova nel 2001 e quello dell’Aquila nel 2009, ha fornito consulenza al governo canadese per il vertice dei capi di Stato e di Governo del G20 del 2010, e nel 2017 ha organizzato le riunioni ministeriali della presidenza italiana del G7. Tra gli ultimi appuntamenti che hanno visto in prima linea il Gruppo Triumph, il 24° Congresso Mondiale di Dermatologia a Milano nel 2019, che ha quasi raggiunto i 17mila partecipanti.
Al netto di alcuni grandi meeting mondiali una tantum, il fatturato del gruppo è passato dai 15 milioni del 2017 ai 20 del 2019. Oggi può contare su circa 130 addetti sparsi in tutto il mondo (età media 35 anni). L’anno scorso sono stati organizzati 362 eventi, di cui 50 all’estero.
Proprio con l’ottica di consolidare ulteriormente lo sviluppo, Maria Criscuolo ha deciso di chiamare in azienda Macario, che può vantare una lunga esperienza internazionale: francese, 46 anni, nel 2014 è stato nominato chief operating officer di Brioni con base a Roma e si è occupato della gestione finanziaria, dei processi organizzativi e della logistica del brand. Negli ultimi 6 anni ha guidato la trasformazione a livello mondiale di questo marchio dei lusso romano, di proprietà del gruppo francese Kering.


