Calabria

Tropea convertita alle vacanze di lusso, sold out tutto l’anno e prezzi in salita

Migliorata la reputazione con una promozione internazionale adeguata, la città calabrese in diversi periodi dell’anno raggiunge il tutto pieno: nel 2023 ha registrato 500mila presenze. Il Comune pensa a un ticket d’ingresso sul modello di Venezia

di Donata Marrazzo

Tropea. Il Santuario di Santa Maria dell’Isola

3' min read

3' min read

La reputazione di Tropea è schizzata alle stelle, al punto che il suo mare scintilla all’incrocio di Times Square a New York, in uno dei cartelloni pubblicitari digitali di un’ area pedonale fra le più affollate del mondo. Un omaggio alla sua terra dell’architetto calabrese Giuseppe Samà, che nella Grande Mela è un’archistar.

In poco più di cinque anni la “Perla del Tirreno” ha rovesciato le sue sorti. L’economia del borgo marinaro della Costa degli dei ruota ormai esclusivamente intorno al turismo. L’offerta è alta, diversificata, attrattiva e qualificata.

Loading...

Così lo scorso anno si sono registrate 500mila presenze e, solo dalla tassa di soggiorno, il Comune ha incassato un milione e 150mila euro. Nel 2018 si sfioravano appena i 400mila euro. Un milione per i parcheggi, 350mila euro dall’occupazione del suolo pubblico.

Il “modello Tropea” che guarda a Taormina e Venezia

Giovanni Macrì lo ammette: «Questi risultati sono il frutto dell’impegno di tutti gli operatori – dichiara il sindaco di Tropea - Certo, siamo partiti avvantaggiati da una bellezza straordinaria, dal paesaggio, dalla storia, dal nostro genius loci. Ma tutto il resto lo abbiamo conquistato con il lavoro e tanto coraggio».

E dall’intraprendenza dell’intera comunità è nato il “modello Tropea”, che niente ha a che fare con le vacanze low cost. «Soprattutto Tropea non è l’Albania», precisa Macrì, alludendo ad alcune dichiarazioni del presidente della Regione Roberto Occhiuto sulla necessità di intercettare target di visitatori diretti in Albania. Tropea oggi è una destinazione al pari della costiera amalfitana, di Taormina, delle più gettonate località della Puglia. Anche per i prezzi, rivolti a una clientela di fascia alta, che riceve, però, servizi adeguati.

Comune fiorito e plastic free, borgo dei borghi, fra i borghi più belli d’Italia, bandiera blu e 5 vele di Legambiente: un trofeo dietro l’altro per Tropea che attira i viaggiatori del turismo esperienziale, immersivo e coinvolgente: «Un modo di fare ospitalità per il quale ci siamo tutti dovuti preparare, abbiamo dovuto studiare nel dettaglio il nostro patrimonio materiale e immateriale, riscoprire i nostri luoghi per raccontarli e farli vivere ai nostri visitatori», continua il sindaco.

Destagionalizzazione riuscita e finanze risanate

Macrì non nasconde la sua soddisfazione anche per aver, sin dall’inizio della sua gestione, ripianato i debiti ereditati dalle amministrazioni precedenti, ben 5 milioni di euro: finanze risanate e nuovi investimenti in riqualificazione del territorio e progettazione turistica e culturale hanno dgato in meno di sei anni i risultati sperati. Anzi di più.

La destagionalizzazione è riuscita: a Natale, tra concerti e luminarie, la cittadina arroccata su una rupe di tufo protesa verso il mare, è andata in over-tourism: visitatori americani e australiani, soprattutto, e anche nordeuropei hanno riempito le strutture ricettive del borgo. Hanno apprezzato il paesaggio suggestivo del mare d’inverno, visitato il santuario di Santa Maria dell’Isola, avvolto dalle onde, la cattedrale normanna nel centro storico. Hanno affollato l’Affaccio dei Sospiri con vista sull’Eolie, i vicoli e le scalinate decorate, e soprattutto hanno degustato la tipica cipolla rossa di Tropea in tutti i piatti della gastronomia locale: prodotto Igp, che si coltiva ormai su una vasta fascia del Tirreno cosentino, è diventata protagonista anche delle cucine di molti chef stellati, di festival e saloni del gusto. Da sola vale 30 milioni di euro all’anno, con un ritorno d’immagine anche superiore.

I rischi di una bellezza da governare

Così, visto il successo e il gradimento, Giovanni Macrì ora pensa a un ticket, come quello che pagano i turisti a Venezia. «La bellezza va governata e la qualità va difesa – sostiene il primo cittadino - ipotizzare o sperimentare dei contributi di ingresso rappresenta una doverosa tutela della eco-sostenibilità e della fragilità dei luoghi. Ma al momento è solo un’ipotesi».

Non sono trascurabili i rischi: «Il mercato immobiliare, ad esempio, è fuori controllo – spiega Macrì – e molti residenti sono costretti a spostarsi nei dintorni. Hanno formato nei territori limitrofi delle vere e proprie colonie. E nuovi residenti arrivano dall’estero». Per un immobile in centro, vista mare, sono disposti a pagare molto, anche 8mila euro al metroquadrato.

Ma è un problema anche per i giovani, per quelli in cerca di autonomia e per chi vuole farsi una famiglia. E potrebbe diventare una minaccia anche per l’identità di Tropea, per la sua autenticità e per la fragilità del territorio.

Intanto, sin da ora è tutto pronto per accogliere le nuove ondate di turisti, quelle della primavera. Si prevede infatti che tra aprile e maggio Tropea sarà di nuovo sold out.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti