Lo scenario

Troppi rischi da clima e cybersicurezza: la metà dei riassicuratori taglia le coperture

L’altro 50% dei 21 big globali aumenta l’offerta ma la forte domanda fa salire i prezzi

di Alessandro Graziani

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Alert dell'Agenzia per la cyber-sicurezza, 71 "porte" da chiudere

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Catastrofi naturali accentuate dal climate change, richieste crescenti di protezione dai cyber attacchi, rischi in aumento per le tensioni geopolitiche globali. Tre tendenze che stanno impattando in modo significativo sulle strategie dei grandi colossi delle ri-assicurazioni, principali garanti privati di ultima istanza dei rischi assicurativi.

Rischi tanto elevati da spaventare anche alcuni dei colossi del settore. «Oltre la metà dei principali 21 gruppi ri-assicurativi globali sta riducendo del 20% l'esposizione netta alle coperture dei rischi derivanti da catastrofi naturali - notano gli analisti di S&P Global - riflettendo in questa fase un diverso approccio verso il rischio».

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L’impatto delle catastrofi sui conti

Nel primo semestre del 2022, secondo un report di JP Morgan che rilancia dati analoghi a quelli di una ricerca del Swiss Re Institute (di cui IlSole24Ore ha dato conto in dettaglio il 3 agosto), le catastrofi naturali hanno causato nel mondo perdite sui conti delle compagnie per un totale di 35 miliardi, il 22% in più rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Una cifra imponente ma relativa solo a uno spicchio dei danni reali, dato che il 75% delle catastrofi naturali non sono assicurate.

Ora la domanda di protezione è in ulteriore forte crescita, ma l'offerta fatica a tenere il passo delle richieste. Con quali ripercussioni per il sistema finanziario internazionale? L'offerta complessiva delle coperture non pare destinata a scendere poichè l’altra metà dei big riassicurativi, a partire dalle tedesche Munich Re e Hannover Re o dalla Svizzera Swiss Re (che ha esplicitamente dichiarato di puntare a una crescita proprio nei rischi catastrofali), e dovrebbe compensare - sempre secondo S&P - la riduzione degli operatori più cauti (come la francese Axa, che ha scelto di tagliare l'esposizione a questa tipologia di rischi).

Ma anche ipotizzando una stabilità dell'offerta, la domanda globale è attesa in forte aumento. Con la conseguenza che i prezzi delle coperture assicurative, che in Europa saranno rinegoziati entro il prossimo 1° gennaio 2023, sono destinati a crescere in modo notevole (anche al netto dell'inflazione).

Il rialzo dei prezzi

Il tema del rialzo dei prezzi del mercato riassicurativo, dibattuto anche nel maxi-convegno annuale del settore che si è tenuto la settimana scorsa a Montecarlo, è ormai considerato inevitabile da tutti gli analisti. «Anche se quest'anno finora si è registrato un minor livello di catastrofi naturali, l'incertezza creata dalla guerra in Ucraina e il preoccupante quadro macroeconomico comporteranno un aumento dei prezzi riassicurativi nel 2023 e forse anche nel 2024 - osservano gli analisti di Berenberg che evidenziano come «le restrizioni all'offerta rappresentano una evidente sfida per il mercato». Inoltre ad aumentare la domanda di protezione assicurativa collegata al climate change, scrivono gli analisti di Goldman Sachs, «contribuiranno anche le richieste di coperture per gli investimenti nella transizione energetica».

Il rischio cyber

L’altra grande incognita per il settore, che preesisteva alla guerra della Russia in Ucraina ma che si è accentuata con le tensioni geopolitiche tra Est e Ovest del mondo, è rappresentata dai cyber risks. «La domanda di protezione dai rischi cyber sta crescendo a livello globale mentre l'offerta riassicurativa non sta procedendo alla stessa velocità - è la valutazione contenuta nell'ultimo rapporto sul settore di S&P Global.

È possibile che anche una parte di questi rischi, come già sta accadendo per quelli collegati alle catastrofi naturali, finiscano sul mercato? «I cyber risks sono troppo complessi per attrarre gli investitori delle insurance linked securities (Ils) - commentano da S&P - si tratta di rischi non limitati ad una singola area ma possono rapidamente estendersi in pochi secondi in tutto il mondo, esponendo gli investitori a grandi rischi e gravi perdite».

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