Truffe online, i bonifici istantanei mettono a rischio il recupero del denaro
A lanciare l’allarme è il vicequestore Lisa Di Berardino, esperta di truffe cibernetiche durante la presentazione del pulsante anti-frode di Ing
3' min read
3' min read
«Se tutte le banche trasformeranno i bonifici ordinari in istantanei, sarà veramente dura tutelare i cittadini dalle frodi online: sarà, infatti, molto più difficile bloccare pagamenti sospetti in favore di potenziali truffatori». A lanciare l’allarme è stato il vicequestore Lisa Di Berardino, responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura presso il tribunale di Milano e superesperta di truffe cibernetiche. «È necessario un cooling period, un periodo di sospensione dell’invio dei soldi - ha aggiunto - che consenta ai rispettivi reparti antifrode di fare le opportune verifiche ed eventualmente bloccare il pagamento. Sempre che sia possibile. Altra regola da cambiare nel mondo bancario è l’attuale necessità di richiedere il consenso a chi riceve il bonifico, e quindi al truffatore nel nostro caso, affinché i soldi transati illegittimamente siano restituiti alla vittima, nonostante ci siano evidenze sufficienti a ritenere la transazione fraudolenta, non ultima la denuncia della stessa vittima».
Il pulsante anti-frode
Il vicequestore era uno dei partecipanti alla conferenza stampa organizzata da Ing Italia dove è stata presentata una nuova funzione della App per tutelare i clienti da telefonate di truffatori che si spacciano per dipendenti della banca. “E’ davvero Ing?” è il nome della funzione che i clienti di Ing Italia trovano sulla App o sulla pagina di login del sito ing.it. Funziona così: supponete di ricevere una telefonata da qualcuno che si presenti come dipendente dell’istituto per informarvi di presunte anomalie sulle vostre transazioni. Ebbene, per tutelarvi da una potenziale frode, nel corso della telefonata sarà sufficiente aprire l’App Ing e premere il pulsante «È davvero Ing? Verifica la chiamata»: apparirà un messaggio che confermerà se si sta ricevendo realmente una telefonata dalla banca oppure no. A quel punto, se la chiamata non provenisse dall’istituto di credito, sareste di fronte a una frode.
«Il nostro obiettivo è quello di eliminare qualunque dubbio in tempo reale e di diffondere la cultura della verifica», ha ricordato Damiano Zanisi, chief information officer di Ing Italia. Il pulsante anti-frode è già in funzione da metà agosto. «Sono stati effettuati oltre 100mila utilizzi - aggiunge Zanisi - ma soltanto un centinaio erano telefonate realizzate da persone non dell’istituto» e quindi potenziali truffatori.
Che cos’è lo spoofing
Il pulsante anti-frode di Ing punta a bloccare in particolare il fenomeno dello spoofing, tecnica informatica che punta a ingannare gli utenti/clienti fingendo, in questo caso, di essere un dipendente di banca. «Con poche decine di euro - evidenzia Zanisi - si possono comprare dei software che sostituiscono l’identificativo del chiamante. E’ questo fenomeno che vogliamo bloccare con la nuova funzione».
Grazie a tali software dunque si riesce a “copiare” il numero della propria banca e ad ingannare il cliente. «Ecco perché bisogna ripetere come un mantra la seguente frase - aggiunge il vicequestore - “la banca non vi chiederà mai aiuto per bloccare una transazione”. E soprattutto, la banca non vi chiederà mai dati di cui è già in possesso. Altro elemento da ricordare è che il numero verde di un istituto di credito non vi chiamerà mai visto che sono abilitati soltanto per ricevere telefonate dall’esterno».


