Medio Oriente

Trump: Zelensky è un dittatore senza elezioni. Kiev: «Nessuno ci può costringere alla resa». Macron a Washington

Durissimo botta e risposta a distanza tra Trump e Zelensky. Il presidente Usa dice che è l’Ucraina ad aver iniziato la guerra. Il presidente ucraino risponde che Trump vive in uno spazio di disinformazione russay. Starmer si schiera con Zelensky. Da Mosca elogi a Trump e ironia su Zelensky: ’Individuo patetico’, dice Lavrov. Mentre Putin afferma che i colloqui di Riad ’sono andati bene’ e ’l’isteria di Kiev è fuori luogo’. ’Incomprensibili gli attacchi di Trump a Zelensky. Non capiamo la logica’, la prima reazione del governo francese. ’Nessuno può costringere l’Ucraina alla resa’, reagisce il ministro degli Esteri Sybiha

a cura della Redazione online

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Il presidente francese Emmanuel Macron, al centro, posa con il presidente eletto Donald Trump, a sinistra, e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy all’Eliseo, sabato 7 dicembre 2024 a Parigi. (Foto AP/Aurelien Morissard)
  • Ucraina: Pence a Trump, non è stata Kiev a iniziare la guerra

    “Signor Presidente, non è stata l’Ucraina a ’iniziare’ questa guerra. La Russia ha lanciato un’invasione non provocata e brutale, mietendo centinaia di migliaia di vittime. La strada per la pace deve essere costruita sulla verità”. E’ il post su X con il quale l’ex vicepresidente Mike Pence si rivolge direttamente a Donald Trump ribattendo alle sue recenti dichiarazioni sulla guerra. Il post di Pence è corredato da un titolo di Fox News, l’emittente preferita dal presidente Usa, del 24 febbraio del 2022: “La Russia invade l’Ucraina nel più grande attacco europeo dalla seconda guerra mondiale”.

  • Musk, Zelensky ripristini libertà stampa e indica elezioni

    “Zelensky non può affermare di rappresentare la volontà del popolo ucraino a meno che non ripristini la libertà di stampa e smetta di cancellare le elezioni!”: lo scrive su X Elon Musk, appoggiando così Donald Trump dopo il vicepresidente JD Vance.

    Musk ha commentato cosi’ un post - condiviso sul suo profilo - di ’Rapid Response 47’, un account della Casa Bianca. “In America - si legge nel post - teniamo elezioni presidenziali ogni quattro anni, anche in tempo di guerra. Abbiamo tenuto elezioni durante la guerra civile. Abbiamo tenuto elezioni durante la seconda guerra mondiale. Prima che il presidente Zelenskyy decida di fare di nuovo la predica al presidente americano, dovrebbe tenere elezioni anche lui”.

  • Usa: Hegseth ordina tagli spesa al Pentagono, esentati difesa confine e nucleare

    Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato alla leadership del Pentagono e ad ogni ramo delle forze armate Usa di elaborare i piani per un taglio al budget della difesa dell’8 percento per ciascuno dei prossimi cinque anni. Lo riferisce il Washington Post, citando fonti informate. L’iniziativa, rileva il quotidiano, è destinata ad incontrare una dura resistenza interna ed anche al Congresso, sia tra i Repubblicani che i Democratici. Secondo il memorandum di Hegseth, le proposte di tagli alla spesa dovranno essere pronte entro il 24 febbraio. Esentate dai tagli sono 17 aree di spesa. Tra esse, le operazioni militari al confine col Messico, la modernizzazione dell’arsenale nucleare, l’acquisizione di droni d’attacco e di munizionamento.

  • Regno Unito e Francia progettano un appello a Trump per sostegno aereo Usa in Ucraina

    Il Regno Unito e la Francia stanno elaborando un piano per una “forza di rassicurazione” a guida europea per l’Ucraina, per garantire che la Russia non attacchi di nuovo il Paese se si negoziano un cessate il fuoco e un accordo di pace. Secondo i funzionari occidentali, il piano è subordinato all’accordo del Presidente Donald Trump di fornire alla forza la protezione degli Stati Uniti, compresi gli aerei e l’intelligence americani, e dovrebbe principalmente sorvegliare lo spazio aereo dell’Ucraina e il Mar Nero.

    Il piano, i cui dettagli sono ancora in fase di discussione, richiederebbe probabilmente un dispiegamento di meno di 30.000 truppe europee nelle principali città, nei porti e nelle infrastrutture nazionali critiche dell’Ucraina, hanno dichiarato i funzionari. Le truppe europee non verrebbero inviate nella parte orientale del Paese, dove i combattimenti tra l’Ucraina e le forze russe di invasione sono stati più feroci.

    Il Regno Unito e la Francia stanno attualmente cercando di convincere altre nazioni europee a fornire personale e attrezzature alla forza. Il primo ministro britannico Keir Starmer si recherà la prossima settimana a Washington DC per cercare di convincere Trump ad accettare.

  • Starmer (Regno Unito): «Zelensky eletto democraticamente»

    Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto una conversazione telefonica con Volodymyr Zelensky. Lo rende noto in serata un portavoce di Downing Street, come riporta Sky News. “Il primo ministro ha espresso il suo sostegno al presidente Zelensky in quanto leader democraticamente eletto e ha affermato che era perfettamente ragionevole sospendere le elezioni in tempo di guerra, come fece il Regno Unito durante la seconda guerra mondiale”. Il primo ministro britannico ha ribadito “il suo sostegno agli sforzi guidati dagli Stati Uniti per ottenere una pace duratura che scoraggi la Russia da qualsiasi futura aggressione.

  • Vance: «Zelensky la pianti su Trump»

    Nel mezzo delle crescenti tensioni tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, il vicepresidente americano JD Vance ha mandato un messaggio al presidente ucraino, consigliandogli di “piantarla”. “L’idea di far cambiare opinione al presidente parlando male di lui sui media di tutto il mondo è un modo tremendo di trattare questa amministrazione”, ha detto al Daily Mail.

  • Macron a Washington da Trump la prossima settimana. Finito incontro informale di oggi

    Il presidente francese, Emmanuel Macron, sarà a Washington la settimana prossima per un incontro con Donald Trump. Lo ha detto il consigliere per la Sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, Michael Waltz, in un’intervista a Fox News.

    È terminata, intanto, la riunione informale con una ventina di capi di Stato e di governo per la sicurezza in Ucraina e in Europa, promossa dal presidente francese, Emmanuel Macron, dopo quella in presenza l’altro ieri a Parigi: è quanto riferisce l’Eliseo. All’incontro, cominciato intorno alle 16, hanno partecipato in presenza a Parigi il presidente della Romania, Ilie Bolojan, e il premier del Lussemburgo, Luc Frieden. Secondo una lista fornita dalla presidenza francese, si sono invece connessi in videoconferenza Gitanas Nauseda (Lituania), Alexander Stubb (Finlandia), Bart De Wever (Belgio), Rossen Jeliazkov (Bulgaria), Justin Trudeau (Canada), Andrej Plenkovic (Croazia), Kristen Michal (Estonia), Petteri Orpo (Finlandia), Kyriákos MItsotakis (Grecia), Micheal Martin (Irlanda), Kristrún Frostadottir (Islanda), Evika Silina (Lettonia), Jonas Gahr Store (Norvegia), Luis Montenegro (Portogallo), Ulf Kristersson (Svezia), Robert Golob (Slovenia) e Petr Fiala (Repubblica ceca).

  • Ucraina: a Mosca “forti speranze” dopo Riad ma Putin “non prema troppo su acceleratore”

    Negoziati di Riad, il giorno dopo. “Le speranze sono fortissime, anche se da parte russa non c’è piena consapevolezza di quanto sia sottile il ghiacchio su cui stanno camminando”: analisti occidentali a Mosca commentano così gli umori all’indomani della ripresa dei primi contatti diretti con gli americani in oltre tre anni. Contatti, spiegano all’Adnkronos, che sono andati ben oltre la fase interlocutoria, con i negoziatori che hanno messo sul tavolo e discusso già tutta una serie di “questioni concrete”. Lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha parlato di “risultati positivi, di un primo passo” compiuto a Riad, una valutazione in base alla quale la leadership moscovita pensa in questa fase di “poter spuntare” chissà quali concessioni. Forse non del tutto consapevole, avvertono gli analisti, di quanto sia scivoloso il percorso che ha davanti, con l’imprevedibile Donald Trump, pur mosso dall’ambizione di conquistare il Nobel per la pace, che potrebbe far saltare tutto con la stessa rapidità con cui ha accelerato sull’avvio dei negoziati. Soprattutto, i russi devono capire che delle concessioni le dovranno fare. “Sta a Putin, che è la chiave di volta su cui si scaricano le forze centrifughe dei falchi e delle colombe - ragionano - fare una sintesi” tra queste forze opposte e “non premere troppo sul piede dell’acceleratore”.

  • Berlino a Trump: “Assurdo definire Zelensky un dittatore”

    La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha affermato che descrivere, come ha fatto Donald Trump, il leader ucraino Volodymyr Zelensky come un dittatore è “assurdo”. “Se si guarda il mondo reale invece di sparare un tweet, allora si sa chi in Europa vive nelle condizioni di una dittatura: la gente in Russia, la gente in Bielorussia”, ha detto Baerbock in un’intervista con l’emittente Zdf.

  • Zelensky a Rutte: “Tutti i partner capiscano forti garanzie sicurezza priorità”

    “Prima di qualsiasi potenziale negoziato, tutti i partner devono comprendere chiaramente che forti garanzie di sicurezza sono la priorità per una pace duratura”. E’ quello che ha detto il presidente ucraino al segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo quanto riferito dallo stesso Volodymyr Zelensky dopo una telefonata che ha definito “positiva e proficua”. “Ho condiviso i dettagli del mio incontro con il presidente Erdogan, durante la quale abbiamo discusso del ruolo della Turchia nel fornire garanzie di sicurezza - ha scritto in un post su X il presidente - L’Ucraina ha bisogno di un’ampia rappresentanza da parte dei paesi: Europa, tra cui Regno Unito e Turchia, e Stati Uniti, in questo processo”.

    Dal canto suo, Rutte lo ha informato “del suo incontro con il generale Kellogg”, inviato di Trump in Ucraina. “I messaggi chiave sono in linea con il nostro obiettivo di raggiungere una pace garantita, non solo un cessate il fuoco temporaneo. Bisogna avere fiducia che tra qualche mese o anno Putin non tornerà con la sua guerra”, ha sottolineato ancora Zelensky, che ha detto di aver discusso con il numero uno della Nato “anche discusso dei nostri futuri contatti con i partner e coordinato i nostri prossimi passi: non possiamo permettere a Putin di ingannare tutti di nuovo”.

  • Ucraina: Wsj, riabilitazione Putin da parte di Trump dura da accettare

    “La politica globale può essere un brutto affare, ma l’imminente riabilitazione di Vladimir Putin è particolarmente dura da accettare”. Inizia così l’editoriale con il quale il Wall Street Journal commenta gli ultimi eventi legati all’avvio del possibile processo di pace in Ucraina e la “riabilitazione” del “dittatore russo” da parte di Donald Trump. Dopo avere ricordato le atrocità commesse in Ucraina dalle truppe russe e il trattamento riservato dal regime di Putin agli oppositori, compresa l’uccisione di Alexei Navalny, l’editorial board del Wsj scrive: “Sappiamo che gli uomini spietati che governano gran parte del mondo non possono essere ignorati. Ma di solito questi uomini non vengono ricompensati con una visita negli Stati Uniti, come ha lasciato intendere Trump la scorsa settimana, prima che sia stato raggiunto alcun compromesso”. Gli incontri con i leader sovietici durante la Guerra Fredda, ricorda il Wsj, “avevano almeno una certa preparazione per supporre che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto qualcosa dalla diplomazia”. Per questo, conclude, “qualsiasi accordo di pace verrà concluso da Putin dovrà essere fatto tenendo a mente tutta la sua eredità di distruzione”.

  • Danimarca annuncia piani per rafforzare spesa per la difesa oltre il 3% del Pil

    Il governo danese ha annunciato l’intenzione di rafforzare le proprie forze armate istituendo un fondo di 50 miliardi di corone (7 miliardi di dollari) che, a suo dire, porterà la spesa per la difesa del Paese a oltre il 3% del prodotto interno lordo quest’anno e il prossimo. Il fondo proposto è destinato ad accelerare la costruzione della capacità di combattimento del membro della NATO e potrebbe anche contribuire a fornire ulteriore sostegno militare all’Ucraina. Il primo ministro Mette Frederiksen ha dichiarato oggi che il nuovo livello di spesa sarà il più alto in oltre mezzo secolo. L’anno scorso il Paese ha speso il 2,4% del PIL per la difesa, superando l’attuale obiettivo del 2% per i membri della NATO.

  • In corso videoconferenza di Macron con 19 Paesi europei e Canada

    È iniziato in videoconferenza l’incontro sull’Ucraina voluto dal presidente francese Emmanuel Macron con 19 capi di Stato e di governo di paesi europei e il Canada. Lo ha resno noto l’Eliseo. L’incontro fa seguito al mini-vertice informale tenutosi lunedì all’Eliseo con sette Paesi europei, tra cui l’Italia. I Paesi coinvolti sono Romania, Lussemburgo, Estonia, Lituania, Lettonia, Cipro, Finlandia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Grecia, Irlanda, Islanda, Portogallo, Svezia, Slovenia e Repubblica Ceca oltre al Canada e la Francia Paese ospitante.

  • Cremlino: avviati preparativi per incontro Putin-Trump

    Russia e Stati Uniti hanno concordato l’avvio immediato di una “preparazione concreta e sostanziale” per un incontro fra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, intervistato dalla rete televisiva Rossiya 1. Peskov ha tuttavia sottolineato come sia “impossibile stabilire quanto tempo sarà necessario per la preparazione, se giorni o settimane”.

  • Scontro Trump-Zelenskyy, in crisi le relazioni tra Usa e Ucraina

    Le relazioni tra il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si stanno rapidamente deteriorando. Zelenskyy ha detto oggi che Trump vive in uno “spazio di disinformazione” di origine russa e Trump ha definito Zelenskyy “un dittatore senza elezioni” in commenti che sicuramente complicheranno gli sforzi per porre fine alla guerra. Zelenskyy ha anche detto che vorrebbe che il team di Trump “fosse più veritiero”, mentre offriva la sua prima risposta a una serie di affermazioni eclatanti fatte da Trump il giorno prima, tra cui l’aver falsamente suggerito che Kyiv fosse da biasimare per la guerra, che entra nel suo quarto anno la prossima settimana.

    I commenti di Trump e Zelenskyy sono stati uno sconcertante botta e risposta tra i leader di due Paesi che negli ultimi anni, sotto il predecessore di Trump, sono stati solidi alleati. Mentre l’ex presidente Joe Biden era alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno fornito a Kiev attrezzature militari cruciali per respingere l’invasione e hanno usato il loro peso politico per difendere l’Ucraina e isolare la Russia sulla scena mondiale. L’amministrazione Trump ha iniziato a tracciare un nuovo corso, avvicinandosi alla Russia e spingendo per un accordo di pace. Alti funzionari di entrambi i Paesi si sono incontrati martedì per discutere di migliorare i legami, negoziare la fine della guerra e preparare potenzialmente un incontro tra Trump e Putin dopo anni di relazioni gelide.

  • Kiev: «Nessuno può costringere l’Ucraina alla resa»

    Il popolo ucraino ed il presidente Zelensky “si sono rifiutati di cedere alle pressioni di Putin. Nessuno può costringere l’Ucraina ad arrendersi”. Lo ha scritto su X il ministro degli esteri Andrii Sybiha, aggiungendo che l’Ucraina “ha resistito al più orribile attacco militare nella storia moderna dell’Europa e a tre anni di guerra totale. Difenderemo il nostro diritto a esistere”. Il post arriva subito dopo il nuovo e durissimo attacco di Donald Trump a Zelensky, che ha bollato il leader ucraino di essere un “dittatore non eletto” e “comico mediocre”.

  • Trump: Sotto controllo agenzie indipendenti da SEC a FCC

    Il presidente americano Donald Trump, sulla piattaforma Truth Social, ha rilanciato l’ordine esecutivo, firmato martedì, in cui mira ad ampliare l’autorità della Casa Bianca su varie agenzie di regolamentazione indipendenti. Trump ha scritto un post a lettere maiuscole dicendo: “IL PRESIDENTE DONALD J. TRUMP CONTROLLA LE AGENZIE INDIPENDENTI PER RIPRISTINARE UN GOVERNO CHE RISPONDE AL POPOLO AMERICANO”.

    L’ordine esecutivo chiede ad agenzie indipendenti come la Securities and Exchange Commission, l’autorità di controllo della Borsa, la Federal Trade Commission, sulla vigilanza sul commercio e la Federal Communications Commission, deputata a supervisionare le comunicazioni, di presentare alla Casa Bianca, le normative per la revisione. Trump richiede anche al capo dell’Office of Management and Budget, attualmente Russell Vought, di rivedere la spesa delle agenzie per garantire che sia in linea con le priorità del presidente.

  • Trump: Zelensky è un dittatore, Ucraina senza elezioni

    “Zelensky ammette che metà dei soldi che gli abbiamo inviato sono ’mancanti’. Si rifiuta di indire elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l’unica cosa in cui è stato bravo è stato suonare Biden come un violino”: lo scrive Donald Trump su Truth. Zelensky è un “dittatore senza elezioni” che “farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà un Paese”. E’ il duro attacco lanciato da Trump a Zelensky con un lungo post su Truth. Il presidente ucraino è definito anche un “comico di modesto successo” che “ha convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti e ”TRUMP”, non sarà mai in grado di risolvere”.

    Il candidato repubblicano alla presidenza ed ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy si incontrano alla Trump Tower di New York, negli Stati Uniti, il 27 settembre 2024. REUTERS/Shannon Stapleton/Foto d’archivio

  • Lavrov, se Ue vuole riprendere relazioni con noi studieremo come fare

    Se l’Europa vorrà riprendere le relazioni con la Russia dopo un po’ di tempo, Mosca prenderà in considerazione le possibili condizioni per farlo, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. “Se dopo qualche tempo i nostri colleghi occidentali torneranno in sé e vorranno riprendere le relazioni, vedremo a quali condizioni ciò sarà possibile”, ha detto Lavrov ai giornalisti. Secondo il ministro degli Esteri russo, l’ultima parola spetta agli europei, mentre la Russia per il momento non ci pensa proprio ed è impegnata a rafforzare il proprio Stato nell’interesse del suo popolo. Gli Stati Uniti e la Russia hanno avviato colloqui a Riad, in Arabia Saudita, per affrontare il conflitto in Ucraina, senza la presenza di rappresentanti ucraini o dell’Unione Europea.

    Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov hanno guidato le delegazioni al loro primo importante incontro in quasi quattro anni. Secondo gli organizzatori, questi colloqui iniziali tra Washington e Mosca mirano a esplorare modalità per normalizzare le relazioni diplomatiche e porre fine al conflitto in Ucraina.

  • Vescovi cattolici fanno causa a Trump su fondi a rifugiati

    Nuovo scontro tra la Chiesa cattolica e la Casa Bianca. La Conferenza episcopale cattolica Usa ha citato in giudizio l’amministrazione Trump, chiedendo a un giudice di dichiarare illegale la sospensione degli aiuti ai rifugiati. In precedenza il Papa aveva criticato la politica migratoria del presidente. Il vicepresidente JD Vance aveva invece attaccato la chiesa cattolica sui migranti suggerendo che essa e’ motivata dai fondi che riceve, mentre lo zar del confine Tom Homan aveva invitato il Papa a “concentrarsi sulla Chiesa cattolica e lasciare che ci occupiamo noi dei confini

  • Putin, «forze russe entrate in Ucraina dal Kursk»

    Il presidente Vladimir Putin ha detto che forze russe hanno oltrepassato la notte scorsa il confine dalla regione di Kursk entrando in territorio ucraino, ma non ha chiarito se ciò significhi una liberazione completa della regione russa parzialmente occupata dalle truppe di Kiev fin dall’agosto dell’anno scorso. “Le informazioni più recenti, che mi sono state riferite solo un’ora fa, sono che soldati della 810/a Brigata hanno attraversato il confine russo-ucraino e sono entrati in territorio nemico”, ha detto Putin, citato dall’agenzia Tass

  • Media, «Usa sospendono finanziamenti all’Anp»

    L’amministrazione Trump ha sospeso i finanziamenti ai meccanismi di sicurezza dell’Autorità nazionale palestinese, nell’ambito delle procedure che sta promuovendo per congelare gli aiuti internazionali. Lo ha riferito il Washington Post, citando funzionari americani e palestinesi, rilanciato da Ynet.

  • Ucraina: Zelensky risponde a Trump, il nostro Paese non è in vendita

    L’Ucraina “non è in vendita”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha respinto l’attuale bozza di accordo degli Stati Uniti sui minerali, affermando che “non era pronta”. “Difendo l’Ucraina, non posso svendere il nostro Paese. Questo è tutto”, ha detto Zelensky ai giornalisti in una conferenza stampa a Kiev. L’amministrazione di Donald Trump aveva fatto sapere che si aspettava che Kiev le desse accesso al 50% dei minerali strategici dell’Ucraina, come compensazione degli aiuti militari ed economici americani. Il presidente Zelensky aveva ritenuto che l’accordo proposto così com’era non “proteggesse” il suo Paese, chiedendo in particolare “garanzie di sicurezza” per l’Ucraina, al fine di prevenire qualsiasi ulteriore invasione russa dopo un possibile accordo che ponesse fine alla guerra. “Ripeto, siamo pronti per un documento serio. Abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza”, ha detto, accusando la parte americana di non impegnarsi in una “conversazione seria”.

    Per approfondire / Trump e la sua visione distopica del mondo: gli amici trattati da nemici e soluzioni fantasiose

  • Putin, «l’isteria di Kiev è inappropriata»

    Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che “l’isteria” dell’Ucraina per non essere stata invitata al tavolo negoziale tra Russia e Usa è “inappropriata”, secondo quanto riferisce la Tass.

  • Putin, «positivi i risultati dell’incontro di Riad»

    Il presidente russo Vladimir Putin valuta “positivamente” i risultati dei colloqui di ieri a Riad tra una delegazione americana e una russa. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti.

  • Lavrov, «Trump è franco su Zelensky, individuo patetico»

    Donald Trump è una persona abituata a parlare “con franchezza” e quindi non nasconde la sua opinione su “individui patetici” come Volodymyr Zelensky. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Il presidente americano, ha affermato Lavrov, citato dall’agenzia Tass, “è un politico completamente indipendente. Inoltre, è anche una persona abituata a parlare con franchezza. Queste persone di solito non nascondono la loro opinione su individui patetici come il signor Zelensky”

  • Zelensky: «Voglio mettere fine alla guerra quest’anno»

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di voler “porre fine alla guerra quest’anno”.

    Il presidente ucraino ha anche accusato gli Stati Uniti di Donald Trump di aiutare Vladimir Putin ad “uscire dall’isolamento” internazionale. Gli Stati Uniti hanno aiutato il presidente russo Vladimir Putin a porre fine a tre anni di “isolamento” in Occidente, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Credo che gli Stati Uniti abbiano aiutato Putin a uscire da anni di isolamento”, ha detto il leader ucraino ai giornalisti il giorno dopo i colloqui Usa-Russia in Arabia Saudita. “Tutto ciò non ha un impatto positivo sull’Ucraina”, ha aggiunto.

  • Zelensky: «Non posso svendere l’Ucraina»

    “Non posso svendere l’Ucraina”: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando l’intenzione statunitense di subordinare gli aiuti militari all’accesso ai giacimenti di terre rare del Paese.

    Tuttavia Kiev è pronta a lavorare “su un documento serio” che contenga “delle garanzie di sicurezza”: la proposta della Casa Bianca “è al di fuori dei miei poteri, al di fuori della Costituzione e delle leggi dell’Ucraina, è qualcosa sotto la legge di New York, e non c’è una parola sulle garanzie di sicurezza”.

  • Zelensky: «Trump vive in uno spazio di disinformazione russa»

    Il presidente degli Stati uniti Donald Trump “vive in uno spazio di disinformazione russa”: lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rispondendo alle affermazioni della Casa Bianca secondo cui la sua popolarità sarebbe scesa al 4%.

    “Non commento mai le valutazioni di popolarità, in particolare la mia o quella di altri leader, m l’ultimo sondaggio mostra che il 58% degli ucraini si fida di me: quindi se qualcuno volesse sostituirmi adesso, non funzionerebbe” ha spiegato, aggiungendo di voelr metere in guardia dal “ circolo di disinformazione attorno al presidente Trump” che includerebbe persone legate ai governi ungherese e slovacco.

  • Ucraina, sondaggio: Zelensky al 57% dei consensi

    A tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, e contrariamente a quanto affermato dal presidente Donald Trump, i consensi per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky restano alti. Secondo un sondaggio telefonico condotto dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev (KIIS), il tasso di approvazione di Zelensky si attesterebbe al momento al 57%, una percentuale in aumento rispetto a dicembre 2024 (52%) e in leggero calo rispetto a settembre 2024 (59%).

    Trump ha parlato di un apprezzamento per Zelensky al 4%, una percentuale che a suo avviso confermerebbe l’esigenza di elezioni nel Paese. Il mandato di Zelensky è infatti scaduto a maggio 2024, ma la legge marziale approvata dopo l’invasione russa non consente votazioni durante il conflitto

  • Lavrov, «Trump il primo a capire nostri timori sulla Nato»

    Donald Trump è “l’unico leader occidentale” ad aver compreso che i timori della Russia per un possibile ingresso dell’Ucraina nella Nato sono stati tra le “cause profonde” dell’inizio del conflitto. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, parlando alla Duma, la camera bassa del Parlamento, sui risultati dei colloqui di ieri a Riad con una delegazione di Washington. Lo riferisce la Tass.

  • Ucraina: a Kiev l’inviato Usa Kellogg, «chance per buoni negoziati»

    Il rappresentante speciale Usa per l’Ucraina, Keith Kellogg, è arrivato oggi a Kiev. Lo riporta l’emittente Suspilne, aggiungendo che alla stazione ad accoglierlo c’era l’ambasciatrice Usa in Ucraina, Bridget Brink. Kellogg ha dichiarato che “questa è un’opportunità per avere potenzialmente buoni negoziati”. “Ascolteremo. Siamo pronti a fornire ciò che è necessario. Comprendiamo la necessità di garanzie di sicurezza. Parte della mia missione è ascoltare. Poi tornerò negli Stati Uniti e parlerò con il Presidente Trump. Per essere sicuri di aver capito tutto correttamente”, ha detto Kellogg. L’inviato speciale di Trump ha aggiunto di essere davvero convinto che “la guerra non sarebbe iniziata se Trump fosse stato presidente in quel momento”. “Capisce che le persone stanno soffrendo, capisce la devastazione. E noi vogliamo che tutto questo finisca”, ha dichiarato Kellogg. “Per noi è molto chiara l’importanza della sovranità e dell’indipendenza di questa nazione”, ha detto ancora Kellogg, che ha in programma incontri con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con i vertici militari. La sua visita a Kiev giunge all’indomani delle parole di Donald Trump che hanno segnato un cambio di prospettiva da parte degli Stati Uniti: parlando dalla Florida, il presidente Usa ha detto che l’Ucraina “non avrebbe mai dovuto iniziare” la guerra. I commenti di Trump probabilmente irriteranno i funzionari ucraini. Zelensky intanto ha cancellato il suo viaggio in Arabia Saudita, che era inizialmente in programma per oggi, in quello che alcuni analisti hanno visto come un tentativo di negare legittimità ai colloqui fra Stati Uniti e Russia a Riad sul futuro dell’Ucraina.

  • Macron, Russia minaccia esistenziale per l’Europa

    ’’La Russia rappresenta una minaccia esistenziale per gli europei, tenuto conto delle azioni che conduce in diversi ambiti. Con le sue azioni alla frontiera della Polonia, con i suoi attacchi cyber in tutti i nostri Paesi, con attentati come in Gran Bretagna, con manipolazioni dell’informazione o dei processi elettorali come in Romania, con minacce esplicite attraverso la sua dottrina nucleare’’: è l’avvertimento lanciato dal presidente, Emmanuel Macron, in un’intervista pubblicata oggi su Le Parisien. Per Macron, la Russia si riarma e rappresenta una minaccia per tutta l’Europa.

  • Parigi, «Mosca dietro azioni antisemite in Francia»

    - Il presidente francese, Emmanuel Macron, lancia l’allarme sui tentativi della Russia di destabilizzare la Francia, anche contribuendo ad alimentare il clima di antisemitismo nel Paese. ’’Hanno pagato e organizzato, siamo stati in grado di verificarlo, gente che ha perpetrato atti antisemiti molto gravi e molto traumatici, in particolare, per i nostri connazionali di confessione ebraica”, sottolinea Macron nell’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Parisien. ’’Considero che la Russia faccia parte di coloro che hanno tentato di destabilizzare e oltraggiare l’unità del Paese, (Mosca.ndr.) ha una grandissima responsabilità“, aggiunge. Per Macron, tuttavia, il ruolo della Russia in Francia non viene sufficientemente denunciato ’’nel dibattito pubblico’’. ’’Nei prossimi giorni - puntualizza il leader francese - avrò l’occasione di riunire i gruppi parlamentari e i partiti nel cosiddetto formato ’Saint-Denis’ per presentare lo stato dei fatti e le iniziative della Francia’’ in materia.

  • Cremlino: «Fatto passo importante per soluzione Ucraina»

    Gli Usa e la Russia hanno fatto un passo molto importante per la soluzione del conflitto in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti.

    L’aspetto principale dell’incontro delle delegazioni russa e statunitense a Riad è che i contatti hanno avuto luogo e le parti lo hanno descritto in modo positivo, ha invece affermato in mattina la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dai media russi. “La cosa più importante è che il contatto ha avuto luogo e che entrambe le parti lo descrivono in tono positivo, costruttivo. Questa è la cosa più importante”, ha detto Zakharova.

    La portavoce ha aggiunto che i colloqui di Riad hanno segnato il primo passo non solo verso il ripristino del dialogo tra Mosca e Washington, ma anche verso il ripristino della risoluzione dei problemi globali creati dalla precedente amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

    La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. EPA/YURI KOCHETKOV

  • Ok degli ambasciatori in Ue 16esima tranche di sanzioni a Mosca

    Via libera dei Rappresentanti permanenti dei 27 Ue (Coreper II) al sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’ok dovrà essere ora formalizzato dal Consiglio Affari esteri di lunedì prossimo, giorno del terzo anniversario della guerra in Ucraina. Il nuovo pacchetto introduce nuove personalità e entità russe nella blacklist Ue, nuovi divieti all’export verso la Russia nonché il divieto di transazioni con porti e aeroporti in Russia che eludono il tetto massimo del prezzo del petrolio.

    Nella lista nera l’Ue inserisce ulteriori 73 imbarcazioni della cosiddetta flotta ombra del Cremlino.

  • Trump: «molto deluso» da Zelensky, presto incontro con Putin

    Duro attacco del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky da cui ha affermato di essere “molto deluso” e a cui ha addossato le principali responsabilità del conflitto con la Russia: “Avreste dovuto finirla tre anni fa. Non avreste mai dovuto iniziarla”, ha detto nel corso di una conferenza stampa. Trump ha inoltre sottolineato che l’Ucraina è in una situazione in cui ”non ci sono state elezioni” - richiesta che da tempo viene fatta da Mosca - in cui “c’è la legge marziale” e in cui il leader ucraino “ha il 4% dei consensi”. Il presidente degli Stati Uniti si è detto “molto più fiducioso” di raggiungere un accordo con la Russia affermando che “probabilmente” potrà incontrare il presidente Vladimir Putin entro la fine del mese. “La russia vuole fare qualcosa: vogliono mettere fine a questa barbarie selvaggia” ha detto. Sul ruolo dell’Europa, Trump ha definito “fantastico” se l’Ue vorrà inviare truppe in Ucraina - tema che sta dividendo i leader dell’Unione - aggiungendo di essere “assolutamente favorevole” a questa ipotesi.

  • Zelensky, a Odessa in 160mila senza luce e riscaldamento

    “Attualmente almeno 160.000 abitanti di Odessa sono senza riscaldamento ed elettricità. Tredici scuole, un asilo e diversi ospedali sono rimasti senza riscaldamento ed elettricità”: lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando il massiccio attacco con droni lanciato ieri notte dalle forze russe contro la città portuale nel sud del Paese.

  • Rubio è arrivato negli Emirati Arabi Uniti

    Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato negli Emirati Arabi Uniti, ultima tappa del suo primo tour in Medio Oriente, dopo i colloqui di ieri con i funzionari russi a Riad. Rubio incontrerà ad Abu Dhabi il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed Al Nahyan e il ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan. La visita di Rubio negli Emirati Arabi Uniti precede il vertice di venerdì in Arabia Saudita dei sei Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo, nonché di Egitto e Giordania, per rispondere al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la Gaza del dopoguerra. L’amministrazione Trump, che respinge qualsiasi ruolo futuro di Hamas nel devastato territorio palestinese, ha invitato i paesi arabi, fermamente contrari a qualsiasi spostamento dei palestinesi da Gaza, a proporre alternative al piano del presidente degli Stati Uniti.

    Il segretario di Ststo Usa Marco Rubio. (Photo by EVELYN HOCKSTEIN / POOL / AFP)

  • Ucraina, Kallas: forza di peacekeeping? «È una trappola di Putin»

    L’alto rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas ha avvertito ieri, in un’intervista con Euractiv, che la discussione europea su una possibile forza di mantenimento della pace in Ucraina rischia di far cadere l’Europa in una “trappola russa”. Kallas ha spiegato che i tentativi di trovare una coalizione per una missione di mantenimento della pace sono prematuri, poiché i russi “non vogliono la pace” e attualmente “non c’è pace”. “Innanzitutto, dobbiamo fare pressione su Putin affinché voglia muoversi verso la pace”, ha sottolineato.

    Prima di queste discussioni, ha detto la massima diplomatica europea, l’attenzione dell’Europa dovrebbe essere rivolta a mettere l’Ucraina in una posizione in cui sia “in grado di dire di no a un cattivo accordo”, poiché “più sono forti sul campo di battaglia, più sono forti dietro il tavolo delle trattative”.

    Quanto ai primi colloqui tra le delegazioni americana e russa a Riad, Kallas ha commentato: “In questo momento, se guardiamo anche le immagini dall’Arabia Saudita, i russi sono i vincitori. La loro posizione è: ’Tutti vengono da noi ora e ci offrono ciò che vogliamo’. Non cadiamo nelle trappole russe”.

    L’alto rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas. (Photo by Michaela STACHE / AFP)

  • Ucraina, Metsola: su garanzie di sicurezza serve fronte unito

    “Credo che una pace giusta e duratura in Ucraina sia anche nell’interesse degli Stati Uniti. Nessuno vuole vedere Putin a Kiev. Quando si tratta di garanzie di sicurezza, è estremamente importante che la comunità internazionale, che condivide valori comuni, si presenti come un fronte unito, e in questo l’Europa ha una responsabilità particolare”. E’ quanto spiegato dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un’intervista a Rbc-Ucraina.

    Metsola ha ricordato che l’Europa ha “già fatto” la sua parte. “Continueremo a farla”, ha detto. “Ad oggi, l’Ue ha fornito 135 miliardi di euro di assistenza per garantire la stabilità finanziaria e la difesa dell’Ucraina, più di qualsiasi altro alleato”, ha spiegato. “La sicurezza dell’Ucraina è la sicurezza dell’Europa, ed è per questo che l’Ue deve svolgere un ruolo centrale nei negoziati di pace. Penso che questo sia generalmente accettato. Ma per agire da una posizione di forza, dobbiamo rafforzare le nostre capacità di difesa. Se prendiamo sul serio la nostra sicurezza, i nostri impegni finanziari devono essere commisurati alle minacce che affrontiamo”, ha aggiunto Metsola.

    La presidente del Parlamento europso ha quindi sottolineato che “lo scorso anno, il bilancio della difesa della Russia è cresciuto del 42%, arrivando a 430 miliardi di euro, mentre quello europeo, Regno Unito incluso, è cresciuto solo del 12%, arrivando a 425 miliardi di euro”. “I nostri elettori hanno già espresso la loro posizione alle elezioni del giugno scorso. Vogliono che agiamo in modo più rapido, più deciso e, soprattutto, con sicurezza in noi stessi”, ha commentato.

  • Attacco a bus in Pakistan, uccisi 7 passeggeri del Punjab

    Uomini armati nella regione sud-occidentale pachistana del Belucistan hanno ucciso ieri sette passeggeri di un autobus dopo aver controllato i loro documenti e constato che provenivano da un’altra regione del Paese: lo ha reso noto oggi un alto funzionario del governo locale. Il gruppo ha fatto esplodere i pneumatici del mezzo che viaggiava su un’autostrada vicino al confine con il Punjab, ha affermato la fonte, Saadat Hussain. Gli uomini sono saliti sull’autobus e hanno chiesto di vedere le carte d’identità dei passeggeri: dopo il controllo dei documenti, le sette persone - tutte del Punjab - sono state fatte scendere dall’autobus, “sono state messe in fila e sono state uccise”, ha aggiunto Hussain. L’attacco non è stato ancora rivendicato.

  • Il Regno Unito valuta la possibilità di inviare forze aeree in Ucraina

    Il Regno Unito starebbe valutando la possibilità di dispiegare una missione di pattugliamento aereo sull’Ucraina invece di inviare truppe di terra sul suo territorio per garantire la sicurezza del paese, ha riferito il quotidiano The Times, citando fonti.

    Domenica, il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che il Regno Unito era pronto a dispiegare le sue truppe in Ucraina per garantire la sicurezza del paese, se necessario, e svolgere un ruolo di primo piano nell’accelerare il lavoro sulle garanzie di sicurezza per Kiev.

    I media britannici hanno riferito ieri che il potenziale dispiegamento di truppe britanniche in Ucraina potrebbe lasciare le forze armate del paese tese e vulnerabili. L’ex capo di Stato maggiore britannico, il generale David Richards, ha osservato che il paese non ha abbastanza personale per inviare forze in Ucraina.

    I ministri britannici hanno discusso i modi per garantire la sicurezza dell’Ucraina senza dispiegare un gran numero di truppe nel paese, ha affermato il Times. Secondo una fonte, una missione di polizia aerea avrebbe più senso, anche se richiederebbe un numero significativo di aerei e sistemi di difesa aerea per proteggere i jet da combattimento.

    Secondo quanto spiegato, le discussioni sull’invio di caccia britannici in Ucraina sono ancora in una fase iniziale: gli aerei potrebbero avere la loro base in Polonia.

  • Associated Press: governo Usa dice quali parole usare e si vendica con chi non segue ordini

    “Il governo dice al pubblico e alla stampa quali parole usare e si rivale se non seguono gli ordini del governo. La Casa Bianca ha limitato la copertura degli eventi presidenziali da parte di Associated Press a causa del modo in cui ci riferiamo a un luogo”. Così Lauren Easton, portavoce di Associated Press, ha commentato le dichiarazioni di Donald Trump, che parlando martedì a Mar-a-Lago ha detto che continuerà a limitare l’accesso di AP ai suoi eventi e conferenze stampa fino a quando l’agenzia di stampa Usa non si adeguerà alla sua ri-denominazione del Golfo del Messico, che con un ordine esecutivo ha deciso di rinominare Golfo d’America. “Li terremo fuori fino a quando non saranno d’accordo sul fatto che si tratta del Golfo d’America”, ha detto Trump, motivando la decisione con il fatto che AP “si rifiuta di seguire la legge” e aggiungendo che “siamo molto orgogliosi di questo Paese e vogliamo che sia il Golfo d’America”. AP sottolinea che nessuna legge le impedisce di scegliere lo stile che ritiene opportuno e non ha voluto cambiare il suo stylebook, che prevede appunto l’uso della denominazione Golfo del Messico, evidenziando che vuole garantire che i nomi geografici siano riconoscibili in tutto il mondo. L’agenzia di stampa Usa ha inquadrato la disputa come una questione di Primo Emendamento, chiamando dunque in causa la libertà di espressione, mentre la squadra di Trump sostiene che l’accesso ai suoi eventi - la maggior parte dei quali sono finanziati con soldi derivanti dalle tasse - sia un privilegio esteso su invito e che AP è ancora autorizzata a entrare sui terreni della Casa Bianca ma non ha più il diritto di far parte di gruppi che coprono eventi in cui lo spazio è limitato.

  • Trump ordina rimozione di tutti i procuratori nominati da Biden

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di avere ordinato la rimozione dal Dipartimento di Giustizia di tutti i procuratori nominati dal suo predecessore Joe Biden. “Negli ultimi quattro anni, il Dipartimento di Giustizia è stato politicizzato come mai prima”, ha dichiarato il presidente repubblicano sulla sua piattaforma Truth Social, che ha sistematicamente attribuito i procedimenti penali a suo carico a una “strumentalizzazione della giustizia” da parte della precedente amministrazione democratica. “Pertanto, ho ordinato il licenziamento di tutti i pubblici ministeri rimasti dell’era Biden”, ha aggiunto, citando la necessità di “fare immediatamente pulizia e ripristinare la fiducia” nel sistema giudiziario.

  • Hamas: pronti a rilascio di tutti gli ostaggi «in una sola volta»

    Il movimento palestinese Hamas ha reso noto di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani durante la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza con Israele che dovrebbe fermare definitivamente la guerra, ha riferito oggi Al Jazeera, citando il portavoce di Hamas Hazem Qasym.

    Tutti gli ostaggi verrebbero rilasciati “in una volta sola”, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente e il ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, ha affermato Qasym.

    Ieri, il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato che Hamas avrebbe rilasciato sei ostaggi sabato e consegnato i corpi di altri quattro giovedì.

    Per approfondire: Hamas: «Pronti a rilascio di tutti gli ostaggi in una sola volta per cessate il fuoco permanente»

  • Iran: «Attaccheremo Israele per la terza volta»

    Il comandante della forza aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie, Amirali Hajizadeh, ha affermato ieri sera che l’Iran lancerà sicuramente un terzo round dell’operazione ’True Promise’ con attacchi missilistici e con droni contro Israele. “Durante i precedenti round dell’operazione iraniana, il regime israeliano ha dovuto affrontare un grande fallimento nella sua difesa, nonostante fosse sostenuto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Oman”, ha aggiunto Hajizadeh, citato da Tasnim. L’anno scorso l’Iran ha lanciato due attacchi missilistici contro Israele, che in risposta ha attaccato l’Iran due volte, distruggendo i sistemi di difesa aerea del Paese e alcuni siti militari lo scorso ottobre.

  • Musk, missione per recupero astronauti Iss fra circa 4 settimane

    “Su richiesta del presidente stiamo accelerando il ritorno degli astronauti” della Nasa Suni Williams e Butch Wilmore, attualmente bloccati sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) e la missione per riportarli sulla Terra dovrebbe esserci fra “circa 4 settimane”. Lo ha dichiarato Elon Musk nell’intervista doppia con Donald Trump andata in onda nella prima serata americana su Fox News. SpaceX, fondata da Musk, è stata incaricata di riportare a casa gli astronauti. Musk ha lanciato l’accusa che i due siano stati lasciati nello Spazio dall’amministrazione Biden “per motivi politici”. “Non vogliamo essere presuntuosi ma abbiamo riportato gli astronauti dalla stazione spaziale molte volte in passato, e sempre con successo”, ha detto ancora Musk.

    Elon Musk. EPA/WILL OLIVER

  • Trump: «Musk capace di mettere in pratica miei ordini esecutivi»

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dipinto Elon Musk come il la persona che più d’ogni altra mette in pratica i suoi ordini esecutivi, elogiando lo zelo del miliardario della tecnologia nell’implementare la valanga di ordini esecutivi che il presidente ha emesso da quando è tornato in carica. In un’intervista congiunta trasmessa su Fox News (leggi sotto, ndr), i due uomini hanno dedicato molto tempo a tessersi le lodi a vicenda e a respingere le preoccupazioni secondo cui Trump sta oltrepassando i suoi poteri esecutivi. Nelle ultime tre settimane Trump ha firmato decine di direttive esecutive, molte delle quali sono state contestate in tribunale perché potenzialmente incostituzionali. Il miliardario Musk, che è stato il principale donatore di Trump durante la sua campagna presidenziale del 2024, è stato incaricato di guidare il neonato Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge), con l’obiettivo dichiarato di sradicare “sprechi, frodi e abusi” nella spesa federale. “Una delle funzioni più importanti del team Doge è semplicemente assicurarsi che gli ordini esecutivi presidenziali vengano effettivamente eseguiti”, ha detto Musk a Fox News. Nell’intervista, Trump ha insistito sul fatto che le sue politiche, tra cui un attacco su vasta scala alle istituzioni federali, dovrebbero essere implementate senza indugio e ha affermato che Musk ha avuto un ruolo determinante nel portarle avanti. “Scrivi un ordine esecutivo e pensi che sia fatto, lo invii, non viene eseguito. Non viene implementato”. Invece, Musk e il team Doge sono ora diventati un meccanismo di controllo all’interno della burocrazia federale per attuare il programma della sua amministrazione senza che nessuno si frapponga loro, pena il rischio di perdere il lavoro.

  • Droni russi su Odessa, oltre 500 case senza elettricità

    Oltre 500 case e 14 scuole sono senza corrente elettrica questa mattina a Odessa in seguito al “massiccio” attacco con droni lanciato ieri notte dalle forze russe contro la città portuale nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto su Telegram il sindaco, Gennadiy Trukhanov, aggiungendo che almeno una persona è stata ricoverata in ospedale. “In seguito al massiccio attacco nemico su una zona densamente popolata della città, non c’è elettricità, acqua e riscaldamento in gran parte dei quartieri residenziali”, ha aggiunto il sindaco.

  • Taiwan, 36 aerei e 7 navi militari cinesi intorno all’isola

    Il ministero della Difesa di Taiwan ha riferito di aver tracciato 36 aerei e 7 navi militari cinesi impegnati in attività intorno all’isola nell’arco delle 24 ore fino all6 6 locali (23 di martedì in Italia). In base a quanto spiegato in una nota, 33 jet hanno attraversato la linea media dello Stretto di Taiwan e sono entrati nell’area di indentificazione di difesa aerea (Adiz) ad ampio raggio. Le forze armate di Taipei, come da protocollo, hanno mobilitato unità di Aeronautica e Marina, nonché i sistemi di difesa terrestri, “monitorando la situazione e rispondendo di conseguenza”. La Cina ha aumentato negli ultimi giorni la sua pressione sull’isola, considerata una parte “inalienabile” e “sacra” del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.

  • Trump e Musk, intervista doppia a Fox News

    L’uomo più potente del mondo intervistato assieme all’uomo più ricco del mondo dall’anchor più pagato al mondo. Su Fox News è andata in scena una delle pagine più incredibili della storia americana con Donald Trump e il ’first buddy’ Elon Musk a colloquio con Sean Hannity, un amico di lunga data del tycoon e il presentatore più quotato della rete conservatrice che vanta uno stipendio di 25 milioni di dollari l’anno.

    “Donald Trump è un brav’uomo. E’ stato attaccato dai media ingiustamente. E’ stato atroce”, ha esordito il miliardario. “Ho sempre rispettato Musk, ha realizzato progetti mai visti prima. E’ un imprenditore eccezionale e lavora con centinaia di geni. E’ un leader”, ha risposto il presidente americano ringraziando il miliardario per aver salvato “migliaia di vite in North Carolina” dopo la devastazione causata dagli uragani che hanno colpito lo Stato l’anno scorso.

    Per circa un’ora Musk e Trump si sono scambiati complimenti e lusinghe che, tuttavia, non hanno risposto alle tante domande suscitate dalla ’special relationship’ tra il commander-in-chief e il suo ’first buddy’. Qual è il ruolo del patron di Tesla nell’amministrazione? Quale il peso sulle decisioni del presidente? Chi ha l’ultima parola sui drastici tagli all’amministrazione che, in qualità di capo del dipartimento per l’efficienza governativa (Doge), Musk sta attuando? La Casa Bianca ha provato a spegnere le polemiche dichiarando che il miliardario non è l’amministratore del Doge ma un consigliere senior del presidente. Tuttavia, non è chiaro chi guidi il dipartimento se non Musk.

    Il patron di Tesla da parte sua ha spiegato che il suo compito è realizzare i piani del presidente. “Se la volontà del presidente non viene effettuata, allora non viene effettuata neanche la volontà del popolo”, ha detto aggiungendo: “Stiamo ripristinando la democrazia”. Trump ha ribadito più volte, nel corso dell’intervista, la sua fiducia nei confronti di Musk. “Ho provato a cercare un uomo più intelligente di lui, ma non ce ne sono”.

  • Trump: il 2 aprile annuncerò dazi del 25% su auto, semiconduttori e farmaceutici

    Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che probabilmente imporrà tariffe sulle importazioni di automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici pari a circa il 25%, e che l’annuncio avverrà già il 2 aprile, una mossa che rappresenterebbe un drammatico ampliamento della guerra commerciale del presidente. I dazi su questo genere di prodotti, ha aggiunto Trump, aumenteranno notevolmente nel corso dell’anno.

    Trump ha già annunciato dazi del 25% su acciaio e alluminio, che entreranno in vigore a marzo.

    «Probabilmente ve lo dirò il 2 aprile, ma sarà intorno al 25%», ha detto Trump ai giornalisti da Mar-a-Lago quando gli è stato chiesto del suo piano sui dazi sulle auto.

    Interrogato su imposte simili sui farmaci e sui chip semiconduttori, il presidente ha affermato: «Saranno del 25% e oltre, e aumenteranno notevolmente nel corso di un anno».

    Trump ha affermato di voler dare alle aziende «il tempo di intervenire» prima di annunciare nuove tasse sulle importazioni. «Se arrivano negli Stati Uniti e aprono qua un loro stabilimento non ci saranno tariffe doganali, quindi vogliamo dare loro una piccola possibilità», ha detto ancora il presidente.

    Le nuove tasse sulle automobili avrebbero effetti dirompenti sul settore. Circa 8 milioni di autovetture e camion leggeri importati negli Stati Uniti lo scorso anno hanno rappresentato circa la metà delle vendite di veicoli del Paese. Case automobilistiche europee, tra cui la Volkswagen, e aziende asiatiche, tra cui la Hyundai, sarebbero tra le società più colpite.

  • Musk: Trump attaccato ingiustamente da media, non l’ho mai visto sbagliare

    Donald Trump “è stato attaccato così ingiustamente dai media, è davvero scandaloso”. Lo ha detto Elon Musk nel corso dell’intervista congiunta con il presidente Usa Trump andata in onda su Fox News nella prima serata americana. “Amo il Presidente, penso che il Presidente Trump sia un brav’uomo”, ha detto Musk. “Il presidente è stato attaccato così ingiustamente dai media, è davvero scandaloso. E a questo punto ho trascorso molto tempo con il presidente e non l’ho mai visto fare qualcosa di cattivo o crudele o sbagliato, nemmeno una volta”, ha detto ancora. Musk ha aggiunto che avrebbe appoggiato Trump per la presidenza “in ogni caso”, ma che l’attentato dello scorso luglio a Butler, in Pennsylvania, ha “accelerato” il processo di rendere pubblico il suo sostegno al tycoon.

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