Guerra in Ucraina

Zelensky vede Bin Salman. Ucraina pronta a firmare accordo sulle Terre Rare

Al momento, infatti, gli Stati Uniti considerano la proposta ucraina per un cessate il fuoco parziale “promettente”. Lo ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a Riad. Il premier Starmer ha convocato una riunione dei “Volenterosi” da remoto. Witkoff tranquillizza sulla copertura dei servizi di spionaggio

epa11954025 A handout photo made available by the Presidential Press Service shows Ukraine's President Volodymyr Zelensky (R) being welcomed by Saudi officials upon arriving to Jeddah, Saudi Arabia, 10 March 2025.  EPA/Presidential Press Service HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALESHANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

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L’Ucraina è pronta ad un cessate il fuoco parziale con Mosca sugli attacchi di droni e missili e sulle operazioni nel Mar Nero.

La proposta, riferita dal Financial Times, sarà messa sul tavolo dei negoziati di domani a Riad tra la delegazione americana e quella ucraina ed ha già ricevuto il plauso del segretario di Stato Usa Rubio. Al momento, infatti, gli Stati Uniti considerano la proposta ucraina per un cessate il fuoco parziale “promettente”. Lo ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a Riad.

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Stasera intanto il presidente ucraino Zelensky ha incontrato a Gedda il il principe ereditario saudita bin Salman.

Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato per sabato una nuova riunione - questa volta in video - fra i leader della cosiddetta ’Coalizione dei Volenterosi’, ossia di quei Paesi disposti a contribuire in varia forma a garantire la pace in Ucraina dopo un eventuale accordo di cessazione delle ostilità con la Russia. Lo ha reso noto oggi Downing Street. La videocall seguirà le riunioni in presenza fra vertici militari e ministri della Difesa promosse in parallelo a Parigi dal presidente Emmanuel Macron a partire da domani. In attesa del novo vertice, stavolta da remoto, Starmer ha anche parlato al telefono con Trump alla vigilia della riunione di domani a Gedda, fra la delegazione americana, di cui fanno parte Marco Rubio e Mike Walz; e quella ucraina, guidata da Andrii Yermak. Starmer ha informato Trump che “durante il fine settimana ci sono stati colloqui fra esponenti britannici e ucraini che -ha sottolineato- rimangono impegnati a una pace duratura”, come ha reso noto Downing Street. Starmer ha detto di auspicare un risultato positivo dei colloqui che consenta la ripresa della condivisione delle informazioni di intelligence.

Gli Stati Uniti intendono sfruttare l’incontro di domani con la delegazione ucraina per valutare la disponibilità di Kiev a possibili concessioni materiali a favore della Russia per porre fine alla guerra: lo scrive l’agenzia di stampa Reuters, che cita due funzionari statunitensi. Inoltre, la delegazione Usa vorrà capire se gli ucraini sono seriamente intenzionati a migliorare i legami con l’amministrazione Trump dopo lo scontro del mese scorso nello Studio Ovale tra il presidente e il leader ucraino Zelensky, ha affermato uno dei funzionari. Già donani, la delegazione ucraina, nel vertice di Jedda, è pronta a proporre un cessate il fuoco che riguardi il Mar Nero e gli attacchi missilistici a lungo raggio, nonché il rilascio dei prigionieri. Ed è pronta a firmare l’accordo sulle terre rare.

Donald Trump ritiene che ci saranno dei buoni risultati dagli incontri in Arabia Saudita ed è convinto che l’Ucraina firmerà presto l’accordo sui minerali rari. “Penso che lo faranno e che sarà chiaro nei prossimi due-tre giorni”, ha detto il presidente degli Stati Uniti in un incontro con i giornalisti a bordo dell’Air Force One. “Questa settimana centinaia di persone sono morte in Ucraina, dobbiamo far sì che questo finisca - ha aggiunto - Non sarebbe mai accaduto se fossi stato presidente”.

Il presidente ha poi aggiunto: “Una revoca della sospensione della condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina? L’abbiamo quasi fatto, davvero l’abbiamo quasi fatto”. “Vogliamo fare tutto il possibile affinché l’Ucraina prenda sul serio la decisione di fare qualcosa”. E ancora: “Nessuno ha davvero le carte. L’Ucraina non ha le carte, la Russia non ha le carte. Quello che si deve fare è trovare un accordo e fermare le uccisioni. E’ una guerra insensata e noi la fermeremo”.

L’inviato speciale americano, Witkoff, ha poi traquillizzato che gli Stati Uniti non spegneranno i servizi di spionaggio a scopo difensivo.

Nell’incontro di Riad l’Ucraina cercherà di persuadere gli Stati Uniti a riprendere gli aiuti e la condivisione di intelligence. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti. Kiev potrebbe proporre un cessate il fuoco parziale con la Russia per i droni a lungo raggio, gli attacchi missilistici e le operazioni di combattimento nel Mar Nero nella speranza che i progressi nelle trattative spingano Washington a capovolgere la sua decisione sul congelamento degli aiuti e dell’intelligence. «L’Ucraina ha cercato la pace fin dal primo secondo della guerra. E abbiamo sempre detto che l’unica ragione per cui la guerra continua è la Russia» ha dichiarato in un messaggio sui social media il presidente Zelensky, alla vigilia del dei colloqui bilaterali in Arabia Saudita fra delegati di Ucraina e Stati Uniti.

A partire dalle 18 locali di ieri (le 17 italiane) fino a questa mattina, i russi hanno lanciato sull’Ucraina ben 176 droni, 130 dei quali, di tipo Shahed, sono stati intercettati e abbattuti dalla contraerea ucraina e altri 42, per lo più droni-esca, sono andati perduti o sono caduti in zone aperte. Sono state invece colpite le regioni di Kiev, di Kharkiv e di Poltava. Lo fa sapere nel suo consueto bollettino quotidiano l’aeronautica militare di Kiev sul proprio canale Telegram, ripresa dai siti ucraini, fra cui Ukrinform. A intervenire contro gli sciami di droni d’attacco sono stati l’aviazione, le unità di difesa antimissile, i gruppi di fuoco mobili dell’aeronautica e l’esercito. I droni - riporta Kiev - sono stati abbattuti sulle regioni ucraine di Kharkiv, Poltava, Sumy, Chernihiv, Cherkasy, Kiev, Kirovohrad, Zhytomyr, Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Donetsk, Odessa, Mykolaiv e Kherson.

Il gruppo di forze russe Sever (Nord) ha ripreso il controllo degli insediamenti di Malaya Loknya, Cherkasskoye Porechnoye e Kositsa nella regione di Kursk, ha affermato il Ministero della Difesa russo.

Intanto a Mosca l’Fsb, il servizio d’intelligence russo, ha annunciato l’espulsione di due diplomatici del Regno Unito, accusato di “spionaggio”. Si tratta del secondo segretario dell’ambasciata e del marito del primo segretario, che dovranno lasciare la Russia “entro due settimane”. L’Fsb afferma di aver “scoperto prove che questi diplomatici stavano portando avanti attività di sovversione e di intelligence che minacciano la sicurezza della Federazione Russa”. Londra ha condannato la decisione.

Mosca è irritata dal continuo supporto militare della Gran Bretagna all’Ucraina e dalle recenti dichiarazioni del Primo Ministro Keir Starmer sul mettere gli stivali britannici a terra e gli aerei in aria in Ucraina come parte di una potenziale forza di mantenimento della pace.

Le espulsioni arrivano anche pochi giorni dopo che tre bulgari sono stati dichiarati colpevoli in un tribunale di Londra di aver fatto parte di un’unità di spionaggio russa gestita dal fuggitivo di Wirecard Jan Marsalek per effettuare la sorveglianza di una base militare statunitense e di altri individui presi di mira da Mosca.

I due britannici sembrano essere i primi diplomatici occidentali ad essere espulsi dalla Russia da quando Mosca e Washington hanno avviato i colloqui per reintegrare il personale delle rispettive ambasciate, ridotto a causa delle espulsioni reciproche, nell’ambito del riavvicinamento di Donald Trump con il Cremlino che ha allarmato gli alleati europei.

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