Guerra commerciale

Casa Bianca: dazi fino al 50% su acciaio e alluminio per Canada e Messico

Atteso l’annuncio sulle tariffe nei settori di auto, farmaci e chip

L'Ue promette una risposta "ferma e proporzionata" ai dazi statunitensi

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I dazi del 25% sull’acciaio e l’alluminio importati negli Stati Uniti, annunciati dal presidente Donald Trump, si cumulerebbero con il 25% già imposto, ma momentaneamente sospeso, su tutti i prodotti messicani e canadesi. Lo ha confermato oggi la Casa Bianca all’Afp. Se i dazi imposti su Canada e Messico per spingerli a rafforzare i controlli alle frontiere diventeranno effettivi il primo marzo, l’acciaio e l’alluminio dei due Paesi, tra i primi fornitori delle aziende statunitensi, sarebbero quindi tassati al 50% a partire dal 12 marzo, data di entrata in vigore dei dazi sui due metalli, ha precisato la Casa Bianca.

Trump annuncerà nuovi dazi reciproci

Entro oggi mercoledì 12 febbraio Donald Trump dovrebbe annunciare nuovi dazi reciproci. Atteso l’annuncio sulle tariffe nei settori di auto, farmaci e chip. Intanto il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic ha avuto una chiamata introduttiva con il Segretario al Commercio nominato Howard Lutnick, insieme a Jamieson Greer, candidato a rappresentante commerciale, e Kevin Hassett, direttore del National Economic Council. Lo riferisce a LaPresse il portavoce della Commissione europea Olof Gill, secondo il quale «la cooperazione è la nostra opzione preferita. Quindi, rimaniamo impegnati in un dialogo costruttivo e nella ricerca di soluzioni negoziate, proteggendo al contempo gli interessi dell’Ue, allo stesso modo in cui gli Stati Uniti proteggono i loro. Le controparti hanno concordato di incontrarsi presto».

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Il presidente Usa: i tassi dovrebbero essere più bassi

Trump ha esternato su Truth a proposito delle sue politiche commerciali e forse in risposta a quanto detto dal presidente della Federal Reserve Powell a proposito del fatto che non c’è fretta per un taglio dei tassi: «I tassi di interesse - ha scritto il presidente sul suo social - dovrebbero essere più bassi, cosa che va di pari passo con i dazi».

Australia e Giappone hanno chiesto intanto che i loro prodotti in acciaio e alluminio siano esenti dai dazi del 25% mentre Canada, Messico e Unione europea hanno condannato la decisione. Secondo la Casa Bianca, i dazi dovranno entrare in vigore il 12 marzo. Si tratta del primo ordine di dazio settoriale emanato da Trump da quando ha assunto l’incarico il mese scorso. Nel 2018, durante il suo primo mandato, Trump impose dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, invocando preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale. Tuttavia, diversi partner commerciali degli Stati Uniti, incluso il Giappone, avevano ottenuto quote esenti sotto l’amministrazione di Joe Biden. Tokyo, in particolare, poteva esportare negli Usa 1,25 tonnellate annue di acciaio esenti da dazio. Lunedì Trump ha firmato dei ordini esecutivi che eliminano tali eccezioni, provocando una promessa di ritorsioni da parte dell’Unione Europea.

I dazi e le minacce del presidente Trump stanno causando “caos” per l’industria automobilistica statunitense, secondo il CEO di Ford Motor Jim Farley. Intervenendo alla conferenza Wolfe Research Farley ha detto: “Il presidente Trump ha parlato molto di rendere più forte la nostra industria automobilistica statunitense, portando più produzione qui, più innovazione negli Stati Uniti, e se la sua amministrazione riuscisse a raggiungere questo obiettivo, sarebbe uno dei... risultati più significativi. Finora quello che stiamo vedendo sono molti costi e molto caos”.

Il Ceo di Ford è preoccupato per i potenziali dazi sulle merci provenienti da Messico e Canada e ha precisato che i dazi del 25% sul lungo termine sarebbero “devastanti” e “creerebbero un buco nell’industria statunitense che non abbiamo mai visto”. Farley ha detto che mercoledì si recherà a Washington, D.C., per la seconda volta in tre settimane per incontrare i membri del Congresso e i funzionari del governo, per sottolineare come l’incertezza politica stia influenzando l’industria delle auto.

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