Trump a Putin: subito accordo su Ucraina o sanzioni. Minaccia Ue sui dazi e avvia un “Repulisti” alla Casa Bianca
I punti chiave
- Von der Leyen: Ue difenderà suoi valori, ma pronti a discutere di interessi comuni
- Trump chiude gli uffici federali per la diversità
- Trump difende la grazia per i rivoltosi di Capitol Hill: «Sono persone che amano il nostro Paese»
- Trump blocca oltre 300 miliardi di finanziamenti al settore delle infrastrutture verdi
Nuovo vasto incendio scoppiato a nord di Los Angeles
Le autorità della Contea di Los Angeles hanno emesso ordini di evacuazione in un’area a circa 60 chilometri a nord di Los Angeles, a causa di un nuovo incendio boschivo scoppiato vicino al lago Castaic alle 11 ora locale (le 20 in Italia). Le fiamme stanno bruciando le colline attorno al bacino e si sono estese rapidamente, arrivando a coprire una superficie di oltre 20 chilometri quadrati in due ore e mezza.
Casa Bianca plaude a Stellantis, rinascita manifattura Usa
“Sotto la leadership del presidente Trump, Stellantis sta portando 1.500 posti di lavoro in Illinois, riaprendo Belvidere, e investendo a Detroit, in Ohio e in Indiana. La rinascita manifatturiera americana è qui. Benvenuti nell’età dell’oro”. Lo afferma la Casa Bianca su X.
Trump: «BBiden ha dato grazie a destra e a manca»
“Biden ha concesso grazie a destra e a manca. La cosa triste è che non ha graziato se stesso”. Lo ha detto, a proposito delle grazie concesse da Joe Biden Donald, Trump nella sua prima intervista da presidente che andrà in onda su Fox News alle 21 ora locale, le 3 del mattino in Italia. “Io non ho dato la grazia a nessuno”, durante il mio primo mandato “e avevamo persone, patrioti che avevano sofferto, erano in galera o avevano perso tutti i loro beni”.
“Trump intende inviare 10.000 soldati al confine sud”
Donald Trump si sta preparando a inviare 10.000 soldati al confine meridionale degli Stati Uniti e di ordinare agli agenti di frontiera di negare l’ingresso ai richiedenti asilo se “hanno viaggiato attraverso un Paese con malattie trasmissibili”. Lo rivela un documento interno dell’autorità delle dogane di cui il Washington Post ha preso visione.
Onu: da Usa ancora nessuna lettera formale su uscita da Oms
Le Nazioni Unite non hanno ancora ricevuto una lettera formale dagli Stati Uniti sulla loro decisione di lasciare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Lo ha dichiarato un portavoce, Farhan Haq.
“Per ora non l’abbiamo ricevuta formalmente”, ha detto il portavoce a un briefing delle Nazioni Unite. Lunedì, nel suo primo giorno di mandato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per ritirare il suo Paese dall’Oms.
Il magnate repubblicano ha accusato l’agenzia di aver gestito male la pandemia di Covid-19 e di aver chiesto agli Stati Uniti “pagamenti ingiustamente onerosi”. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha criticato la decisione di Washington.
Trump ha avviato il processo di uscita dall’OMS durante il suo primo mandato (2017-2021), ma la decisione era stata annullata dal suo successore, Joe Biden, nel gennaio 2021.
Trump allontana dalla Casa Bianca funzionari della Sicurezza Nazionale
Il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Mike Waltz, sta ordinando a circa 160 dipendenti governativi di carriera in servizio temporaneo presso il consiglio per la Sicurezza nazionale (Nsc) della Casa Bianca di lavorare da casa per il momento. Questo, mentre la nuova Amministrazione sta esaminando il personale per il ramo della Casa Bianca che fornisce consulenza al presidente sulla sicurezza nazionale e sulla politica estera.
Lo ha riferito l’Associated Press. I dipendenti di carriera sono stati convocati stamani per una riunione di tutto il personale in cui è stato detto loro di rendersi disponibili per i direttori senior dell’Nsc, ma che non dovranno fare rapporto alla Casa Bianca.
Waltz aveva segnalato prima del giorno dell’insediamento che avrebbe cercato di spostare i dipendenti pubblici rimasti in servizio presso l’Nsc durante l’Amministrazione Biden di nuovo alle loro agenzie di origine. La mossa mira a garantire che il consiglio sia composto da coloro che sostengono l’agenda di Trump.
Dimon, ceo JPMorgan Chase, a favore dei dazi di Trump
Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, ha ripetutamente messo in guardia sui dazi durante il primo mandato del presidente Trump. Costituirebbero una minaccia per l’economia, ha affermato più volte nel 2018, e “non sarebbero positivi”, ha affermato nel 2019. Ora, a due giorni dall’inizio del secondo mandato di Trump, Dimon ha definito le tariffe una preziosa “arma economica”.
“Se è un po’ inflazionistico, ma è positivo per la sicurezza nazionale, così sia”, ha detto mercoledì alla CNBC Dimon dalla conferenza annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera.
Dimon non ha specificato in che modo, a suo avviso, i dazi migliorerebbero la sicurezza nazionale.
L’approvazione di Dimon è degna di nota, scrive il Nyt, perché il capo di lunga data di JPMorgan, la più grande banca della nazione, era un tempo un critico di Trump. Dimon ha sostenuto Kamala Harris durante la campagna presidenziale.
Ma ora le cose sembrano cambiate. Con Trump che afferma di voler imporre dazi del 25% sui prodotti provenienti da Canada e Messico entro il prossimo mese e dazi del 10% sulle importazioni dalla Cina, Dimon sembra avere uno sguardo nuovo sulla politica.
“La domanda è come vengono utilizzati”, ha detto mercoledì. “Possono portare – essere usati per portare – le persone al tavolo? SÌ.“
Trump a Putin, «subito accordo per fine guerra o sanzioni»
Se non ci sarà un accordo a breve per l’Ucraina con la Russia «non avrò altra scelta se non imporre più tasse, dazi e sanzioni su tutto quello che viene venduto dalla Russia negli Stati Uniti». Lo ha detto Donald Trump. «Non cerco di fare male alla Russia, mi piace il popolo russo e ho sempre avuto una relazione molto buona con il presidente Putin. Non dobbiamo dimenticarci che la Russia ci ha aiutato durante la Seconda guerra mondiale», ha scritto Trump su Truth. «Patteggia ora e metti fine a questa ridicola guerra», ha aggiunto ancora Trump rivolgendosi a Putin. «Se non ci sarà un accordo a breve non avrò altra scelta se non imporre nuove tasse, dazi e sanzioni su tutto quello venduto dalla Russia e vari altri Paesi partecipanti negli Stati Uniti. Facciamola finita con questa guerra, che non sarebbe mai iniziata se fossi stato presidente. Lo possiamo fare in modo semplice o in modo difficile. E’ il momento di fare un accordo, non dovrebbero essere perse altre vite», ha concluso Trump. E’ contraddittorio il modo in cui il neo presidente si approccia al presidente russo: un misto di apertura al dialogo e minacce. Da parte russa finora è stata dimostrata blanda disponibilità, quasi più una attesa delle mosse americane. Adesso Trump muove e non sembra essere così conciliante come molti si aspettavano.
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Lagarde: Ue davanti a sfida esistenziale, da Trump spinta ad agire
“Sì, concordo sul fatto che in Europa fronteggiamo una sfida esistenziale. Dobbiamo essere tutti molto realistici in questa fase, come lo è stato il rapporto di Mario Draghi. Fronteggiamo un momento esistenziale e abbiamo le diagnosi su quello che dovremmo fare. E ora abbiamo una grande spinta, perché un altro grande player dell’economia mondiale (gli Usa, con il ritorno di Donald Trump-ndr) sta organizzando le cose in maniera diversa e penso che questo sia un nuovo campanello d’allarme che può portare l’Europa ad agire”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante uno dei dibattiti al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.
Secondo Lagarde in Europa “abbiamo i talenti, abbiamo i fondi e abbiamo le idee. Ma in termini di azione e di fare ci serve una spinta, ci serve la svolta”.
“Ovviamente dobbiamo agire - ha proseguito - dobbiamo agire assieme e dobbiamo giocare non solo in difesa, ma anche di anticipo, se devo usare termini calcistici. E assicurare che facciamo leva sugli asset che abbiamo”.
“L’Unione europea sforna quasi altrettanti laureati Stem per abitante che gli Usa, quest’anno abbiamo 3,5 milioni di europei nel settore tecnologico. Questo è quello che dico quando affermo che abbiamo i talenti.E quando dico che abbiamo i soldi mi riferisco al 15% di tasso di risparmio degli europei, che però ogni anno investono 300 miliardi di euro negli Stati Uniti”.
“Registriamo la stessa quantità di brevetti degli Usa. Ma spesso ci diamo la zappa sui piedi - ha detto Lagarde - perché non completiamo quello che dovremmo, come ad esempio sul mercato unico. Se avessimo un mercato unico, dice il rapporto di Enrico Letta, elimineremmo un 14% di dazi tra di noi. Faremmo un lavoro più che discreto se rimuovessimo alcune delle barriere che abbiamo lasciato che la storia e la pigrizia costruissero tra noi”.
Per approfondire/ L’ombra di Trump sul World Economic Forum
Usa: voli cancellati per i rifugiati in arrivo, a terra 10mila persone
Migliaia di rifugiati che avrebbero dovuto recarsi negli Stati Uniti dopo anni di attesa hanno visto i loro voli cancellati. Lo riferisce la Cnn, citando un memo del dipartimento di Stato rivolto alle agenzie per il ricollocamento dei rifugiati (Rsc). La mossa giunge subito dopo l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump che sospende le ammissioni dei rifugiati ed è destinata a colpire migliaia di rifugiati che avevano già prenotato i voli, circa 10mila secondo fonti della Cnn. Il promemoria afferma inoltre che l’elaborazione dei casi è sospesa, chiudendo di fatto il programma. L’ordine esecutivo di Trump, firmato lunedì, afferma che gli Stati Uniti non sono stati in grado di assorbire l’afflusso di migranti degli ultimi anni oltre ai rifugiati, dando modo all’Amministrazione di sospendere il programma di ammissione dei rifugiati negli Usa “finché l’ulteriore ingresso di rifugiati negli Stati Uniti non sarà in linea con gli interessi degli Stati Uniti”.
L’ordine esecutivo fissava al 27 gennaio l’inizio della sospensione, ma il promemoria del dipartimento di Stato implica che entrerà in vigore immediatamente. Sotto l’Amministrazione Biden, il limite massimo di ammissione dei rifugiati negli Stati Uniti era stato fissato a 125mila persone all’anno.
Trump vuole scuse da vescovo che ha chiesto pietà per i migranti
Il presidente americano Donald Trump ha attaccato oggi il vescovo episcopaliano Mariann Edgar Budde, che martedì durante la preghiera alla National Cathedral di Washington lo aveva invitato ad avere pietà per le famiglie di immigrati, per i gay e i transgender.
Il presidente americano, in un lungo post su Truth Social, ha definito il vescovo donna “una radicale di sinistra che odiava Trump” che “ha portato la sua chiesa nel mondo della politica in modo molto scortese. Era cattiva nei toni e non convincente o intelligente”.
Il presidente nel post ha ribadito il suo pensiero sui migranti illegali e sulla loro pericolosità per il paese ed è tornato ad attaccare la Budde scrivendo: “Non è molto brava nel suo lavoro! Lei e la sua chiesa devono delle scuse al pubblico!”. Trump ha poi commentato anche la preghiera dicendo: “a parte le sue dichiarazioni fuori luogo, il servizio è stato molto noioso e poco stimolante”.
Fonti Ue,Trump vuole tagliare 20mila soldati Usa in Europa
Donald Trump sarebbe intenzionato a ridurre la presenza delle truppe Usa in Europa di circa il 20% - ovvero di circa 20mila uomini - come parte della revisione del suo impegno alla protezione dell’Europa. La afferma una fonte diplomatica europea all’ANSA. “Inoltre, per quelle che restano, vorrebbe un contributo finanziario da parte dei Paesi europei perché questi soldati sono un deterrente e i costi non possono pesare solo sulle spalle dei contribuenti americani”, aggiunge la fonte. Trump avrebbe “consistentemente” manifestato questa volontà ai vari leader europei che ha incontrato sinora.
Our armed forces will be free to focus on their sole mission—DEFEATING AMERICA'S ENEMIES. pic.twitter.com/1cGdS7tQk7
— President Donald J. Trump (@POTUS) January 21, 2025
Insediamento Trump, l’audience in calo rispetto al 2017 e 2021
L’audience tv del secondo insediamento di Donald Trump è calata rispetto alla prima inauguration del 2017 e anche a quella del democratico Joe Biden nel 2021. Secondo dati Nielsen hanno seguito la cerimonia in tv 24,59 milioni di spettatori, contro i 33,76 milioni di Biden quattro anni fa e 30,64 milioni del Trump Uno. Le cifre si riferiscono a 15 canali tra le 10:30 e le 19 ora di Washington. Il picco dell’audience è stato intorno alle 12:15 mentre Trump pronunciava il discorso inaugurale. A conferma dell’interesse di parte, oltre 10 milioni di spettatori hanno seguito la cerimonia su Fox News, con 4,85 milioni su Abc e 4,58 milioni su Nbc. Solo mezzo milione di americani erano collegati sulla Cnn e poco più di centomila su Msnbc. Dal punto di vista demografico, oltre 17 milioni degli spettatori erano ultracinquantacinquenni, 14,67 milioni tra 35 e 54 anni e 1,43 tra 18 e 34 anni.
Scholz, «la presidenza Trump sarà una sfida per l’Europa»
“La presidenza Trump sarà una sfida per l’Europa”: lo ha detto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, parlando al fianco del presidente francese, Emmanuel Macron, al termine di una colazione di lavoro all’Eliseo.
Trump sospende 300 miliardi per le infrastrutture verdi
Donald Trump sospende più di 300 miliardi di dollari di fondi per le infrastrutture verdi che erano stati stanziati dall’amministrazione Biden. “Tutte le agenzie devono immediatamente sospendere l’uso dei fondi”, si legge in una disposizione della Casa Bianca.
L’amministrazione Trump chiude la pagina in spagnolo della Casa Bianca e i social media
A poche ore dall’insediamento del Presidente Donald Trump, la sua amministrazione ha chiuso la versione spagnola del sito ufficiale della Casa Bianca. Il sito web ora dà agli utenti un messaggio di “Errore 404” e un pulsante “Vai alla pagina iniziale” che li indirizza a una pagina con un montaggio video di Trump nel suo primo mandato e durante la campagna elettorale. Anche il profilo spagnolo dell’account X della Casa Bianca e la pagina governativa sulla libertà riproduttiva sono stati eliminati. I sostenitori degli ispanici e altri hanno espresso frustrazione per il cambiamento. Interrogato in merito, il vice segretario stampa principale della Casa Bianca, Harrison Fields, ha dichiarato martedì che l’amministrazione è impegnata a riportare la sezione spagnola del sito.
A poche ore dall’insediamento del Presidente Donald Trump, la nuova amministrazione ha eliminato la versione in spagnolo del sito ufficiale della Casa Bianca. Il sito - attualmente https://www.whitehouse.gov/es/ - dà ora agli utenti un messaggio di “errore 404”. Includeva anche un pulsante “Go Home” che indirizzava gli utenti a una pagina con un montaggio video di Trump durante il suo primo mandato e durante la campagna elettorale. Il pulsante è stato successivamente aggiornato con la dicitura “Vai alla pagina iniziale”. I gruppi di difesa degli ispanici e altri hanno espresso confusione per il brusco cambiamento e frustrazione per quella che alcuni hanno definito la mancanza di sforzi dell’amministrazione per mantenere la comunicazione con la comunità latina, che ha contribuito a spingerlo alla presidenza.
Mosca: “In corso preparativi per telefonata Putin-Trump”
La Russia sta facendo i necessari “preparativi interni” per una telefonata tra Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump, ha detto alla Tass il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov. “I preparativi interni continuano - ha detto il vice ministro -. Quando probabilmente sentiremo qualcosa di più chiaro e concreto da Washington, allora inizieremo a coordinare orari e questioni organizzative”.
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Von der Leyen: Ue difenderà suoi valori, ma pronti a discutere di interessi comuni
«Le prime tre settimane del 2025 segnano un cambiamento che sta nella politica mondiale con l’entrata ’in una nuova era di dura competizione geo-strategica. Abbiamo a che fare con potenze delle dimensioni di un continente. E interagiscono tra loro principalmente in base ai loro interessi. Questa nuova dinamica dominerà sempre di più le relazioni tra gli attori globali. Le regole di ingaggio stanno cambiando. In Europa questa nuova realtà potrebbe non piacere, ma dobbiamo farci i conti. I nostri valori non cambiano. Ma per difenderli, alcune cose devono cambiare». Lo ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento di stamattina al dibattito nella plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, sui risultati del Consiglio europeo di dicembre.
Von der Leyen ha illustrato le tre priorità strategiche su cui secondo lei deve concentrarsi l’Ue per mantenere e rafforzare la sua posizione in questa nuova era: innanzitutto, recuperare e consolidare la competitività della propria economia, seguendo la ’stella polare’ delle raccomandazioni del Rapporto Draghi, in particolare sviluppando l’innovazione e finanziandola, oltre che con i fondi pubblici, sempre più con gli investimenti privati, attraverso l’unificazione a livello europeo dei mercati dei capitali nazionali; in secondo luogo, ridurre i prezzi dell’energia, mediante lo sviluppo delle fonti pulite delle nuova generazione e la modernizzazione delle reti; e infine rafforzando la sicurezza economica, con gli accordi di partenariato con i paesi terzi per l’accesso alle materie prime e alle catene di approvvigionamento vitali.
Riguardo alla nuova Amministrazione Trump negli Stati Uniti, la presidente della Commissione ha sottolineato la volontà dell’Ue di mantenere e rafforzare il legame transatlantico, ricordando che non ci sono altri esempi al mondo di due blocchi economici così interconnessi e integrati (con scambi commerciali pari a 1.500 miliardi di euro all’anno). Con gli Usa bisogna ’discutere degli interessi comuni’ e negoziare in modo ’pragmatico cercando un terreno comune’. Il ritiro dagli accordi e le organizzazioni internazionali e le minacce di Trump riguardo ai nuovi dazi sono adombrati implicitamente solo nell’ultima frase del discorso, quando von der Leyen assicura che ’difenderemo sempre i nostri principi europei’.
’Prima di tutto - ha spiegato la presidente della Commissione -, abbiamo i nostri compiti da fare a casa. Se vogliamo proteggere i nostri interessi e sostenere i nostri valori, dobbiamo anche essere forti economicamente. L’Europa ha tutti gli strumenti per svolgere con successo il suo ruolo nel concerto delle potenze. Abbiamo un settore privato con una lunga tradizione di innovazione. Disponiamo di una forza lavoro di prim’ordine. Disponiamo di un’infrastruttura sociale unica per proteggere le persone dai grandi rischi della vita. E abbiamo un enorme mercato unico di 450 milioni di persone. Questo è il nostro porto sicuro in acque agitate e la nostra leva più forte quando ci sono negoziati difficili. Ma la nostra Unione e il nostro mercato unico necessitano di attenzione e cura’.
’La prossima settimana - ha annunciato von der Leyen - presenteremo la nostra nuova ’Bussola della competitività’, che trasforma in azione l’eccellente Rapporto Draghi. Sarà la stella polare della nuova Commissione e guiderà il nostro lavoro per i prossimi cinque anni’. ’Sull’innovazione - ha ricordato -, l’analisi di Draghi è molto chiara: esiste un circolo vizioso di bassi investimenti e bassa innovazione, che ha portato, ad esempio, a un’adozione più lenta delle tecnologie digitali. Come interrompere questo ciclo? Gli investimenti pubblici devono sicuramente svolgere un ruolo’, ed è ’necessario migliorare il coordinamento tra il livello europeo e gli Stati membri, in particolare in alcuni settori strategici su cui davvero dobbiamo concentrarci, come l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica e le biotecnologie’. ’Ma i finanziamenti pubblici - ha osservato la presidente della Commissione - non saranno mai sufficienti. Per stimolare l’innovazione alla giusta velocità e portata, il capitale privato sarà fondamentale. La buona notizia è che le aziende europee stanno incrementando i loro investimenti nell’innovazione’, e l’anno scorso l’industria europea ha investito in Ricerca e Sviluppo ’per la prima volta in dieci più degli Stati Uniti e della Cina’, tornando ’al secondo posto a livello mondiale’.
Ma perché questo sforzo abbia successo, ha rilevato von der Leyen, ’abbiamo bisogno di unificare i mercati dei capitali per le nostre aziende, e specificamente per le start-up’. Per questo, ha annunciato, ’lanceremo l’Unione europea del risparmio e degli investimenti’, come aveva proposto l’anno scorso l’altro ex premier italiano, Enrico Letta, nel suo Rapporto sul Mercato unico. ’Creeremo nuovi prodotti europei di risparmio e investimento, nuovi incentivi per il capitale di rischio e un nuovo impulso per garantire un flusso agile di investimenti in tutta l’Unione’.
La seconda priorità, ’mentre completiamo l’eliminazione graduale dei combustibili fossili russi, come abbiamo fatto negli ultimi due anni’, è quella di ’ridurre i prezzi dell’energia’ che ’in Europa sono ancora strutturalmente più alti che negli Stati Uniti o in Cina e variano notevolmente all’interno dell’Ue’, ha indicato la presidente della Commissione.
’Non solo dobbiamo continuare a diversificare le nostre fonti energetiche. Dovremo investire nelle tecnologie di energia pulita di prossima generazione, come la fusione (nucleare, ndr), la geotermia potenziata e le batterie allo stato solido. Dobbiamo inoltre mobilitare più capitali privati ​​per modernizzare le nostre reti e le nostre infrastrutture di stoccaggio. Dobbiamo rimuovere tutti gli ostacoli rimasti alla nostra Unione energetica. E dobbiamo collegare meglio i nostri sistemi energetici puliti e a basse emissioni di carbonio. Tutto questo farà parte di un nuovo piano energetico accessibile che presenteremo a febbraio’, ha annunciato von der Leyen.
Il terzo punto, infine, è quello del rafforzamento della resilienza e della sicurezza economica dell’Unione, ha continuato la presidente della Commissione, mentre ’le potenze mondiali sono ora in competizione per l’accesso alle materie prime e alle catene di approvvigionamento vitali. Negli ultimi anni - ha ricordato - abbiamo concluso più di 35 nuovi accordi con partner in tutto il mondo, specificamente per garantire il nostro accesso alle materie prime, ad esempio all’idrogeno, e per diversificare alcune delle nostre filiere di fornitura di tecnologie pulite. Questo lavoro sarà ancora più cruciale negli anni a venire’.
’In meno di due mesi, dall’inizio del mandato’ della nuova Commissione, ha rivendicato von der Leyen, ’abbiamo già concluso tre nuove partnership con il Mercosur, il Messico e la Svizzera. E lunedì scorso abbiamo ripreso i negoziati con la Malesia. Questi partenariati riguardano alcuni dei nostri principali interessi economici. Aprono nuovi e dinamici mercati di esportazione. Proteggono i nostri prodotti distintivi con denominazione geografica protetta e settori chiave come l’agricoltura. E garantiscono il nostro accesso a minerali essenziali e a energia pulita’.
’Ampliare la nostra rete di partenariati - ha aggiunto - è stata una delle raccomandazioni principali del Rapporto Draghi. Stiamo lavorando con il Parlamento europeo e il Consiglio per portare avanti questi accordi. Questo nuovo impegno con i paesi di tutto il mondo non è solo una necessità economica, ma anche un messaggio al mondo. È la risposta dell’Europa alla crescente concorrenza globale’.
’Vogliamo - ha indicato ancora von der Leyen - una maggiore cooperazione con tutti coloro che sono aperti a questo tipo di collaborazione. E questo include naturalmente anche i nostri partner più stretti, come, naturalmente, agli Stati Uniti d’America. Nessun’altra economia al mondo è così integrata come quella europea e quella americana. Milioni di posti di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dal nostro commercio e dai nostri investimenti. Il volume degli scambi tra noi è di 1,5 trilioni di euro. Ma oltre a questi numeri c’è molto di più. Amicizie, legami familiari, storia e cultura comuni. Lo terremo sempre a mente quando interagiremo con la nuova Amministrazione’. Con gli Usa ’ci impegneremo da subito a discutere degli interessi comuni e saremo pronti a negoziare. E quando arriverà il momento, saremo pragmatici nel cercare un terreno comune. Ma voglio anche che sappiate - ha concluso la presidente della Commissione rivolta agli eurodeputati - che rispetteremo sempre i nostri principi europei’.
Dombrovskis: «Pronti a rispondere ai dazi Usa»
Se l’amministrazione Trump metterà in pratica la minaccia di nuovi dazi contro i prodotti europei, “la Ue è pronta a difendere i suoi interessi. Siamo pronti a rispondere in modo proporzionato se sarà necessario, come abbiamo fatto durante la prima amministrazione Trump”. Lo ha detto il Commissario Ue per l’Economia Valdis Dombrovskis durante un’intervista alla Cnbc a margine del Forum economico mondiale. “Gli Usa sono un importante partner strategico, ma è chiaro che siamo pronti a difendere i nostri valori e i nostri interessi se necessario”.
Presidente Panama: «Canale non è un regalo di Washington»
Il Canale di Panama ’’non è un regalo’’ che gli Stati Uniti hanno fatto ai panamensi. Così il presidente di Panama José Raul Mulino ha risposto alle affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui il Canale era uno “studio regalo” a Panama che “non avrebbe mai dovuto essere fatto”. ’’Il Canale è e rimarrà di Panama’’, ha affermato Mulino. ’’Il Canale di Panama non è una concessione o un regalo degli Stati Uniti’’, ha aggiunto durante una tavola rotonda al Forum di Davos, in Svizzera. Panama, ha aggiunto, ’’non si lascerà distrarre da questo tipo di dichiarazioni’’.
Trump: «Parlerò con Putin molto presto»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ieri che ha intenzione di parlare con il presidente russo Vladimir Putin “molto presto”.
“Parleremo con il presidente Putin molto presto”, ha confermato il presidente Usa ai giornalisti. Intanto il rublo si è rafforzato dello 0,9% per essere scambiato a 98,60 per dollaro alle 08:15 Gmt, il livello più forte dal 5 dicembre, hanno mostrato i dati di mercato over-the-counter.
Il rublo è stato più forte dello 0,3% rispetto allo yuan cinese a 13,53 nelle negoziazioni alla Borsa di Mosca (MOEX).
Trump ha anche detto di avere discusso della crisi ucraina nella sua conversazione telefonica del 17 gennaio con il presidente cinese Xi Jinping.
Da Trump minacce tariffarie a Cina ed Europa. Lagarde: «La Ue deve prepararsi ai dazi Usa»
Il presidente Donald Trump ha ampliato le sue minacce tariffarie per includere Cina e Unione Europea nel suo secondo giorno di ritorno in carica dopo che il primo giorno aveva messo nel mirino Canada e Messico.
“Stiamo parlando di una tariffa del 10% sulla Cina, basata sul fatto che stanno inviando fentanyl in Messico e Canada”, ha detto Trump durante un evento alla Casa Bianca martedì, specificando il 1° febbraio come possibile data.
“Anche altri paesi sono grandi abusatori, sai che non è solo la Cina”, ha detto Trump. “Abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari con l’Unione europea. Ci trattano molto molto male, quindi saranno loro a dover pagare le tariffe”.
Le minacce riecheggiano i commenti fatti durante la campagna di Trump per un ritorno alla Casa Bianca e dalla sua schiacciante vittoria del 5 novembre. Ma l’unica azione effettiva intrapresa finora è la richiesta di una revisione delle pratiche commerciali che dovrebbe essere effettuata entro il 1° aprile, dando potenzialmente alla Cina e ad altri quasi 10 settimane per evitare nuove tasse o rispondere alle sue richieste.
La minaccia di nuovi dazi all’Unione europea da parte di Trump “non mi sorprende” e “qui in Europa dobbiamo prepararci e sapere come rispondere”. Lo ha detto la presidente della Bce in alla Cnbc a margine del Forum economico mondiale di Davos. Alla domanda se l’Ue abbia la forza per assorbire l’impatto di nuove barriere commerciali, Lagarde ha risposto che i Paesi Ue hanno un ampio potenziale da sfruttare sviluppando ulteriormente il mercato interno. Lagarde ha notato che l’obiettivo di Trump non è del tutto chiaro e che l’idea di sostituire l’import dall’Europa con produzione interna americana “è discutibile”. In ogni caso “il dialogo deve continuare”.
Fondi Ue per la difesa, Kallas: «Trump ha ragione, Ue spenda di più per la difesa»
“Il presidente Trump ha ragione a dire che non spendiamo abbastanza” per la difesa, “è tempo di investire: abbiamo bisogno di investimenti dai Paesi membri e dal settore privato. Ma anche dal bilancio comune Ue”, con il quale “dobbiamo spendere più dell’1%. Dobbiamo inviare un messaggio che prendiamo sul serio il nostro impegno per la difesa europea”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas alla conferenza annuale dell’agenzia per la difesa Ue.
“L’anno scorso, i Paesi Ue hanno speso collettivamente una media dell’1,9% del Pil per la difesa. La Russia spende il 9%. Spendiamo miliardi per le nostre scuole, l’assistenza sanitaria e il welfare. Ma se non investiamo di più nella difesa, saremo tutti a rischio”, ha evidenziato.
Diversità: Trump chiude gli uffici federali
“Inviare una notifica a tutti i dipendenti degli uffici Deia (Diversità, Equità, Inclusione e Accessibilità) per informarli che sono stati messi in congedo amministrativo retribuito con effetto immediato, poiché l’agenzia sta adottando misure per chiudere/terminare tutte le iniziative, gli uffici e i programmi Deia”, si legge in un comunicato dell’Ufficio di gestione del personale degli Stati Uniti pubblicato su X, che è stato confermato da Leavitt. L’Ufficio chiede a tutti i capi dei dipartimenti e delle agenzie di inviare una notifica ai dipendenti entro le 17 di oggi (le 23 in Italia).
Le mosse di Trump rientrano in una campagna aggressiva per distruggere gli sforzi della Dei a livello nazionale, anche facendo leva sul dipartimento di Giustizia e su altre agenzie per indagare su aziende private che si occupano di formazione e assunzione che i critici conservatori considerano discriminatorie nei confronti di gruppi non minoritari come gli uomini bianchi.
L’ordine esecutivo di Trump riprende da dove il tycoon aveva lasciato le cose al termine del suo primo mandato: uno degli ultimi atti del politico repubblicano durante il suo primo mandato, infatti, era stato un ordine esecutivo che vietava agli appaltatori delle agenzie federali e ai beneficiari di finanziamenti federali di condurre formazione anti-bias che affrontasse concetti come il razzismo sistemico. Biden aveva prontamente revocato quell’ordine nel suo primo giorno di mandato, emettendo una coppia di ordini esecutivi - ora revocati - che delineavano un piano per promuovere il Dei in tutto il governo federale.
Sebbene l’attuazione di molti cambiamenti possa richiedere mesi o addirittura anni, il nuovo programma anti-Dei di Trump è più aggressivo del primo e si inserisce in un contesto molto più favorevole nel mondo delle imprese. Aziende importanti, da Walmart a Facebook, hanno già ridotto o interrotto alcune delle loro pratiche di diversità in risposta all’elezione di Trump e alle cause legali contro di loro sostenute dai conservatori.
Trump difende la grazia per i rivoltosi di Capitol Hill: «Sono persone che amano il nostro Paese»
Il presidente Donald Trump, nel suo primo giorno completo in carica martedì, ha difeso la sua decisione di concedere la clemenza alle persone condannate per aver aggredito gli ufficiali di polizia durante l’attacco del 2021 al Campidoglio e ha suggerito che potrebbe esserci un posto nella politica americana per i Proud Boys e gli Oath Keepers, gruppi estremisti i cui leader sono stati condannati per cospirazione sediziosa contro gli Stati Uniti.
Il presidente ha anche continuato a smantellare la promozione della diversità, dell’equità e dell’inclusione del governo, nota come Dei. La Casa Bianca ha emesso un promemoria che mette in congedo retribuito tutto il personale federale che lavora a tali sforzi, con l’intenzione di licenziarli a breve. Anche i corsi di formazione DEI sono stati annullati.
Una priorità per Trump è stata aiutare i sostenitori che hanno assediato il Campidoglio il 6 gennaio 2021, rendendo la loro grazia la sua prima azione ufficiale una volta tornato alla Casa Bianca dopo la sua inaugurazione di lunedì.
Tra le circa 1.500 persone graziate da Trump, più di 200 si sono dichiarate colpevoli di aver aggredito la polizia. Almeno 140 ufficiali sono rimasti feriti durante la rivolta, molti dei quali sono stati picchiati, feriti e schiacciati dalla folla, mentre i sostenitori di Trump cercavano di ribaltare la vittoria elettorale di Biden.
Prima dell’attacco al Campidoglio, i Proud Boys erano un gruppo noto soprattutto per le risse di strada con gli attivisti antifascisti, quando Trump disse al gruppo di “farsi indietro e stare in piedi” durante il suo primo dibattito nel 2020 con l’allora candidato presidenziale Biden.
L’ex leader del gruppo, Enrique Tarrio, e tre dei suoi luogotenenti sono stati condannati per cospirazione sediziosa per fermare il pacifico trasferimento del potere presidenziale da Trump a Biden dopo le elezioni del 2020. Tarrio stava scontando una pena detentiva di 22 anni, la più lunga di tutti i casi di rivolta al Campidoglio, prima che Trump lo graziasse lunedì. Alcuni membri del gruppo hanno marciato a Washington lunedì mentre Trump prestava giuramento per un altro mandato.
Quando un giornalista lo ha incalzato sui Proud Boys e sugli Oath Keepers e se ci fosse un posto per loro in politica, Trump ha detto: «Beh, dobbiamo vedere. Hanno ricevuto la grazia. Ho pensato che le loro condanne fossero ridicole ed eccessive».
«Penso che faremo cose che la gente rimarrà scioccata», ha poi aggiunto. «Queste sono persone che amano davvero il nostro Paese, quindi abbiamo pensato che una grazia sarebbe stata appropriata».
Due importanti gruppi di forze dell’ordine, l’International Association of Chiefs of Police e il Fraternal Order of Police, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando di essere «profondamente scoraggiati» dai condoni e dalle commutazioni e di ritenere che i condannati debbano scontare la loro pena per intero.
Trump blocca oltre 300 miliardi di finanziamenti al settore delle infrastrutture verdi
Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca mette a rischio più di 300 miliardi di dollari di potenziali finanziamenti federali per le infrastrutture. Lo scrive oggi il Financial Times, che cita dati degli investitori del settore.
A poche ore dalla sua inaugurazione di lunedì, Trump ha firmato decine di ordini esecutivi che annullano le politiche di Biden, tra cui uno che sospende gli esborsi federali a produttori e sviluppatori di infrastrutture.
I fondi interessati sono stati forniti in base a due dei principali atti legislativi di Biden, l’Inflation Reduction Act e la legge bipartisan sulle infrastrutture, e includono quasi 50 miliardi di dollari in prestiti del Dipartimento dell’Energia già concordati e altri 280 miliardi di dollari di richieste di prestito in fase di revisione, secondo l’analisi del del Financial Times.
L’ordine esecutivo era tra le decine di firme di Trump in un blitz notturno dopo il suo giuramento per un secondo mandato presidenziale. L’inquilino della Casa Bianca aveva già promesso di porre fine al “Green New Deal” di Biden e di aumentare la produzione di combustibili fossili. Gli investitori sentiti da FT hanno affermato di temere che altri 300 miliardi di dollari di finanziamenti federali futuri, per lo più provenienti dalla legge sulle infrastrutture, potrebbero essere congelati dalla mossa di Trump.
Trump avverte l’Ue sui dazi. Apre a Musk per TikTok
Donald Trump mette in guardia i paesi europei: «Saranno soggetti a dazi» se non correggeranno gli squilibri commerciali. «Ci hanno trattato male. Se non fai così, non si ottiene giustizia», ha detto il presidente nel corso di un evento alla Casa Bianca, durante il quale ha aperto alla possibilità che Elon Musk acquisti TikTok «se vuole» e annunciato il progetto “Stargate”, la joint-venture per investimenti fino a 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti per costruire l’infrastruttura necessaria all’intelligenza artificiale.
Trump è apparso insieme agli amministratori delegati di Softbank Masayoshi Son, Oracle Larry Ellison e OpenAI Sam Altman, le tre società coinvolte in Stargate. La joint-venture dispiegherà «immediatamente» 100 miliardi con l’obiettivo di raggiungerne «almeno» 500 in progetti per l’Ai, ha detto Son. «E’ un onore per il Paese. Faremo il possibile affinché ci siano meno problemi possibile», ha detto Trump spiegando che l’investimento è l’inizio «dell’età dell’oro dell’America. Ci stiamo muovendo con una velocità senza precedenti per affrontare le varie crisi dell’America».
Mentre lavora a rilanciare gli Stati Uniti, Trump non perde di vista le sfide che il Paese si trova ad affrontare. Fra queste il «cattivo trattamento» commerciale che, secondo lui, è stato riservato agli Usa dall’Europa e da «tutti gli altri». Avvertendo l’Ue su possibili dazi, il presidente ha ribadito che intende imporre tariffe al Canada e al Messico dall’1 febbraio, quando potrebbero scattare anche dazi del 10% contro la Cina per il fentanyl.
Sul Medio Oriente ha aperto una visita a breve, mentre per la guerra in Ucraina ha ribadito di poter incontrare il presidente Vladimir Putin «ogni volta che vuole. Zelensky vorrebbe la pace, ma bisogna essere in due per averla», ha spiegato senza escludere nuove sanzioni contro Mosca se non si siederà al tavolo a trattare.
Guardando a quanto accade a Kiev, Trump ha anche inviato un messaggio all’Europa e alla Nato: dovrebbero aumentare le loro spese per la difesa al 5% del Pil, oltre il target attuale del 2%.
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EPA/AARON SCHWARTZ
