Guerra in Ucraina

Trump chiama Putin: pronti a trattare

«Vogliamo fermare i milioni di morti che stanno avvenendo nella guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto sul suo social Truth

Matryoshka russe in un negozio di Mosca con Donald Trump e Vladimir Putin

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Trattative subito. Il presidente Usa Donald Trump ha sentito ieri Vladimir Putin, e ne ha dato notizia sul suo social Truth. «Vogliamo fermare i milioni di morti che stanno avvenendo nella guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto (ma in realtà sembra che le vittime siano meno di un milione, anche se le stime sono difficili). «Abbiamo deciso - ha continuato - di far avviare immediatamente i negoziati ai nostri team, e inizieremo contattando il presidente Zelensky, dell’Ucraina, per informarlo della conversazione, cosa che farò proprio adesso. Ho chiesto al segretario di Stato Marco Rubio, al direttore della Cia John Ratcliffe, al consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Waltz e all’ambasciatore e inviato speciale Steve Witkoff di guidare i negoziati che, a mio parere, avranno pieno successo».

«Milioni di persone sono morte - ha poi ripetuto Trump concludendo il post - in una guerra che non sarebbe scoppiata se io fossi stato presidente, ma poiché è avvenuta, ora deve finire. Non si devono più perdere altre vite!». Trump ha anche ringraziato Putin per il rilascio dell’insegnante Marc Fogel, scambiato in realtà con Alexander Vinnik, che ha riciclato miliardi di dollari di trafficanti di droghe e ladri di identità attraverso le criptovalute.

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Sono parole che pongono una sfida anche a Volodymyr Zelensky che, secondo Trump dovrebbe incontrare domani a Monaco il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Zelensky insiste sul fatto che l’eventuale adesione alla Nato rimanga un obiettivo ufficiale.

Zelensky dovrebbe incontrare in settimana anche il Segretario al Tesoro Scott Bessent che sta facendo pressioni affinché l’Ucraina garantisca agli Usa accesso ai minerali rari di cui è ricca.

I contorni delle trattative con la Russia sono stati rilevati ieri dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth che ha respinto, in un discorso rivolto ai suoi alleati della Nato, le aspirazioni di adesione all’Alleanza da parte dell’Ucraina, e ha bocciato la proposta di schierare truppe americane per garantire un cessate il fuoco nella guerra con la Russia.

Soprattutto ha detto che qualsiasi richiesta di riportare l’Ucraina ai confini precedenti al 2014, prima quindi dell’invasione russa della Crimea, è un «obiettivo illusorio».

Hegseth, che ha incontrato anche il suo omologo ucraino, Rustem Umerov, ha chiarito che Trump chiederà a Kiev più concessioni rispetto a quanto era stato delineato da Joe Biden. Pur ribadendo che gli Stati Uniti restano impegnati nella difesa della sovranità dell’Ucraina e nella Nato, il segretario di Stato ha sfidato le nazioni europee a «scendere in campo» e ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza del continente. «Salvaguardare la sicurezza europea deve essere un imperativo per i membri europei della Nato», ha detto Hegseth: «L’Europa deve fornire la quota maggioritaria dei futuri aiuti all’Ucraina, sia letali che non letali».

«Qualsiasi garanzia di sicurezza deve essere sostenuta da truppe europee e non europee competenti - ha quindi proseguito - Se queste truppe fossero schierate come forze di pace in Ucraina in qualsiasi momento, dovrebbero essere schierate come parte di una missione non Nato e non dovrebbero essere coperte dall’articolo 5» del trattato Atlantico.

Le parole di Hegseth hanno suscitato critiche da parte dei sostenitori della politica di Biden, i quali sostengono che la mossa indebolisca la posizione Usa prima che inizino i negoziati con la Russia, rimuovendo possibili leve di pressione. «Si tratta di una resa totale a Putin», ha scritto su X Alexander Vindman, l’ex funzionario per la Sicurezza nazionale che ebbe un ruolo chiave nel primo impeachment di Trump. «Questo darà coraggio a Putin e comprometterà gli interessi di pace in Ucraina e in Europa».

Aprire comunque le trattative sembra però l’obiettivo prioritario.

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Hegseth ha detto che esistono ambiti in cui Usa e alleati potrebbero cooperare per far pressione sulla Russia affinché negozi: «Prezzi dell’energia più bassi, insieme a un’applicazione più efficace delle sanzioni energetiche, aiuteranno a portare la Russia al tavolo», ha detto.

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