Guerra commerciale

Trump: dazi del 200% su champagne e vini se Ue non cancella 50% su whisky Usa

Coldiretti-Filiera Italia: così è a rischio 1,9 miliardi di export

A vendor holds a bust of U.S. President Donald Trump at the San Ysidro border crossing in Tijuana, Mexico, March 12, 2025. REUTERS/Aimee Melo

4' min read

4' min read

Riparte il continuo botta e risposta tra il presidente statunitense, Donald Trump, e gli alleati colpiti dai dazi. Poco fa, su Truth, Trump ha scritto: “L’Unione europea, una delle autorità al mondo più ingiuste e ostili su tasse e dazi, formata con il solo scopo di approfittare degli Stati Uniti d’America, ha appena imposto un odioso dazio del 50% sul whisky. Se questa tariffa non sarà subito rimossa, Gli Stati Uniti imporranno a breve dazi del 200% su tutti i vini, gli champagne e i prodotti alcolici in arrivo dalla Francia e dagli altri Paesi dell’Unione europea. Sarà grandioso per le aziende statunitensi di vino e champagne”.

La Commissione Europea ha detto mercoledì che imporrà contro-tariffe su 26 miliardi di euro (28 miliardi di $) di beni statunitensi a partire dal mese prossimo, intensificando una guerra commerciale globale in risposta ai dazi degli Stati Uniti su acciaio e alluminio.

Loading...

L’esecutivo dell’Ue ha detto, tuttavia, che rimaneva aperto ai negoziati. Trump ha alzato la posta in gioco in questo post sui vini diffuso sui social media giovedì. Il presidente americano ha rincarato poi la dose: «Gli Stati Uniti non hanno liberi scambi» commerciali, «hanno scambi stupidi. Il mondo intero ci deruba».

La Francia resta «determinata a replicare» ai dazi evocati dal presidente Usa, Donald Trump, sullo champagne e i vini europei. «Non cederemo mai alle minacce e proteggeremo sempre le nostre filiere», avverte il ministro francese per il Commercio Estero, Laurent saint-Martin, in un messaggio pubblicato sul suo profilo X. Il ministro deplora l’’’escalation’’ di Donald Trump in questa «guerra commerciale che ha scelto di dichiarare». Intanto le azioni di Pernod Ricard SA, Remy Cointreau SA e LVMH, il produttore di Dom Perignon Champagne e Hennessy Cognac, sono crollate dopo le minacce di Trump.

Coldiretti-Filiera Italia: a rischio 1,9 miliardi di export

Le minacce di Donald Trump di mettere un dazio del 200% sui vini europei rischierebbero di danneggiare pesantemente le esportazioni di bottiglie tricolori che nel 2024 hanno raggiunto il valore di 1,94 miliardi di euro negli Stati Uniti. quanto emerge da una analisi Coldiretti/Filiera Italia diffusa in relazione all’annuncio del presidente Usa di imporre una tariffa aggiuntiva su rossi, bianchi e champagne come ritorsione contro la decisione dell’Ue di colpire il whisky made in Usa.

Una misura estrema che manderebbe di fatto in sofferenza il vino tricolore, compromettendo un percorso che negli ultimi venti anni ha visto le vendite negli Stati Uniti quasi triplicate in valore, con un incremento del 162%, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat, tanto da rappresentare circa un quarto delle esportazioni totali di vino italiano. Quasi un terzo del totale è rappresentato dagli spumanti.

Presidente Bundesbank: dazi rischiano di farci precipitare in recessione

Secondo il presidente della banca centrale tedesca, i dazi sulle merci importate negli Stati Uniti potrebbero far precipitare la più grande economia europea in un’altra recessione.

L’economia tedesca è in contrazione da due anni e, con i dazi, il Paese «potrebbe aspettarsi una recessione anche quest’anno», ha dichiarato Joachim Nagel, presidente della Deutsche Bundesbank, in una intervista alla Bbc. Senza tariffe, la banca prevede che l’economia tedesca ristagnerà ma continuerà a crescere, di circa lo 0,2%, ha aggiunto.

Nagel ha affermato che «ci sono solo dei perdenti» quando si impongono tariffe e ha sostenuto le misure di ritorsione dell’Ue contro i dazi del 25% imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump su tutte le importazioni di acciaio dall’estero. Ha anche definito la politica tariffaria di Trump «un’economia del passato» e «sicuramente non una buona idea». Una guerra commerciale globale è una delle preoccupazioni legate ai dazi e alle tariffe di ritorsione, ha affermato, aggiungendo però che è una «necessità» per l’Ue reagire «perché se qualcosa ti rema contro, non puoi accettare una politica come questa». Tuttavia, ha suggerito che quando gli Stati Uniti si renderanno conto che il prezzo da pagare sarà «più alto per gli americani», ciò offrirà a tutte le parti ulteriori opportunità di giungere a una soluzione diversa. «Spero che alla fine la buona politica avrà successo», ha concluso.

Trump: sui dazi non mi piegherò

Donald Trump avverte che non ha intenzione di “piegarsi” sui dazi che hanno scatenato la guerra commerciale con il Canada e l’Europa.Per approfondire

Parigi: «Non cederemo alle minacce di Trump, risponderemo»

“Trump sta intensificando la guerra commerciale che ha deciso di scatenare. La Francia resta determinata a rispondere insieme alla Commissione europea e ai nostri partner. Non cederemo alle minacce e proteggeremo sempre i nostri settori”. E’ il messaggio affidato a X dal ministro del commercio francese Laurent Saint-Martin dopo che nelle scorse ore il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di imporre dazi del 200% sui liquori europei, e in particolare francesi, se non verranno ritirati i dazi del 50% sul whisky americano imposti dall’Ue.

Kallas: «Guerra commerciale Ue-Usa sarà a vantaggio della Cina»

“Questo è molto chiaro. Se abbiamo una guerra commerciale con gli Stati Uniti, tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, allora chi riderà dalla parte opposta sarà la Cina, che ne trarrà sicuramente beneficio. Quindi non ci sono vincitori. Alla fine i consumatori finiranno per pagare di più e noi non lo vogliamo davvero”. E’ quanto ha detto oggi l’alto rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in un’intervista alla Cnn a margine del G7 Esteri in Canada.

Ma questo tipo di misure, secondo Kallas, “porteranno, o hanno già portato in passato nella storia, depressione, diversi stress economici, davvero in diverse parti del mondo”. “Ed è per questo che stiamo cercando di impedirlo a qualsiasi costo per dimostrare davvero che questo non è a vantaggio delle nostre economie, dei nostri consumatori e stiamo cercando di sostenere la nostra causa”, ha commentato.

“Se queste tariffe vengono usate contro di noi, allora ovviamente dobbiamo proteggere i nostri interessi. Questo è molto chiaro. Ma voglio sottolineare che non ci sono nuovi vincitori nelle guerre commerciali”, ha concluso Kallas.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti