Trump dichiara guerra dei dazi: Canada e Messico annunciano ritorsioni
Da martedì tariffe del 25% senza esenzioni contro beni dei vicini nordamericani e del 10% sulla Cina. Sconto, al 10%, solo per il greggio di Ottawa. Trudeau: dazi contro 100 miliardi di made in Usa
4' min read
4' min read
Donald Trump ha dichiarato la sua grande guerra commerciale, scattata nella notte tra bordate di dazi statunitensi e rappresaglie subito decise dai Paesi colpiti. Il presidente statunitense ha firmato in rapida successione tre ordini presidenziali, uno per ciascuna nazione sotto tiro: Canada e Messico, due alleati, e Cina, rivale strategico. Contengono dazi del 25% contro l’import da Ottawa e Città del Messico, senza esenzioni, con uno sconto solo per l’energia canadese, petrolio anzitutto, tassato al 10 per cento. D’un nuovo 10%, in aggiuna a dazi esistenti, sono tassate anche le importazioni dalla Cina.
Le tariffe entreranno formalmente in vigore con qualche giorno di ritardo, da martedì, ma sono drastiche e contengono una clausola di ulteriore escalation, ha sottolineato la Casa Bianca asserendo la sua aggressività: se le capitali attaccate rispondono con misure simili, Washington alzerà ancora il tiro dei dazi. Trump ha inoltre indicato che resteranno in vigore finchè giudicherà che il flusso di migranti e dell’oppioide fentanyl verso gli Usa non sia stato adeguatamente ridotto, senza indicare chiare richieste.
I dazi istituiti e la minaccia di ulteriori offensive non hanno dissuaso Canada e Messico dal raccogliere senza indugi il guanto di sfida con annunci di ritorsioni. Anzi: il premier canadese Justin Trudeau ha detto che «non volevamo questo ma siamo pronti». Ha annunciato la sua risposta: dazi del 25% su 106 miliardi di dollari di made in Usa, inizialmente, da martedì, contro oltre 20 miliardi ed entro tre settimane contro altri circa 85 miliardi.
Trudeau ha ammonito gli americani che le decisioni di Trump possono portare a «tempi bui» per molti e ha incoraggiato ad un boicottaggio del made in Usa. I dazi, ha aggiunto, «metteranno a rischio il vostro lavoro, potenzialmente chiudendo impianti di assemblaggio nell’auto e altri stabilimenti manifatturieri. Alzeranno i vostri costi, nei generi alimentari e alla pompa di benzina». In un appello emotivo ha ricordato la lunga storia che accomuna i due Paesi: «Abbiamo combattuto e siamo morti al vostro fianco».
Drastiche le risposte anche da singole province canadesi: il premier della British Columbia ha ordinato la rimozione di ogni marchio di alcolici prodotto in stati Usa governati da repubblicani e vietato ogni nuova importazione di simili prodotti nei negozi statali. Ha definito i dazi di Trump una «dichiarazione di guerra economica». L’Ontario sta considerando il medesimo provvedimento.

