Guerra e pace

Ucraina, Trump discute del riconoscimento della Crimea russa. A ore il colloquio con Putin

Più di 30 Paesi per la coalizione dei volenterosi. Nyt: «Usa via da organismo indagini crimi di guerra Russia»

Ucraina, Kiev presenta il missile che può arrivare fino a Mosca

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L’amministrazione Trump sta discutendo il riconoscimento della Crimea come russa nel tentativo di mettere fine alla guerra. Lo riporta Semafor citando alcune fonti, secondo le quali comunque Donald Trump non ha preso ancora una decisione. Secondo le stesse fonti, l’amministrazione Trump ha valutato la possibilità per gli Stati Uniti di premere sull’Onu affinché faccia lo stesso e riconosca la Crimea come territorio russo.

Casa Bianca: «Mai stati così vicini alla pace»

La portavoce dela Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che i funzionari sono sulla «linea della decima iarda di pace» nei colloqui per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina. Leavitt ha rifiutato di «anticipare i negoziati» che avverranno domani con la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, ma ha detto: «Non siamo mai stati così vicini a un accordo di pace come in questo momento».

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Il presidente americano Donald Trump ha detto che ha intenzione di parlare con il suo omologo russo Vladimir Putin domani (martedì) e discutere della fine della guerra in Ucraina e del riavvicinamento di Washington a Mosca. Lo riportano i media Usa. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che è in preparazione una conversazione telefonica tra Putin e Trump per domani. La Russia e gli Stati Uniti sono sulla strada per ripristinare le relazioni bilaterali, e la conversazione telefonica in programma domani tra i due presidenti è un passo importante, ha detto Peskov.

«Parlerò con il presidente Putin martedì», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale, sottolineando che «è stato fatto molto lavoro». «Molte cose sono già state discusse con entrambe le parti, Ucraina e Russia. Stiamo parlando di questo, della condivisione di alcuni beni», ha precisato, riferendosi a «territori» e «centrali elettriche».

Le 3 condizioni chieste da Putin per finire la guerra

L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, il cui paese sta facendo pressioni sulla Russia affinché accetti un cessate il fuoco con l’Ucraina, ha affermato domenica che Donald Trump e Vladimir Putin avrebbero avuto “una discussione davvero proficua e positiva questa settimana”. Mosca, Kiev e Washington “vogliono che tutto questo finisca”, ha detto il diplomatico alla Cnn.

Venerdì scorso il Cremlino ha affermato che Vladimir Putin aveva consegnato un messaggio all’inviato degli Stati Uniti a Donald Trump in merito alla sua proposta di una tregua di 30 giorni, approvata dall’Ucraina ma non dalla Russia.

Finora Vladimir Putin ha posto condizioni massimaliste per porre fine al conflitto, come la cessione da parte dell’Ucraina di
 1) cinque regioni annesse da Mosca
2)
l’abbandono delle sue ambizioni di adesione alla Nato;
3) lo smantellamento del governo ucraino.

Sabato, durante un vertice virtuale organizzato da Londra, una trentina di leader di stati e organizzazioni che sostengono l’Ucraina hanno deciso di esercitare una “pressione collettiva” sulla Russia, che sospettano voglia continuare la guerra, per spingerla ad accettare una sospensione delle ostilità.

“La palla è nel campo della Russia”, che “prima o poi dovrà impegnarsi in discussioni serie”, ha affermato il primo ministro britannico Keir Starmer, secondo cui è Putin “quello che sta cercando di ritardare” le cose.

Il portavoce del Cremlino Peskov ha detto che le discussioni in corso nei Paesi europei, particolarmente in Francia, sul possibile invio di un contingente in Ucraina rappresentano “una tendenza assolutamente pericolosa”. L’invio di militari da Paesi Nato creerà “ulteriori cause di fondo del conflitto”, ha aggiunto il portavoce, citato dall’agenzia Ria Novosti

Canada invita al G7 Zelensky. Più di 30 i volenterosi

Il Canada ha invitato Volodymyr Zelensky a partecipare al vertice del G7 di giugno. Lo annuncia il governo. E’ stato il primo ministro canadese Mark Carney a invitare il presidente ucraino al vertice in Alberta. Secondo quanto riferito da un alto funzionario del governo canadese, Carney ha parlato con Zelensky nel weekend.

Intanto è salito a più di 30 il numero di Paesi alleati disposti a partecipare alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi” sotto varia forma, per il dopoguerra in Ucraina a garanzia della sicurezza di Kiev. Lo ha detto oggi una portavoce di Downing Street. Il premier britannico Keir Starmer è stato promotore dell’iniziativa, discussa anche sabato in un video vertice convocato da Londra coi leader di altri 25 Stati. Iniziativa di cui Regno Unito e Francia si sono assunti la guida in vista di una possibile missione di peacekeeping che i comandanti militari di alcune delle nazioni alleate discuteranno in modo “più operativo” giovedì.

Il capo di Stato maggiore ucraino è stato licenziato

Mentre l’esercito ucraino lotta in prima linea, l’attuale capo di stato maggiore, Anatoly Barguylevych, è stato licenziato e il suo incarico è stato affidato al generale Andriy Gnatov, secondo un decreto di Volodymyr Zelensky reso pubblico domenica.

La situazione è particolarmente delicata per i soldati ucraini nella regione russa di Kursk, occupata in parte da agosto e dove le unità russe stanno avanzando rapidamente. Questo fine settimana, il quartier generale militare ucraino ha diffuso delle mappe che mostrano come la città di Sudja, la loro principale roccaforte in questo settore di confine, non sia più nelle loro mani.

Nyt: «Usa via da organismo indagini crimini di guerra Russia»

L’amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi dall’organismo internazionale istituito nel 2023 dall’Unione europea per indagare sui leader responsabili dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tra cui il presidente russo Vladimir Putin: lo scrive il New York Times (Nyt), che cita persone a conoscenza della situazione.

La decisione è l’ultima indicazione dell’allontanamento dell’amministrazione Trump dall’impegno del presidente Biden di ritenere Putin personalmente responsabile dei crimini commessi contro gli ucraini, commenta il giornale.

Truppe Kiev a Bbc, ritiro da regione Kursk catastrofico

I soldati ucraini impegnati nella lotta nella regione russa di Kursk hanno descritto scene “da film dell’orrore” durante la loro ritirata dalle linee del fronte. L’emittente britannica Bbc ha ricevuto resoconti dettagliati dalle truppe ucraine, che raccontano di un ritiro “catastrofico” di fronte a un fuoco pesante dell’esercito russo, con continui attacchi da parte di sciami di droni.

Le restrizioni ucraine sulle informazioni dal fronte hanno reso difficile ai media avere un quadro completo della situazione, ma la Bbc è riuscita a raccogliere alcune testimonianze. Un soldato ha raccontato di “panico e crollo del fronte”: “Colonne di truppe e equipaggiamento stanno cercando di andarsene. Alcune di loro vengono bruciate dai droni russi sulla strada. È impossibile andarsene durante il giorno”. “Il nemico è riuscito a distruggere decine di unità di equipaggiamento”, ha raccontato un altro soldato, sottolineando che i relitti hanno “creato congestione sulle rotte di rifornimento”.

Bozza risoluzione di maggioranza: «Sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario»

Continuare a «sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario, fermo restando l’auspicio di una rapida conclusione dei negoziati di pace». È uno dei 12 impegni, a quanto si apprende, della bozza della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. Sulla crisi ucraina si prevede anche l’impegno a «lavorare con l’Unione Europea, con gli Stati Uniti e con i tradizionali alleati per arrivare ad una pace basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, assieme all’Ucraina ed ai partner internazionali», e a «dedicare ogni sforzo necessario per la preparazione della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina (Ukraine Recovery Conference - URC) che l’Italia ospiterà a Roma il 10-11 luglio 2025».

Crosetto: se in Ucraina truppe Onu buona notizia

Se in Ucraina “ci fosse la tregua e fossero accettate le truppe Onu sarebbe sicuramente una notizia positiva. Considero la presenza di una comunità internazionale una garanzia di stabilità e sicurezza in una zona che ne ha bisogno. Ma discuterne prima della tregua o che ci siano le regole della tregua diventa molto difficile”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine del convegno Strade Sicure alla Camera. “Nelle missioni di pace Onu l’Italia c’è sempre stata ma è una decisione che dovrà prendere il parlamento se ci sarà la necessità di farlo”, ha aggiunto Crosetto. Mentre Antonio Tajani, da Bruxelles, ha detto che la proposta dell’alto rappresentante Ue Kaja Kallas per sostenere militarmente l’Ucraina nel 2025 “va approfondita” dunque “oggi non si arriverà ad una decisione”. Tajani ha precisato che l’Italia “non è sola” nella richiesta di una riflessione maggiore. “Dobbiamo anche vedere cosa viene fuori dalla telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin”.

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