Usa

Trump, giudice blocca piano su congelamento dei fondi federali. E la Casa Bianca deciderà i reporter che seguono il Presidente

La portavoce Karoline Leavitt annuncia che sceglierà uno a uno i giornalisti che avranno “l’onore” di coprire Donald Trump negli spazi più ristretti quali lo Studio Ovale e l’Air Force One e quindi di fargli le domande

Donald Trump (AP Photo/Evan Vucci, File)

2' min read

2' min read

Due giudici federali bloccano due iniziative dell’amministrazione Trump.

Il primo ha bloccato l’ordine esecutivo del tycoon per sospendere l’ammissione di rifugiati negli Stati Uniti. L’ordine, che impone lo stop immediato dell’esame di tutte le richieste di ammissione dei rifugiati, «ha superato il limite che separa l’azione discrezionale dall’effettivo annullamento della volontà del Congresso», ha spiegato il giudice Jamal Whitehead, nominato da Joe Biden. «Il presidente ha una sostanziale discrezionalità nel sospendere l’ammissione di rifugiati, ma tale autorità non è illimitata», ha osservato Whitehead, precisando di non poter «ignorare il quadro del Congresso per l’ammissione dei rifugiati e i limiti che ha posto alla capacità del presidente di sospenderli».

Loading...

Un altro giudice federale ha bloccato il piano dell’amministrazione Trump di congelare i finanziamenti federali, infliggendo un duro colpo al tentativo del presidente di allineare la spesa del governo con la sua agenda. La giudice Loren Alikhan ha vietato al governo di “attuare” l’ordine riguardante l’assistenza federale, o di cercare di attuarlo sotto un altro nome. «Il congelamento è stato mal concepito fin dall’inizio»: l’ampiezza delle richiesta effettuata è “insondabile”, ha precisato riferendosi al tentativo dell’amministrazione di sospendere 3.000 miliardi di dollari di spesa federale in un giorno.

Casa Bianca deciderà i reporter che seguono Trump

Intanto la Casa Bianca cambia le regole. Forte di quella che ritiene una vittoria contro l’Associated Press nella battaglia sul nome “Golfo d’America”, la portavoce Karoline Leavitt annuncia che sceglierà uno a uno i giornalisti che avranno “l’onore” di coprire Donald Trump negli spazi più ristretti quali lo Studio Ovale e l’Air Force One e quindi di fargli le domande.

«Il press pool sarà aperto a nuove voci», ha detto Leavitt denunciando il “monopolio” avuto finora dai media tradizionali. Il pool includerà - ha spiegato - i “media tradizionali” ma anche i “media che lo meritano” e che non hanno mai partecipato prima.

Nel pool continuerà a esserci una rotazione, nella quale saranno inclusi anche i nuovi media che “riflettono il nuovo panorama” e il nuovo modo di seguire l’informazione da parte degli americani, ha aggiunto.

La decisione è duramente criticata dall’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. L’amministrazione Trump “sta facendo a pezzi l’indipendenza della stampa libera negli Stati Uniti”, ha detto il presidente dell’associazione Eugene Daniels, sottolineando che “in un paese libero, i leader non devono poter scegliere chi li segue”.

Assumendo il controllo della composizione del press pool che segue il presidente, il timore è che la Casa Bianca fissi i suoi criteri e standard e non sia più tenuta a giustificare l’esclusione di particolari testate.

La svolta segue l’udienza per il caso dell’Associated Press, esclusa dallo Studio Ovale e da altri eventi per aver deciso di continuare a usare il nome Golfo del Messico.

L’Associated Press aveva chiesto la revoca del divieto a partecipare agli eventi ristretti del presidente ma un giudice federale l’ha respinta mettendo però in guardia il governo sulla possibilità che l’Ap prevalga, andando avanti nello scontro legale, sul concetto di discriminazione dei contenuti.

Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti