Donald Trump incriminato per il caso Stormy Daniels. L’avvocato: «Non accetterà il patteggiamento»
Un arresto negoziato con i legali della difesa forse martedì prossimo. Trump: E’ una persecuzione politica.
di Marco Valsania
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I punti chiave
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Donald Trump è stato incriminato per lo scandalo “Stormy” Daniels, diventando il primo ex Presidente degli Stati Uniti a essere formalmente accusato di reati penali, e potrebbe comparire in tribunale martedì prossimo. Un Gran Giurì riunito a Manhattan, incaricato di vagliare il caso, ha votato a favore dell'incriminazione chiesta dalla procura distrettuale.Gli esatti reati contenuti nell'atto d'accusa e adesso depositati in tribunale non sono stati per il momento svelati pubblicamente, ma lo saranno probabilmente dalla procura nelle prossime ore o giorni. Secondo Cnn i capi d’accusa potrebbero essere numerosi, una trentina solo quelli legati a documenti falsi per occultare pagamenti illeciti a Daniels, la pornostar che minacciava di rivelare un affaire con Trump. In serata la procura ha ufficializzato l’esistenza dell’incriminazione e detto di aver informato gli avvocati di Trump.
Negoziati sull’arresto, previsto martedì
Sono scattati, nel frattempo, i negoziati tra la procura distrettuale di New York, guidata da Alvin Bragg, e i legali di Trump sul suo arrivo volontario in città, l'arresto e la comparsa in tribunale davanti a un giudice. Un avvocato della difesa ha previsto che questo accadrà martedì della prossima settimana. E' possibile che Trump, accompagnato da agenti dei servizi segreti come tutti gli ex Presidenti, venga ammanettato, debba sottoporsi al rilievo di impronte digitali e a foto segnaletiche in un clima di rafforzata sicurezza in città e alta tensione. Trumpo sarà poi rilasciato senza cauzione, perchè in gioco sono reati non violenti. Il campo di Trump è stato colto di sorpresa dai tempi della decisione del Gran Giurì, che era parso voler rinviare un voto di alcune settimane.
Legale esclude patteggiamento
«Zero, zero. Il presidente Trump non accetterà alcun patteggiamento. Non succederà. Non c’è alcun crimine». Così in un’intervista a NBC News, uno dei legali di Trump, Joe Tacopina, esclude un patteggiamento.
Terremoto politico
L'incriminazione, al termine di indagini durate cinque anni, ha di sicuro scosso il mondo politico e la campagna per le prossime presidenziali del 2024. Trump si è ricandidato per conquistare nuovamente la nomination del partito repubblicano. Una fedina penale pulita non è tra i criteri stabiliti dalla Costituzione Usa per candidarsi alla Presidenza, ma è indubbio che qualunque procedimento avrà un impatto, squalficando per alcuni il candidato e forse mobilitando i suoi fedeli sostenitori. Sotto osservazione delle autorità anche la risposta di organizzazioni estremiste delle destra e milizie, che su alcuni siti dedicati hanno denunciato la “caduta della Repubblica”.
Senza precedenti
La vicenda è senza precedenti perché coinvolge un ex Presidente e perché Trump in decenni di controversie sulle sue pratiche di business e politiche aveva finora sempre evitato accuse penali. E battuto anche due procedimenti di impeachment in Parlamento. Altre inchieste in corso sono tuttavia potenzialmente esplosive per Trump: due indagini federali, in mano a un procuratore speciale, sul suo ruolo nell'incitare l'assalto al Congresso il 6 gennaio 2021 per annullare la vittoria alle urne di Joe Biden e sul furto di documenti top secret dalla Casa Bianca. Una terza inchiesta è in Georgia, per i suoi tentativi di ribaltare il risultato elettorale del 2020 in uno stato cruciale.

