USA

Cnn: Casa Bianca ha annullato stop a fondi federali

La Casa Bianca ha annullato il congelamento dei fondi federali annunciato ieri. È quanto si legge in un memo dell’Ufficio del bilancio che la Cnn ha avuto da un funzionario dell’amministrazione Trump

a cura di Vittorio Nuti

Washington, proteste davanti alla Casa Bianca, "Trump non è immune"
  • Lutnick al Senato: Canada e Messico possono evitare dazi

    Il candidato del presidente Donald Trump alla guida del Dipartimento del Commercio, Howard Lutnick, nella sua audizione di conferma dinnanzi al Senato, ha dichiarato che Canada e Messico potranno evitare i dazi imposti dagli Stati Uniti se agiranno rapidamente per chiudere le loro frontiere al fentanyl, promettendo al contempo di rallentare i progressi della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale. Lutnick ha affermato che la scadenza del 1° febbraio stabilita da Trump per l’imposizione di tariffe del 25% sulle merci provenienti da Canada e Messico aveva lo scopo di fare pressione sui due Paesi. “Per quanto ne so, stanno agendo rapidamente” e se eseguono le misure “non ci sarà alcuna tariffa”.

  • Trump: porteremo i criminali illegali stranieri a Guantanamo

    Donald Trump annuncia che “i criminali illegali stranieri” arrestati nelle retate lanciate dalla sua amministrazione saranno portati a Guantanamo, il centro di prigionia creato dagli Usa nella base navale a Cuba durante la guerra al terrorismo. Parlando alla Casa Bianca ha detto che “firmerà un ordine esecutivo per dare ordini al dipartimento di Difesa e per la Sicurezza Interna per iniziare a preparare un centro di detenzione migranti da 30mila letti a Guantanamo”.

  • Trump: politica immigrazione di Biden arrogante e stupida

    La politica dell’immigrazione dell’Amministrazione Biden è stata “arrogante e stupida”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca, in occasione della firma del Laken Riley Act, la legge appena varata dal Congresso in tema di immigrazione illegale.

  • Trump: già abbiamo raggiunto record contro immigrazione illegale

    La nuova Amministrazione ha già raggiunto “livelli record” nel contenimento dell’immigrazione illegale. Lo ha detto Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. “Nessuno tenta di entrare”, ha detto il presidente prima della firma del Laken Riley Act, la nuova legge in tema di immigrazione illegale.

    Leggi anche: Trump sospende i dazi dopo che Colombia ha accettato voli con migranti espulsi

  • Cnn: Casa Bianca ha annullato stop a fondi federali

    La Casa Bianca ha annullato il congelamento dei fondi federali annunciato ieri. È quanto si legge in un memo dell’Ufficio del bilancio che la Cnn ha avuto da un funzionario dell’amministrazione Trump.

  • Trump valuta stretta sulle vendite chip Nvidia in Cina

    L’amministrazione sta valutando di ampliare le restrizioni alle vendite di chip di Nvidia in Cina. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, sottolineando che nel mirino ci sono i semiconduttori H20 usati per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

    Leggi anche: Trump chiede a Musk di riportare sulla Terra i 2 astronauti bloccati su Iss

  • Trump firma legge anti-migranti, è la prima del secondo mandato

    Donald Trump firmerà oggi nello Studio Ovale, alle 14 ora locale (le 20 in Italia) la prima legge del suo nuovo mandato; il Laken Riley Act, che prende il nome da una studentessa 22enne della Georgia assassinata l’anno scorso da un venezuelano senza documenti ricercato per furto. Il provvedimento prevede la detenzione fino alla loro espulsione di un’ampia fascia di stranieri senza documenti, compresi i richiedenti asilo, che hanno commesso reati minori come il furto o il taccheggio. Secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt oggi inoltre il presidente americano ha in programma la firma di diversi ordini esecutivi tra i quali la fine dei finanziamenti per le scuole che sostengono tesi “woke” e un ordine esecutivo contro l’antisemitismo di cui la Leavitt non ha dato altri dettagli.
    Il presidente ha poi firmato un ordine esecutivo che adotta misure per porre fine ai trattamenti medici di affermazione del genere per bambini e adolescenti sotto i 19 anni, ordinando alle agenzie di adottare una serie di misure per ridurre gli interventi chirurgici e la terapia ormonale. L’ordine arriva il giorno dopo che Trump ha ordinato al Pentagono di rivalutare se chiunque abbia ricevuto cure mediche legate al genere debba essere autorizzato a prestare servizio militare.

    Vedi anche Trump sospende i dazi dopo che Colombia ha accettato voli con migranti espulsi

  • Ucraina: Zelensky, se Trump vuole costringere Putin alla pace ci riuscirà

    “Se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vuole costringere il leader russo Vladimir Putin a raggiungere la pace, ci riuscirà”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Fox News, citato da Rbc-Ukraine. “Vogliamo che Trump stia dalla parte della giustizia, dalla parte dell’Ucraina”, ha detto Zelensky. Secondo Zelensky, la retorica di Trump riguardo a Putin e ai negoziati “è equa e giusta”, aggiungendo che “è esattamente ciò che il presidente russo teme, un leader forte che sostiene l’Ucraina”. Zelenskyy ha poi chiesto un aumento della pressione internazionale su Putin, in particolare dalla Cina, per raggiungere la pace e ottenere garanzie di sicurezza più ampie. “Credo che le garanzie dell’Europa da sole non saranno mai sufficienti. Gli europei capiscono che senza le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, da parte del presidente Trump, non sarà abbastanza. Putin non ha paura dell’Europa. Purtroppo è così”, ha affermato il presidente ucraino.

  • Usa: media, Trump ordinerà rimpatrio forzato manifestanti pro-Palestina

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe firmare in giornata un ordine esecutivo che incarica tutte le agenzie federali di identificare le autorità civili e penali disponibili per combattere l’antisemitismo, esplorando anche modalità per avviare i rimpatri forzati di attivisti pro-Palestina. Lo ha rivelato il New York Post, che ha preso visione di un documento che illustra i dettagli dell’ordine. L’ordine richiede ai leader delle agenzie e dei dipartimenti di fornire alla Casa Bianca raccomandazioni entro 60 giorni e delinea piani per il Dipartimento di Giustizia perché indaghi su graffiti e intimidazioni a favore di Hamas e contro Israele, anche nei campus universitari. L’ordine esecutivo prevede l’espulsione degli stranieri residenti - compresi gli studenti con visto - che hanno infranto le leggi nell’ambito delle proteste pro-Pal in seguito agli attacchi terroristici in Israele del 7 ottobre 2023, si legge nel documento esaminato dal Post. Il mese scorso, sei commissioni della Camera guidate da repubblicani avevano pubblicato un rapporto chiedendo al governo federale di fare di più sul tema dell’antisemitismo, anche rivedendo gli aiuti federali alle università. Gli atenei sono considerati dal Gop la nuova ’culla’ dell’antisemitismo, e Trump, già durante la campagna elettorale, aveva chiesto di deportare gli studenti pro-Hamas che si trovano negli Stati Uniti con un visto. Nei suoi primi giorni alla Casa Bianca, il tycoon ha già firmato un ordine in quella direzione, chiedendo agli Stati Uniti di “garantire che gli stranieri ammessi e gli stranieri altrimenti già presenti negli Stati Uniti” non “sostengano terroristi stranieri designati”.

  • Trump inizia il secondo mandato con tasso di approvazione basso

    Donald Trump inizia il secondo mandato alla Casa Bianca con un tasso di approvazione del 49,8%, uno dei piu’ bassi di un neo presidente Usa dalla Seconda Guerra Mondiale. Lo rivela la media dei sondaggi di FiveThirtyEight riportata da Abc News che si basa sulle 11 proiezioni pubblicate dal suo insediamento il 20 gennaio. Peggio hanno fatto lui stesso nel 2016, quanto e’ entrato nello Studio Ovale con il 44,6%, e George W. Bush nel 2000, al 44,9%. Quattro anni fa, invece, Joe Biden aveva il 53,5%. Trump affronta una serie di venti favorevoli e contrari nel suo primo mese in carica. L’ordine esecutivo per deportare gli immigrati che si trovano nel paese illegalmente e sono stati accusati di crimini è ampiamente sostenuto dagli americani: un sondaggio Associated Press/Norc ha rilevato che una grande maggioranza di adulti approva la deportazione degli immigrati “che sono stati condannati per un crimine violento”, con un sostegno maggiore per i clandestini, addirittura l’83%, rispetto a quelli che si trovano negli Usa legalmente, il 69%. Lo stesso sondaggio mostra poi una decisione altamente impopolare, quella di perdonare gli insurrezionisti del 6 gennaio, con solo il 21

    Vedi anche Trump vuole uno scudo anti-missili. E intanto caccia i funzionari che lo hanno perseguito

  • Witkoff a Gaza, «vede da vicino zona con contractor Usa»

    - L’inviato del presidente americano Donald Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff, è arrivato in Israele e ha visitato il corridoio Netzarim a Gaza (presidiato dall’Idf), accompagnato dal ministro degli Affari strategici Ron Dermer. Lo riferiscono i notiziari israeliani. Durante la sua visita, Witkoff ha voluto “vedere da vicino” il luogo in cui si trova la compagnia di sicurezza americana di stanza allo scopo di controllare i veicoli palestinesi che si dirigono verso il nord della Striscia. Più tardi ci sarà un incontro presso l’ufficio del primo ministro, con Dermer e i ministri di Difesa e Esteri Israel Katz e Gideon Sa’ar.

    Vedi anche «Ripulire la Striscia di Gaza»: ecco perché il suggerimento di Trump sui rifugiati non è realizzabile

  • Truth di Trump si lancia nei servizi finanziari, il titolo vola a Wall Street nel premercato

    Trump Media and Technology Group, la società a cui fa capo Truth, cresce nei servizi finanziari. Il consiglio di amministrazione ha infatti approvato una nuova strategia che include anche una partnership con Charles Schwab e l’introduzione del marchio fintech Truth.Fi. “Truth.Fi rappresenta la crescita naturale per il nostro movimento. Abbiamo iniziato creando una piattaforma social per la libertà di parola, abbiamo aggiunto un servizio di tv in streaming, e ora ci muoviamo nei prodotti di investimento e nella finanza decentralizzata”, ha detto Devin Nunes, l’amministratore delegato di Trump Media and Technology Group.

    Trump Media and Technology Group, vola a Wall Street dove, nelle contrattazioni che precedono l’apertura del mercato, sale del 15%. Il balzo è legato al lancio di una nuova strategia per la piattaforma, che prevede anche i servizi finanziari.

  • Scienziati Usa: “Trump sta congelando i fondi alla ricerca”

    ( L’amministrazione Trump sta congelando fondi e finanziamenti dedicati alla ricerca scientifica: tra i tanti ordini esecutivi emessi a partire dal primo giorno di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, ce n’è infatti uno che ha messo in pausa tutte le sovvenzioni e i prestiti garantiti dallo Stato, e che ha creato un clima di incertezza e confusione in istituti di ricerca, laboratori e università di tutto il Paese. Lo denunciano sui loro siti le riviste Nature e Science. Secondo quanto si legge nel documento ufficiale dell’Ufficio di Gestione bilancio della Casa Bianca, la sospensione in vigore a partire dal 28 gennaio consentirà all’amministrazione di controllare che i soldi pubblici vengano spesi secondo le priorità dell’attuale presidenza. Nel mirino sembra essere soprattutto la ricerca connessa alla diversità di genere e a favorire l’equità e l’inclusione delle minoranze, ma anche i fondi destinati a progetti al di fuori degli Stati Uniti e agli studi sul cambiamento climatico. La preoccupazione, rilevano le due riviste, ha già spinto molti atenei e agenzie a sospendere le spese per viaggi, nuovi progetti di ricerca e attrezzature, con conseguenze che potrebbero essere molto gravi.

    “Per ora dobbiamo procedere partendo dal presupposto che le spese sostenute mentre questo memorandum è in vigore potrebbero non essere coperte dai finanziamenti federali”, ha scritto il rettore dell’Università di Chicago in Illinois, Katherine Baicker, in una e-mail rivolta ai membri della facoltà. L’amministrazione ha poi emesso una nota per cercare di chiarire quali fondi in particolare devono considerarsi congelati e per spiegare che il processo di revisione potrebbe durare anche un solo giorno, eppure non offre esempi specifici di programmi i cui finanziamenti siano già stati ripristinati. “È una pausa a breve termine, ma è anche un modo per dire che le decisioni sui fondi saranno soggette a un maggiore controllo da parte della Casa Bianca”, commenta Matthew Lawrence, esperto di diritto amministrativo presso la Emory University di Atlanta, sul sito di Nature.

  • Fonti diplomatiche: l’Ue non vieterà il gas russo finché non si assicurerà un’alternativa

    La Commissione europea non ha proposto un divieto sul gas naturale liquefatto (GNL) russo nel suo ultimo pacchetto di sanzioni perché gli Stati membri hanno sollevato preoccupazioni sulla necessità di assicurarsi prima delle alternative, tra cui gli Stati Uniti, hanno detto i diplomatici dell’Ue.

    “Prima bisogna trovare un accordo perché altrimenti si rimarrà senza gas dalla Russia e senza gli Stati Uniti”, ha detto uno dei diplomatici. Nel giugno dello scorso anno, l’Unione europea ha vietato il trasbordo del GNL russo in un ulteriore pacchetto di restrizioni imposte alla Russia per l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022.

    Mosca utilizzava i porti dell’Europa settentrionale per trasferire il GNL da nave a nave e trasportarlo in Asia. Da quando il divieto è entrato in vigore, più GNL russo è rimasto in Europa, spingendo alcuni Stati membri a chiedere regole più severe e un divieto totale. Tuttavia, la Commissione non ha proposto misure più severe dopo le resistenze di alcuni Stati membri. Fonti dell’UE hanno dichiarato che il freddo invernale, la riduzione delle scorte di gas e la concomitanza con le elezioni tedesche del 23 febbraio hanno ulteriormente frenato l’idea. “Non c’è mai stata una misura originale, quindi non credo sia utile parlarne in termini di annacquamento”, ha detto a Reuters un diplomatico europeo. “L’idea generale è stata lanciata dalla Commissione in confessionale per sondare il terreno... A quanto pare uno o più Stati membri hanno segnalato un’opposizione tale da indurre la Commissione a non ritenere opportuno proporre ora una misura del genere”.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di volere che l’Ue acquisti più GNL statunitense e che ne metterà a disposizione una quantità maggiore. Non è chiaro quando l’U4 potrebbe assicurarsi più GNL statunitense nel breve termine, dato che le esportazioni sono già al massimo della capacità. Trump ha annullato la moratoria sui nuovi progetti di GNL istituita dal suo predecessore alla presidenza, Joe Biden, ma la nuova capacità principale non entrerà in funzione prima del 2030. A dicembre gli Stati Uniti hanno esportato il 70% del loro GNL in Europa.

    Vedi anche: Perché con Trump sono gli Usa ad imbracciare l’arma dell’energia

  • Cina: “Accetteremo rimpatri forzati dagli Usa di nostri cittadini verificati”

    Il governo cinese ha espresso la propria disponibilità ad accogliere il rimpatrio forzato di migranti cinesi dagli Stati Uniti, che potrebbe avvenire dopo l’entrata in vigore della nuova politica sull’immigrazione di Donald Trump. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato in conferenza stampa che Pechino “si oppone fermamente a qualsiasi tipo di migrazione illegale come questione di principio” e ha indicato che le autorità “cooperano pragmaticamente con le agenzie di immigrazione di Paesi come gli Stati Uniti per ottenere risultati”.

    “Per quanto riguarda le possibili espulsioni, la Cina è fermamente convinta che prima si debba verificare e poi rimpatriare. Accetteremo i cittadini cinesi che sono stati verificati come provenienti dalla Cina continentale”, ha dichiarato la portavoce. La portavoce ha inoltre sottolineato che la disputa tra Stati Uniti e Colombia è una questione bilaterale tra i due Paesi e quindi non riguarda la Cina. “Speriamo che alla fine riescano a gestire la questione in modo appropriato”, ha detto in relazione alla disputa, che si è intensificata al punto da portare Trump ad annunciare dazi contro la Colombia per non aver accettato i rimpatri forzati.

    Vedi anche: La Casa Bianca posta la foto di migranti in catene deportati

  • Sondaggio: abitanti Groenlandia non vogliono annessione Usa

    No, gli abitanti della Groenlandia non vogliono “stare con” gli Stati uniti, come ha rivendicato sabato scorso il presidente americano Donald Trump. Secondo un sondaggio commissionato dal giornale dell’isola artica Sermitsiaq, l’85% dei groenlandesi vogliono restare come territorio autonomo nella Danimarca. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse. Il sondaggio rivela che solo il 6% vorrebbe avere come bandiera le stelle e strisce americane, mentre il 9% rimane indeciso sull’argomento. La metà della popolazione percepisce la proposta di Trump come una minaccia, l’altra metà come un’opportunità.

    Iceberg nella baia di Disko, vicino a Ilulissat, Groenlandia, 14 settembre 2021. REUTERS/Hannibal Hanschke/Foto d’archivio

    Dalla sua elezione, avvenuta il 5 novembre scorso, il presidente americano Donald Trump ripete di voler annettere agli Usa la Groenlandia, di cui gli Usa avrebbero bisogno “per la sicurezza internazionale”. Non ha neanche escluso la possibilità di forzare l’annessione con le forze militari.

    Parzialmente controllata dalla Danimarca, la Groenlandia non fa parte dell’Unione europea, ma gode di uno status speciale che le garantisce accesso ai fondi europei e libertà di movimento per i suoi abitanti, considerati cittadini dell’Ue. Inoltre, l’isola è protetta dalla clausola di difesa reciproca dell’Ue, che prevede “aiuto e assistenza” in caso di aggressione armata. Ieri la prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato di non avere “alcun motivo” per temere una minaccia militare contro la Danimarca e la Groenlandia, nonostante le dichiarazioni di Trump. Ha inoltre affermato di aver ricevuto “un grande sostegno” dai leader europei.

    Vedi anche: Dal Canada alla Groenlandia, le ambizioni imperiali di Donald Trump

  • Trump chiede a due milioni di lavoratori federali di dimettersi

    L’amministrazione Trump ha offerto a circa due milioni di lavoratori federali la possibilità di dimettersi ma di essere pagati fino alla fine di settembre, nel tentativo di ridurre drasticamente le dimensioni della forza lavoro federale e cacciare le persone che non sostengono la sua agenda politica. Lo riferisce oggi il New York Times.

    In un’e-mail, l’Office of Personnel Management, che supervisiona la forza lavoro civile federale, ha dato ai dipendenti la possibilità di lasciare le loro posizioni digitando la parola “dimettersi” nella riga dell’oggetto di un’e-mail e premendo invia. I lavoratori hanno tempo fino al 6 febbraio per accettare l’offerta. L’e-mail dice che la maggior parte delle agenzie federali sarà probabilmente ridimensionata e che un numero considerevole di dipendenti sarà licenziato o riclassificato in modo da renderlo più facilmente licenziabile.

    La maggior parte delle persone che hanno lavorato da remoto sarà tenuta a lavorare dal proprio ufficio cinque giorni alla settimana, ha detto l’e-mail, e alcuni uffici fisici saranno consolidati, causando il trasferimento di alcune persone. Il messaggio affermava anche che saranno applicati “standard di condotta migliorati” per garantire che i lavoratori fossero “affidabili, leali, fidati” e ha avvertito che “in questo momento, non possiamo dare piena garanzia in merito alla certezza della tua posizione o agenzia”.

  • Media, Usa vogliono rinviare ricostruzione nord Gaza

    L’inviato di Donald Trump in Medioriente, Steve Witkoff, ha promesso al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che gli Stati Uniti non avvieranno i lavori di ricostruzione del nord della Striscia di Gaza fino a quando non sarà garantita la sicurezza della zona di cuscinetto, e quindi degli israeliani che vivono vicino al confine. Lo scrive il giornale del Qatar Al-Araby Al Jadeed che cita un piano elaborato dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo per impedire il ripetersi di un attacco simile a quello del 7 ottobre del 2023. Secondo il piano Washington vorrebbe ritardare la ricostruzione nel nord della Striscia di Gaza per rendere l’area inabitabile a lungo e promuovere così la proposta di Trump di trasferire 1,5 milioni di palestinesi in Giordania e in Egitto. Secondo l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas, la ricostruzione del nord della Striscia di Gaza dovrebbe iniziare nella terza e ultima fase.

    Vedi anche: Medio Oriente, ecco il piano di Trump per la sicurezza di Israele

  • Trump invitato a Hiroshima e Nagasaki: “Dopo 80 anni venga a vedere»

    Donald Trump invitato a Hiroshima e Nagasaki. E’ l’iniziativa dei sindaci delle due città in vista delle commemorazioni per gli 80 anni dai bombardamenti atomici sulle due città giapponesi, il 6 e il 9 agosto del 1945. “Speriamo lei possa ascoltare le voci della società civile, visitare le città in cui sono state usate bombe atomiche”, hanno scritto in una lettera il sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, e quello di Nagasaki, Shiro Suzuki, come riporta la stampa giapponese. Si augurano Trump possa ascoltare le testimonianze degli ’hibakusha’, i superstiti, “comprendere la disumanità delle bombe atomiche”. Secondo i media locali, i due sindaci sarebbero stati ieri all’ambasciata Usa a Tokyo per consegnare ai diplomatici statunitensi la missiva in cui chiedono a Trump di “dimostrare forte leadership” verso l’abolizione delle armi nucleari. Nel 2016 Barack Obama divenne il primo presidente americano in carica a recarsi a Hiroshima. Qui è stato nel 2023 anche Joe Biden in occasione del vertice del G7.

    Vedi anche: Mai più l’Atomica: le immagini per non dimenticare

  • Trump limita l’assistenza medica a minori che vogliono cambiare sesso

    Gli Stati Uniti non “finanzieranno, sponsorizzeranno, promuoveranno, assisteranno o sosterranno” i minori di 19 anni che intendono cambiare sesso. E’ quanto si legge nell’ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con cui viene ridotta l’assistenza medica per i minori che intendono avviare una transizione da un sesso a un altro. Nel documento, intitolato ’Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche’, sono contenute limitazioni all’accesso a cure mediche per l’affermazione di genere, come i bloccanti della pubertà, terapie ormonali e la chirurgia per i minori di 19 anni. Insomma, spiega l’Nbc, l’ordinanza vieta i finanziamenti federali per questo tipo di assistenza ai minori, limita le sovvenzioni per la ricerca e l’istruzione alle scuole di medicina e agli ospedali. Viene inoltre ordinato a tutte le agenzie federali di revocare le linee guida della World Professional Association for Transgender Health (Wpath), un’associazione senza scopo di lucro dedicata all’assistenza medica alle persone transgender. Con la motivazione di ’’mettere fine alla pratica di affidarsi alla scienza spazzatura’’ perché la Wpath, sostiene l’ordine, ’’manca di integrità scientifica’’.

    “Oggi in tutto il Paese i professionisti sanitari stanno mutilando e sterilizzando un numero crescente di bambini facilmente influenzabili con la falsa e radicale affermazione che gli adulti possono cambiare il sesso di un bambino attraverso una serie di interventi medici irreversibili”, si legge nell’ordine esecutivo. Il documento aggiunge che un numero sempre maggiore di bambini si pentirà di aver ricevuto queste cure e saranno “spesso intrappolati in complicazioni mediche per tutta la vita” e nella sterilizzazione. “Di conseguenza - prosegue l’ordine esecutivo - la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o supportare la cosiddetta ’transizione’ di un bambino da un sesso all’altro e di far rispettare rigorosamente tutte le leggi che proibiscono o limitano queste procedure distruttive e che cambiano la vita”. Lambda Legal, un gruppo di difesa legale Lgbtq, ha promesso di combattere l’ordine esecutivo. Negli Usa le principali organizzazioni mediche, l’American Medical Association, l’American Academy of Pediatrics e l’American Psychological Association sostengono l’accesso all’assistenza transitoria per i minori e si oppongono alle restrizioni.

  • Media, Pentagono toglierà la scorta al generale Milley

    Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, sarebbe pronto ad annunciare l’immediata revoca del servizio di sicurezza personale per l’ex capo di Stato maggiore, il generale in pensione dell’esercito Mark Milley. Lo riportano alcuni media americani. Hegseth inoltre dovrebbe ordinare l’istituzione di una commissione di revisione per vedere se ci siano prove sufficienti per far sì che il generale a quattro stelle venga privato di una stella in base alle sue azioni per “indebolire la catena di comando” durante il primo mandato del presidente Trump.

    20th Chairman of the Joint Chiefs of Staff General Mark A. Milley attends the Armed Forces Farewell Tribute in honor of General Milley and an Armed Forces Hail in honor of General Brown, at Summerall Field at Joint Base Myer-Henderson Hall, Arlington, Virginia, U.S., September 29, 2023. REUTERS/Evelyn Hockstein/File Photo

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