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Trump a Davos: «Imposte al 15% a chi produrrà in America. Chiederò a Opec e Riad di abbassare i prezzi del petrolio»

Trump, in collegamento con il World economic forum, ha lanciato un messaggio a tutte le aziende del mondo: «È molto semplice, vieni a produrre il tuo prodotto in America e ti daremo tra le tasse più basse di qualsiasi nazione sulla Terra. Se non produrrete il vostro prodotto in America, questa è una vostra prerogativa dovrete pagare un dazio di importi diversi, una tariffa che indirizzerà centinaia di miliardi di dollari, e persino trilioni di dollari, nel nostro tesoro per rafforzare la nostra economia».

a cura della Redazione Online

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Davos, Trump: "Abbiamo ereditato il caos economico da incompetenti"
  • Trump: «Forse non dovremmo spendere nulla nella Nato»

    Siano noi a proteggere loro, non il contrario, quindi non credo che dovremmo spendere nulla” nella Nato: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa tenuta nell’ufficio ovale.

  • Trump grazia 23 manifestanti anti abortisti. Venerdì la marcia nazionale per la vita

    (LaPresse) - Tra gli atti firmati da Donald Trump nello studio ovale della Casa Bianca, c’è anche la grazia per 23 manifestanti anti abortisti. Si tratta, ha detto il presidente, di “manifestanti pacifici” perseguiti da Joe Biden. “Molti di loro sono gente anziana”, e “è un grande onore firmare questo”, ha detto Trump. Il presidente, secondo indiscrezioni, domani interverrà con un video messaggio alla Marcia nazionale per la vita. Il vicepresidente JD Vance parteciperà invece di persona.

    Intanto i repubblicani alla Camera hanno approvato la loro versione di un disegno di legge sull’aborto, il cosiddetto born-alive abortion survivors protection act, dopo che ieri i democratici avevano bloccato l’iter del provvedimento al Senato.
    Il disegno di legge richiede agli operatori sanitari di fornire lo “stesso grado di competenza professionale, cura e diligenza” per un bambino nato vivo durante un tentativo di aborto come farebbero durante un parto normale.
    I repubblicani hanno definito il disegno di legge non come anti-aborto ma anti-infanticidio.
    I democratici ritengono il disegno di legge ridondante, poiché uccidere i bambini nati vivi dopo un tentativo di interruzione di gravidanza, un evento raro, è già illegale e il disegno di legge serve solo a “criminalizzare” i medici.
    Gli operatori sanitari che non rispettano la legge andrebbero incontro a multe e fino a cinque anni di carcere.

  • Trump declassifica dossier su Jfk e Martin Luther King

    Donald Trump ha firmato un decreto per togliere il segreto sui documenti relativi a Jfk e Martin Luther King. Donald Trump ordina che vengano declassificati e pubblicati i dossier sugli omicidi del presidente John Fitzgerald Kennedy, di suo fratello Robert F. Kennedy e del leader dei diritti civili Martin Luther King. “Tutto sarà rivelato. La gente lo attende da anni, decenni”, ha detto il presidente nello studio ovale firmando il decreto esecutivo che consente la pubblicazione dei documenti.
    Il presidente Kennedy fu ucciso a Dallas nel novembre 1963. La polizia fermò come sospettato Lee Harvey Oswald, ucciso due giorni dopo da un colpo di arma da fuoco sparato da Jack Ruby. Una catena di eventi che ha alimentato teorie cospirazioniste.
    Robert F. Kennedy invece fu ucciso nel 1968 a Los Angeles dopo aver vinto le primarie presidenziali della California. A sparargli Sirhan Sirhan, a cui nel 2023 dopo 55 anni di carcere è stata negata la richiesta di libertà vigilata, perché l’uomo è stato ritenuto ancora troppo pericoloso.
    Nel 1968 venne ucciso anche Martin Luther King da James Earl Ray, che confessò di essere il killer e poi ritrattò, cercando di venir prosciolto fino alla morte nel 1998.

  • Kiev: «Sosteniamo Trump nei suoi sforzi per ridurre i prezzi del petrolio»

    “Un rigido tetto al prezzo e un’ulteriore riduzione del costo del barile di petrolio russo rappresentano la strada per la sicurezza globale. Il nostro gruppo per le sanzioni propone di fissare il prezzo a 30 dollari. Sosteniamo pienamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei suoi sforzi per ridurre i prezzi del petrolio”. A scriverlo, su X dopo l’intervento di Donald Trump al Foro economico di Davos è stato Andriy Yermak, capo dello staff della presidenza ucraina.

  • Il Senato Usa conferma il candidato di Trump alla Cia

    Il Senato ha confermato la scelta di Donald Trump alla guida della Cia, John Ratcliffe, che è stato direttore dell’intelligence nazionale durante il primo mandato del presidente. Si tratta del secondo membro di alto livello del nuovo governo a superare l’esame del Senato dopo il segretario di Stato Marco Rubio.

  • Giudice di Seattle blocca lo stop allo ius soli di Trump

    Un giudice federale di Seattle ha bloccato temporaneamente l’ordine esecutivo di Donald Trump per abolire lo ius soli. Lo riporta il New York Times. Il diritto di cittadinanza per chi nasce negli Stati Uniti è sancito dalla Costituzione. “E’ incostituzionale”, ha decretato il giudice John C. Coughenour rispetto all’ordine esecutivo.

  • Trump attacca Ue su Apple, Google e Meta

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato i regolatori dell’Unione europea per aver preso di mira Apple Inc., Google di Alphabet Inc. e Meta Platforms Inc., descrivendo i loro casi contro le aziende americane come “una forma di tassazione”.

    L’Ue si è guadagnata una reputazione a livello mondiale per la sua regolamentazione aggressiva delle principali aziende tecnologiche, spesso scontrandosi con le principali piattaforme di social media, come Facebook e X, sulla moderazione dei contenuti, e con aziende come Apple e Google per preoccupazioni antitrust.

    “Queste sono aziende americane, che vi piaccia o no”, ha detto Trump nei commenti al World economic forum di Davos. “Non dovrebbero farlo. Per quanto mi riguarda, è una forma di tassazione. Abbiamo delle lamentele molto grandi con l’Ue”.
    Trump ha fatto riferimento in modo specifico a una causa giudiziaria che Apple ha perso l’anno scorso per un conto fiscale irlandese da 13 miliardi di euro (14,4 miliardi di dollari).
    La Corte di giustizia dell’Ue in Lussemburgo ha sostenuto una decisione storica del 2016 secondo cui l’Irlanda ha violato la legge sugli aiuti di Stato dando ad Apple un vantaggio ingiusto, obbligando l’Irlanda a recuperare il denaro che era rimasto in un conto di deposito a garanzia in attesa della sentenza definitiva.
    Nel 2024, Google ha affrontato il suo quarto caso di abuso di posizione dominante nell’Ue, Apple è stata colpita da una sanzione di 1,8 miliardi di euro per aver impedito alle app di streaming musicale di informare gli utenti di offerte più economiche e Meta è stata colpita da una multa di 798 milioni di euro per aver collegato il suo servizio Facebook marketplace al social network.
    Tutte e tre le aziende sono inoltre sottoposte a indagini in corso ai sensi del Digital markets act dell’Ue, che ha il potere di imporre multe fino al 10% del fatturato annuo globale per le violazioni.
    Le regole stabiliscono cosa fare e cosa non fare per le piattaforme tecnologiche più potenti del mondo, tutte americane.

  • Trump: «Spese difesa Paesi Nato deve salire al 5%»

    «Chiederò anche a tutte le nazioni della Nato di aumentare la spesa per la difesa al 5% del Pil, che è quanto avrebbe dovuto essere anni fa», ha detto il presidente Trump intervenendo al World economic forum di Davos.
    «Era solo al 2% e la maggior parte delle nazioni non ha pagato finché non sono arrivato io e ho insistito affinché pagassero, e lo hanno fatto, perché gli Stati Uniti stavano davvero pagando la differenza in quel momento», ha aggiunto il presidente Usa.

    Dal 2° a sinistra: il presidente della Polonia Andrzej Duda; la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva; il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio Ngozi Okonjo-Iweala; la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ascoltano il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso in videoconferenza alla riunione annuale del Wef a Davos il 23 gennaio 2025. (Fabrice Coffrini / AFP)

  • Trump: «Se il petrolio costasse meno, la guerra tra Russia e Ucraina finirebbe immediatamente»

    «L’Ucraina è pronta a fare un accordo, questa guerra non sarebbe mai dovuta iniziare e se fossi stato presidente io non sarebbe mai iniziata». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo intervento in videocollegamento al World economic forum (Wef) di Davos. «Dovreste chiedere questa cosa alla Russia», ha detto Trump rispondendo alla domanda se ritiene che tra un anno la guerra sarà finita.
    «Mi piacerebbe incontrare Putin presto. Dobbiamo mettere fine alla guerra orribile in Ucraina. L’Ucraina è pronta a un accordo per la fine della guerra. La guerra non sarebbe dovuta iniziare. Molte più persone sono morte di quanto viene detto».
    Trump ha anche raccontato che Putin voleva la denuclearizzazione all’epoca del suo primo mandato: «Avevamo avuto una discussione sull’argomento e ne ho avuta una anche con la Cina. Gli Usa hanno un arsenale più grande di quello di Pechino e Mosca». «La Cina ha un grande potere sulla Russia», ha aggiunto.

  • Trump; «Corporate tax al 15% se bene prodotti negli Usa»

    “L’inflazione scenderà, aumenteranno i posti di lavoro, molte aziende assumeranno, io ho già fatto scendere la corporate tax al 21%, ricordiamoci che ci sono molti luoghi al mondo dove è molto alta, molto più alta del 40%, adesso dal 21% - già basso - la faremo scendere al 15% se i beni verranno prodotti negli Stati Uniti”.
    A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump intervenendo a Davos. Il presidente Usa ha lanciato un messaggio a tutte le aziende del mondo: « È molto semplice, vieni a produrre il tuo prodotto in America e ti daremo tra le tasse più basse di qualsiasi nazione sulla Terra. Se non produrrete il vostro prodotto in America, questa è una vostra prerogativa dovrete pagare un dazio di importi diversi, una tariffa che indirizzerà centinaia di miliardi di dollari, e persino trilioni di dollari, nel nostro tesoro per rafforzare la nostra economia».

  • Trump: «Ho posto fine al dispendioso Green new deal»

    «Ho posto fine al ridicolo e incredibilmente dispendioso Green New Deal. Lo chiamo la truffa New Green», così ha dichiarato il presidente Donald Trump intervenendo al forum economico di Davos. “Mi sono ritirato dall’accordo unilaterale di Parigi sul clima e ho posto fine all’obbligo folle e costoso dei veicoli elettrici. Lasceremo che le persone comprino l’auto che vogliono acquistare”, ha aggiunto il presidente Usa.

    Il presidente ha infatti spiegato che la sua amministrazione si sta muovendo a una velocità senza precedenti per risolvere i “disastri” ereditati da un «gruppo di totali inetti. Joe Biden ha sprecato 8.000 miliardi di dollari in spese, restrizioni sul fronte dell’energia, regole e tasse nascoste che si sono tradotti nella «peggiore crisi di inflazione della nostra storia».

  • Trump: «Aziende Ia con impianti di energia elettrica»

    «Daremo approvazioni molto rapide negli Stati Uniti, come con gli impianti di intelligenza artificiale», ha detto il presidente Donald Trump parlando al Forum di Davos e annunciando che ogni azienda che opera nel settore di AI potrà costruirsi un proprio impianto di generazione elettrica separato dalla rete tradizione.

    Trump ha detto che avendo dichiarato l’emergenza energetica nazionale le approvazioni degli impianti saranno veloci e le aziende potranno «alimentarlo con qualsiasi cosa vogliano. E potrebbero avere carbone come riserva, carbone pulito e buono».

    Il presidente ha spiegato che per l’Ia “il grande problema è che abbiamo bisogno del doppio dell’energia che abbiamo attualmente negli Stati Uniti” e poichè il settore “sarà molto competitivo con la Cina e altri”, serve agire immediatamente e costruire impianti elettrici indipendenti.

  • Trump si attende che la Fed riduca i tassi d’interesse

    «La precedente amministrazione ci ha lasciato probabilmente la più alta inflazione nella storia degli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo». Non poteva che iniziare attaccando l’ex presidente Biden, Donald Trump, in video collegamento con Davos per il World economic forum. Accolto da applausi, il presidente americano ha esordito parlando delle misure fiscali che il Congresso americano approverà per tagliare le tasse. Seguendo l’ordine cronologico del suo discorso ha anche detto - oltre alle notizie trattae a parte - che;
    «l’Arabia saudita investirà 600 miliardi negli Stati uniti»;
    «abbiamo dichiarato l’emergenza nazionale al confine con il Messico, fermeremo l’invasione dei migranti»;
    «prima ancora di entrare in carica io e il mio team abbiano negoziato un accordo a Gaza che senza di noi non sarebbe mai avvenuto, lo sanno tutti ormai»;

    «chiederò che i tassi di interesse calino. Dovrebbero calare un tutto il mondo». Trump si attende che la Fed lo ascolti sui tassi, che vorrebbe vedere scendere. “Sì”, ha risposto a chi gli chiedeva se si aspettasse che la Fed lo ascolti. Con il presidente Jerome Powell “parlerò al momento giusto”, ha aggiunto;
    «chiederò all’Opec e a Riad di abbassare i prezzi del petrolio»;
    «l’Europa ci ha trattato molto male, farò qualcosa in merito al nostra deficit commerciale con l’Ue»;
    «il carbone è una buona risorsa di back-up. Costa poco e noi negli Stati Uniti ne abbiamo tantissimo, così come abbiamo tantissimo gas e petrolio»;
    il presidente ha poi strigliato l’amministratore di Bank of America, Brian Moynihan: «Devi aprire la tua banca ai conservatori, tu e gli altri, perché quello che state facendo è sbagliato». Il rimprovero è arrivato dopo che Trump ha risposto a una domanda di Moynihan, ribadendo l’impegno a far calare l’inflazione e creare posti di lavoro;
    infine, «il rapporto commerciale con la Cina ora è squilibrato e bisogna correggerlo. Abbiamo un enorme deficit». Il presidente americano ha detto di avere «un ottimo rapporto con Xi».

    I partecipanti fanno la fila per entrare nella Congress Hall per vedere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mostrato sugli schermi mentre parla tramite collegamento video a una sessione plenaria durante il 55° incontro annuale del Wef a Davos, Svizzera, 23 gennaio 2025. L’incontro annuale del Wef riunisce imprenditori, scienziati, leader aziendali e politici a Davos e si svolge dal 20 al 24 gennaio (Epa/Michael Buholzer)

  • La stretta di Trump, in 33 ore arrestati più di 460 migranti

    Le autorità americane hanno effettuato centinaia di arresti di migranti nel primo giorno e mezzo della presidenza Trump. Lo riporta Fox citando alcune fonti, secondo le quali fra il 21 gennaio alle nove del mattino e il 22 gennaio, ovvero in un arco temporale di 33 ore, sono stati arrestati più di 460 migranti accusati di vari reati, dalla rapina alla violenza domestica.

  • Inviato di Trump: scandaloso che Biden non abbia parlato con Putin

    E’ “scandaloso” che il precedente presidente Usa Joe Biden non abbia parlato con il presidente russo Vladimir Putin dal 2022. Lo ha detto oggi l’inviato del nuovo presidente Usa Donald Trump per le missioni speciali Richard Grenell al World Economic Forum a Davos, dopo che il leader rientrato alla Casa bianca ha più volte ribadito di voler presto sentirsi con il capo del Cremlino. “Vladimir Putin e Joe Biden non si parlano da più di tre anni e mezzo. Pensiamo che sia scandaloso, il popolo americano pensa che sia scandaloso. Dovresti essere in grado di parlare con le persone”, ha affermato Grenell durante una sessione di domande e risposte sull’Ucraina al WEF.

    Grenell, ex ambasciatore Usa in Germania, ha lamentato che durante la presidenza di Biden gli Stati Uniti non hanno espresso alcun desiderio di negoziare con la Russia. “Non si possono risolvere i problemi pacificamente se non si hanno delle conversazioni, e quindi penso che ci sia una grande frustrazione da parte degli americani per il fatto che stiamo spendendo centinaia di milioni di dollari e i nostri leader non si parlano per cercare di risolvere i problemi”, ha detto.

  • Usa, Netanyahu: Musk «un grande amico di Israele»

    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato su X un messaggio di sostegno a Elon Musk, accusato di aver fatto il saluto nazista fatto nel giorno del giuramento del nuovo presidente americano Donald Trump. Musk “viene falsamente diffamato”, ha scritto Netanyahu, definendo il proprietario di X, Space X e Tesla “un grande amico di Israele”.

    “Ha visitato Israele dopo il massacro del 7 ottobre, quando i terroristi di Hamas hanno commesso la peggiore atrocità contro il popolo ebraico dall’Olocausto - ha ricordato il premier - da allora ha ripetutamente e con forza sostenuto il diritto di Israele a difendersi dai terroristi e dai regimi genocidari che cercano di annientare l’unico e solo stato ebraico. Lo ringrazio per questo”.

    “Grazie”, è stata la risposta di Musk su X.

  • Siria: ministro Esteri a Davos, «primi contatti con Amministrazione Trump»

    Le nuove autorità siriane hanno avuto i ’’primi contatti’’ con l’Amministrazione Trump. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri siriano Asaad Shaibani intervenendo al Forum di Davos. Shaibani non ha però voluto specificare di cosa si sia discusso durante questi contatti. Lo scrive il giornalista di Axios Barak Ravid su ’X’.

  • Wsj: banchiere tecnologico di Morgan Stanley verso ruolo in amministrazione Trump

    Il banchiere tecnologico star di Morgan Stanley Michael Grimes è in trattativa per un ruolo nell’amministrazione Trump. A riverarlo è il ’Wall Street Journal’ spiegando che Grimes, uno tra i più grandi nomi del settore bancario e famoso per la consulenza alle aziende tecnologiche in vista delle loro Ipo, ha a lungo corteggiato l’alleato di Trump Elon Musk e molti dei dirigenti che stanno istituendo la nuova agenzia governativa, il Dipartimento per l’efficienza del governo, nota come Doge, per tagliare i costi in tutto il governo.

    Il ruolo specifico che Grimes potrebbe assumere nell’amministrazione, scrive il quotidiano economico Usa, “non è ancora chiaro” ma secondo fonti vicine al dossier “potrebbe lavorare con il Doge”. Altre fonti hanno spiegato “che il suo ruolo potrebbe essere in un altro dipartimento nell’amministrazione”. Comunque anche se Grimes dovesse assumere un ruolo nella nuova amministrazione, scrive il ’Wsj’, sarebbe intenzionato a tornare nel settore bancario successivamente. Musk ha già scelto membri della comunità imprenditoriale per aiutare il Doge. Marc Andreessen, cofondatore della società di venture capital Andreessen Horowitz, ha dichiarato in una recente intervista che sta “aiutando il Doge”. Anche Steve Davis, presidente della Boring Co. di Musk, è impegnato con il Doge. Grimes ha trascorso quasi tre decenni presso Morgan Stanley fino a diventare co-responsabile dell’investment banking tecnologico globale. Morgan Stanley ha partecipato all’Ipo di Tesla e ha aiutato Musk ad acquistare Twitter. Il Doge dovrebbe lavorare a stretto contatto con l’Office of Management and Budget, fornendo raccomandazioni al Congresso e all’amministrazione Trump su come ridurre le spese e le normative.

  • Ambasciatore Israele a Onu: «Netanyahu incontrerà Trump»

    L’ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ritiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu si recherà a Washington per incontrare il Presidente Donald Trump “tra qualche settimana”. “Sono sicuro che sarebbe uno dei primi leader stranieri invitati alla Casa Bianca”, ha detto ai giornalisti. Danon ha aggiunto che si aspetta che le discussioni includano l’attuale cessate il fuoco tra Israele e Hamas a Gaza e il rilascio degli ostaggi.

  • India: «Pronti a rimpatriare gli indiani espulsi dagli Usa»

    L’India è pronta a rimpatriare i cittadini indiani residenti irregolarmente negli Stati Uniti che venissero espulsi dall’amministrazione Trump: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, dopo il suo incontro a una riunione del Quad con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. “Vogliamo che i talenti indiani abbiano la più ampia possibilità di esprimersi a livello globale. Ma allo stesso tempo, ci opponiamo con fermezza alla mobilità e all’immigrazione illegale. Quindi, dopo avere verificato che si tratta di cittadini indiani, siamo aperti al loro legittimo rientro in patria”, ha dichiarato Jaishankar. Secondo stime non ufficiali gli indiani che presenti illegalmente negli Usa, o senza visto, o col visto scaduto sarebbero circa 18 mila.

  • Zelensky: «Colloqui con Putin se Trump fornirà garanzie»

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto all’agenzia Bloomberg che potrebbe avere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fornirà all’Ucraina garanzie di sicurezza. La dichiarazione è stata rilanciata dalla Tass.

  • Cremlino: «Con Usa pronti a dialogo paritario e rispettoso»

    La Russia rimane pronta a “un dialogo paritario e reciprocamente rispettoso” con gli Usa, come quello che “ha avuto luogo durante la prima presidenza di Trump”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Aspettiamo segnali, che ancora non sono stati ricevuti”, ha aggiunto il portavoce, citato dall’agenzia Ria Novosti.

  • Cremlino: «Sanzioni da Trump? Niente di nuovo»

    Il Cremlino non vede nulla di nuovo nelle minacce di Donald Trump di imporre nuove sanzioni e dazi alla Russia se non metterà fine al conflitto in Ucraina. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, sottolineando che già durante il suo primo mandato Trump “è stato il presidente che più spesso ha fatto ricorso a metodi sanzionatori”. “Questi metodi gli piacciono, o almeno gli sono piaciuti durante la sua prima presidenza”, ha aggiunto Peskov, citato dall’agenzia Interfax.

  • Cina: «Dazi non avvantaggiano né Pechino, né Usa, né il mondo»

    L’essenza delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Usa “risiede nel raggiungimento di risultati reciprocamente vantaggiosi per tutti”, mentre al contrario, se si imponessero dazi, “non si avvantaggerebbero né la Cina, né gli Stati Uniti né il mondo in generale”. He Yadong, portavoce del ministero del Commercio di Pechino, ha assicurato che il suo dicastero “ha sempre mantenuto la comunicazione con le autorità americane”, commentando l’ordine esecutivo firmato dal presidente Usa, Donald Trump che, pur non menzionando esplicitamente l’imposizione di tariffe aggiuntive alla Cina, avrebbe ordinato alle agenzie federali di indagare e affrontare le questioni commerciali bilaterali. “La Cina spera che sotto la guida strategica dei leader dei due Paesi, le parti possano aderire ai principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione reciprocamente vantaggiosa, rafforzando dialogo e comunicazione per gestire le differenze in modo appropriato”, ha aggiunto He, nel corso del briefing settimanale. In risposta a una domanda su Trump, che non ha varato i dazi a carico della Cina il primo giorno alla Casa Bianca ma ha in seguito ventilato un’aliquota aggiuntiva del 10% dal primo febbraio sulla vicenda fentanyl, il portavoce ha replicato che “la posizione cinese sulle questioni tariffarie è coerente: sono misure che non avvantaggiano la Cina, gli Stati Uniti o il mondo in generale”.

  • Il capo dell’Agenzia spaziale europea definisce «audaci» le dichiarazioni di Trump su Marte

    Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher ha dichiarato che il desiderio del Presidente Trump di piantare una bandiera statunitense su Marte è una “dichiarazione molto audace” e l’ha paragonata all’ambizione di John F. Kennedy di sbarcare sulla luna negli anni ’60.

    Aschbacher, in un’intervista al World Economic Forum di Davos, ha detto che ci sarebbe la tecnologia necessaria per volare su Marte, atterrare e tornare indietro.

    “È certamente la richiesta di una nuova grande ambizione per gli Stati Uniti di fare qualcosa che sembra molto difficile”, ha detto.

    “Le sfide sono positive e sono necessarie per il genere umano per evocare sogni ma anche per fare enormi passi avanti dal punto di vista tecnologico”.

    Aschbacher ha detto che l’ambizione non è sorprendente dal momento che Elon Musk da diversi anni parla di come gli esseri umani siano una specie multiplanetaria.

    PODCAST / L’uomo sbarcherà davvero su Marte?

  • Trump non esclude indagine su Biden: «Sarà Congresso a decidere»

    Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista fiume concessa a Fox News al conduttore suo amico Sean Hannity, non ha escluso indagini sul suo predecessore Joe Biden. Alla domanda se il Congresso dovesse indagare sui recenti provvedimenti di grazia accordati da Biden, Trump ha detto: “Penso che lasceremo che sia il Congresso a decidere”. E ancora: “Ho attraversato quattro anni di inferno”, “ho speso milioni di dollari in spese legali e ho vinto. Ma l’ho fatto nel modo più duro. È davvero difficile dire che non dovrebbero attraversare” lo stesso “anche loro”, ha aggiunto.

  • Usa, il capo della scorta di Trump guiderà il Secret Service

    Come annunciato prima dell’insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump ha nominato Sean Curran, capo della sua scorta e in prima fila a soccorrerlo dopo l’attentato in Pennsylvania durante la campagna elettorale.

    “È per me un grande onore nominare Sean Curran prossimo Direttore del Secret Service degli Stati Uniti. Sean è un grande patriota, che ha protetto la mia famiglia negli ultimi anni, ed è per questo che mi fido di lui per guidare i coraggiosi uomini e donne dei Servizi Segreti degli Stati Uniti.

    L’attentato dello scorso luglio a Butler, Pennsylvania, ha messo in luce numerosi problemi nella sicurezza fornita al candidato presidente. Il Servizio Segreto degli Stati Uniti ha riconosciuto gli errori in un rapporto dettagliato e ha sottolineato la mancanza di comunicazione tra la polizia locale e quella federale come un fattore chiave che ha ostacolato l’arresto dell’aggressore prima che potesse agire. Kimberly Cheatle, allora direttrice del Servizio Segreto, ha di conseguenza rassegnato le dimissioni.

    Donald Trump viene con il sangue sul viso circondato da agenti dei servizi segreti, tra cui Sean Curran (a destra), mentre viene allontanato dal palco dopo l’attentato a Butler, in Pennsylvania (Photo by Rebecca DROKE / AFP)

  • Timothy Broglio: «Controlli nelle chiese è misura d’altri tempi»

    “Ho rilasciato una dichiarazione ufficiale che, pur riconoscendo alcuni elementi positivi nei primi passi del nuovo Governo, critica con forza la decisione di consentire alle forze dell’ordine di entrare in chiese, ospedali e scuole per controllare la cittadinanza. Sembra una misura di altri tempi. È fondamentale rispettare la sacralità delle scuole e dei luoghi di culto”. Lo dice, intervistato dalla Stampa, Timothy Broglio, presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Usa. “La posizione dei Vescovi statunitensi sull’immigrazione è chiara - dice -. Vogliamo rispettare la legge, ma riconosciamo che essa necessiti di una riforma”. Quanto al rapporto fra Trump e il pontefice afferma: “Alla luce dei miei 25 anni di esperienza come diplomatico della Santa Sede, sono sicuro che si potrà chiarire, e potranno migliorare le relazioni tra il Vaticano e gli Stati Uniti. Il presidente ha i suoi compiti da gestire e affrontare, mentre il Vescovo di Roma deve parlare in difesa dei poveri, degli emarginati e dei vulnerabili. Non ci dovrebbero essere contrasti, ma allo stesso tempo è naturale che possano emergere divergenze su alcune questioni”. (ANSA).

  • Trump: «TikTok resterà in circolazione negli Usa»

    “Penso che TikTok resterà in circolazione”. Lo dice il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox News dopo la sospensione del social, della società madre cinese ByteDance, negli Usa, a seguito di una sentenza della Corte Suprema che ne aveva confermato il divieto, alla quale è seguito l’ordine esecutivo del repubblicano che ha concesso un’estensione di 75 giorni al social, per conformarsi a una legge che vieta l’app se non viene venduta. A una domanda sui timori che l’app venga utilizzata dal governo cinese per spiare i cittadini statunitensi, Trump ha detto “si può dire lo stesso di tutto ciò che è fatto in Cina” e che “noi abbiamo i nostri telefoni fatti in Cina”. Il presidente Usa ha ricordato poi che gli utenti di TikTok sono principalmente giovani e ha chiesto se sia “così importante spiare i giovani, i ragazzini che guardano video folli?” Il fatto che la Cina produca “i vostri telefoni, i vostri computer... non è una minaccia più grande?”, ha aggiunto.

  • Bin Salman promette 600 miliardi di dollari di investimenti negli Usa

    Il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman ha detto che il regno vuole investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni, commenti che sono arrivati dopo che il presidente Donald Trump ha messo il cartellino del prezzo per il ritorno nel regno come suo primo viaggio all’estero. Il viaggio di Trump in Arabia Saudita del 2017 ha stravolto la tradizione che vede i presidenti degli Stati Uniti recarsi per la prima volta nel Regno Unito come primo viaggio all’estero. Ha inoltre sottolineato gli stretti legami della sua amministrazione con i governanti degli Stati del Golfo, ricchi di petrolio, dato che anche la sua omonima società immobiliare ha perseguito accordi in tutta la regione.

  • Stellantis riporta 1.500 posti di lavoro in Illinois

    “Sotto la leadership del presidente Trump, Stellantis sta riportando 1.500 posti di lavoro in Illinois, riaprendo Belvidere, e investendo a Detroit, in Ohio e in Indiana. La rinascita manifatturiera americana è qui. Benvenuti nell’età dell’oro”. E’ quanto si legge in un post della Casa Bianca su X, a commento di quanto annunciato dalla società, che controlla, tra gli altri, i brand Chrysler, Jeep e Dodge. Stellantis ha anche annunciato investimenti negli Stati Uniti, divenendo la prima casa automobilistica nell’era Donald Trump a prendere l’iniziativa dopo l’insediamento del presidente e la sua offensiva a tutela della produzione delle auto made in Usa. In una lettera ai dipendenti americani, riportata dai media, il chief operating officer del Nord America Antonio Filosa illustra le prossime mosse della società. Mosse, spiega, che rientrano nel “nostro impegno a investire nelle nostre attività negli Stati Uniti per far crescere la nostra produzione automobilistica qui”.

  • Usa, Rubio verso viaggio a Panama dopo dichiarazioni Trump su Canale

    Il neosegretario di Stato statunitense Marco Rubio si dovrebbe recare a Panama la prossima settimana, dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla sua intenzione di riprendere il controllo statunitense del Canale di Panama. Lo riferisce l’agenzia di stampa Bloomberg, citando una fonte informata sui fatti.

    Il presidente panamense José Raul Mulino ha respinto con forza le dichiarazioni di Trump sulla sua intenzione di riprendere il controllo del Canale di Panama.

    Rubio intenderebbe inoltre visitare Guatemala, El Salvador e Costa Rica.

  • Trump firma decreto su Houthi: «Gruppo terroristico»

    Gli Houthi tornano nella lista degli Stati Uniti delle “organizzazioni terroristiche straniere”. Il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui dà istruzioni al segretario di Stato Marc Rubio perché prepari un rapporto sulla designazione del gruppo yemenita entro 30 giorni dopo consultazioni con il direttore dell’intelligence nazionale e il segretario al Tesoro. In una nota, l’ufficio comunicazione della Casa Bianca ricorda che i miliziani sciiti sostenuti dall’Iran “hanno sparato contro le navi da guerra americane decine di volte, lanciato numerosi attacchi contro le infrastrutture civili nei Paesi partner ed hanno attaccato le navi commerciali che transitano nello stretto di Bab al-Mandeb oltre cento volte”. Trump aveva già inserito gli Houthi nell’elenco delle “organizzazioni terroristiche straniere” e in quella dei “terroristi globali specialmente designati” durante gli ultimi giorni del suo primo mandato, ma poi l’amministrazione Biden li aveva rimossi per permettere l’arrivo di aiuti alla popolazione yemenita. Quindi nel gennaio dello scorso anno, dopo i continui attacchi contro le navi nel Mar Rosso, li aveva reinseriti solo nella seconda lista.

  • Ex patron fast food Andrew Puzder nominato ambasciatore Usa in Ue

    Andrew Puzder, ex patron della catena di fast food Hardee’s et Carl’s Jr. sarà il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Ue. “Andy è un avvocato, un uomo d’affati, commentatore economico e autore di successo”, ha scritto Donald Trump su Truth social, annunciando la sua nomina. Il presidente ha ricordato che “nel 2000 era stato nominato direttore generale di CKE Restaurants, casa madre di Carl’s Jr et Hardee’s. In 17 anni di mandato come dg, Andy ha fatto uscire l’azienda da gravi difficoltà finanziare, permettendole di sopravvivere”. Il presidente si è quindi detto convinto che Puzder “farà un lavoro eccellente rappresentando gli interessi della nostra azione in questa importante regione”. Regione con cui Trump continua a sottolineare di avere un rapporto complicato. Ancora due giorni fa, il presidente ha detto: “L’Ue è molto negativa per noi. Ci trattano molto male. Non prendono le nostre auto o i nostri prodotti agricoli. In realtà, non prendono molto di niente.. quindi i dazi vanno bene”.

  • WP: «Trump si prepara a inviare 10mila soldati al confine con il Messico»

    Il presidente degli Stati uniti Donald Trump si prepara a inviare un ulteriore contingente militare di 10.000 soldati al confine tra Stati Uniti e Messico. Lo scrive oggi ha il Washington Post, citando un documento informativo della Customs and Border Protection

    Secondo il documento, agli agenti di frontiera statunitensi è stato anche ordinato di negare l’ingresso ai richiedenti asilo perché avrebbero viaggiato attraverso paesi in cui sono state rilevate malattie trasmissibili. Il documento, tuttavia, non specifica quali siano le malattie.

  • Trump: «Biden ha fatto entrare 21 mln di persone negli Usa»

    Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Fox News che il suo predecessore, Joe Biden, ha permesso a “21 milioni di persone”, per lo più criminali, di entrare negli Stati uniti.

    “È stata una grossolana violazione del buon senso permettere a queste persone di entrare. E credo che i numeri siano 21 milioni di persone, e una grande percentuale di loro sono criminali provenienti da tutto il mondo” ha detto Trump. “Il Congo - ha continuato - ha svuotato le sue prigioni negli Stati Uniti. Non stiamo pensando al Congo. Stiamo pensando al Sud America. È molto di più del Sud America, ma le prigioni di tutto il mondo sono state svuotate nel nostro Paese grazie al fatto che Biden lo ha permesso”.

  • Washington, la vescova Budde: «Non chiederò scusa a Trump»

    Intanto la vescova Budde afferma che non chiederà scusa a Trump per aver invocato misericordia verso gay e migranti.

  • Trump: prima intervista da presidente a Fox News: Trump difende rivoltosi del 6 gennaio

    Nella sua prima intervista da presidente rieletto, il tycoon è tornato a difendere i rivoltosi del 6 gennaio e ad accusare la commissione d’indagine. Poi assicura: “Se non avessi vinto, gli Usa sarebbero stati persi”.

  • «Accordo sull’Ucraina o sanzioni»: Trump minaccia Putin

    Se non ci sarà un accordo a breve con l’Ucraina “non avrò altra scelta che imporre dazi e sanzioni” contro la Russia, afferma Trump chiedendo a Putin di “patteggiare e mettere fine a questa guerra ridicola”. Il neopresidente americano rilancia la minaccia dazi anche per Cina e Ue, con Bruxelles che prepara la reazione: tariffe e intese anti-Usa. Trump interviene oggi al forum di Davos.

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