Usa non firmano risoluzione Onu sull’Ucraina. Macron: «Dirò a Trump di non essere debole con Putin»
I punti chiave
- Macron: «Dirò a Trump di non essere debole con Putin»
- Zelensky, incontro produttivo con Kellogg, grati agli Usa
- Wsj, «Trump vuole svendere l’Ucraina a vantaggio della Russia»
- Ue: Zelensky eletto legittimamente, Russia non è democrazia
- «Trump vuole liberarsi di Zelensky, Zaluzhny in pole»
- Cina a Usa: «Rispetto reciproco per accordo su commercio»
- Trump: «20% dividendi tagli Doge redistribuiti agli americani»
- Trump: «Un accordo commerciale con la Cina è possibile»
- Trump: i russi hanno le carte in mano nei negoziati sulla guerra
Macron, Zelensky presidente eletto liberamente, non Putin
Volodymyr Zelensky è il “presidente eletto di un sistema libero, non è il caso di Putin”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo in diretta alle domande dei cittadini sui suoi canali social. Un riferimento, in particolare, alle recenti dichiarazioni di Donald Turmp, secondo cui Zelensky sarebbe invece “un dittatore senza elezioni”.
Macron: «Avrò un nuovo colloquio con Zelensky stasera»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo in diretta ai cittadini sui suoi profili social, ha annunciato che questa sera avrà un nuovo colloquio in videoconferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Macron è atteso all’inizio della settimana prossima a Washington per incontrare Donald Trump.
Je réponds en direct à vos questions sur l'Ukraine et la sécurité de l'Europe. https://t.co/kK7lsNWDQg
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) February 20, 2025Macron: «Dirò a Trump di non essere debole con Putin»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, dirà a Donald Trump che “non può essere debole” davanti a Vladimir Putin e che il suo “interesse strategico corrisponde al nostro”. Rispondendo ai cittadini attraverso i suoi canali social, Macron ha evocato il previsto incontro di lunedì prossimo alla Casa Bianca. “Gli dirò: ’Non puoi essere debole davanti al presidente Putin. Non sei tu, non è il tuo marchio di fabbrica, non è nel tuo interesse’”. “Come essere poi credibili con la Cina se sei debole con Putin?”, ha detto ancora Macron, tornando ad evidenziare la necessità che Europa e Usa restino uniti sulla guerra in Ucraina.
PER APPROFONDIRE / Cosa si nasconde dietro l’attivismo di Macron in Ucraina?
Consiglio d’Europa, «impatto disastroso da sospensione Usaid»
«La decisione dell’amministrazione degli Stati Uniti di sospendere gli aiuti internazionali ha innescato una crisi allarmante per individui, ong, media indipendenti e paesi in tutto il mondo, anche in Europa. In risposta, gli Stati membri del Consiglio d’Europa dovrebbero colmare il vuoto di risorse e di leadership per garantire che il futuro delle nostre società non deragli». L’afferma Michael O’Flaherty, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa.
Il Brasile al G20, «l’Ucraina partecipi ai negoziati di pace»
Per il Brasile qualsiasi soluzione praticabile per terminare la guerra in Ucraina «deve emergere da un processo di pace che includa entrambe le parti in conflitto al tavolo dei negoziati, qualcosa che il nostro Paese e molti altri hanno sottolineato fin dall’inizio delle ostilità». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Mauro Vieira nel corso del suo intervento al vertice dei capi della diplomazia dei Paesi del G20 in corso a Johannesburg, in Sudafrica, in riferimento al recente avvio delle discussioni per giungere alla fine del conflitto avviate tra i governi di Stati Uniti e Russia senza la partecipazione dell’Ucraina. «A febbraio il conflitto in Ucraina compie tre anni e in questo periodo abbiamo assistito a un’escalation della crisi umanitaria e della corsa agli armamenti», ha aggiunto Vieira. «Fin dall’inizio, il Brasile ha sottolineato la necessità del dialogo e di una soluzione negoziata, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e tenendo conto delle preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti», ha concluso.
Casa Bianca, visita di Macron lunedì e Starmer giovedì
La Casa Bianca ha confermato la visita del presidente francese Emmanuel Macron per lunedì e quella del premier britannico Keir Starmer per giovedì prossimi.
Meloni a Trudeau, Italia lavora alla pace con Usa e partner
Nella telefonata con il primo ministro canadese e presidente di turno del G7 Justin Trudeau, la premier Giorgia Meloni ha “ricordato come siano stati il sostegno occidentale insieme al coraggio e alla fermezza ucraina a precostituire le condizioni che rendono possibile parlare oggi di un’ipotesi di accordo”. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, precisando che “l’Italia, insieme agli Stati Uniti e ai suoi partner europei e occidentali, lavora per una pace duratura in Europa, che necessita di garanzie di sicurezza reali ed efficaci per l’Ucraina”.
Meloni sente Trudeau, tutto il possibile per pace in Ucraina
La premier Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il primo ministro canadese e presidente di turno del G7 Justin Trudeau. Lo rende noto Palazzo Chigi, spiegando che in “uno scambio di vedute sui principali temi dell’attualità internazionale e sugli ultimi sviluppi del dossier ucraino”, Meloni “ribadito che la priorità per l’Italia è la stessa del resto d’Europa, dell’Alleanza Atlantica e di Kiev: fare tutto il possibile per fermare il conflitto e raggiungere la pace”.
Zelensky, incontro produttivo con Kellogg, grati agli Usa
«L’Ucraina è pronta per un accordo forte ed efficace di investimenti e sicurezza con il presidente degli Stati Uniti. Abbiamo proposto il modo più rapido e costruttivo per ottenere risultati. Il nostro team è pronto a lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7». Lo ha scritto Volodymyr Zelensky su X dopo l’incontro con l’inviato Usa Keith Kellogg, definito «molto produttivo». «Sono grato agli Stati Uniti per tutta l’assistenza e il supporto bipartisan all’Ucraina e al popolo ucraino. È importante per noi, e per l’intero mondo libero, che la forza americana si faccia sentire», ha aggiunto.
I had a productive meeting with @SPE_Kellogg—a good discussion, many important details. I am grateful to the United States for all the assistance and bipartisan support for Ukraine and the Ukrainian people.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 20, 2025
It's important for us—and for the entire free world—that American… pic.twitter.com/LH2vNGVGFQ
Macron, da guerra in Ucraina bilancio terribile, 1 milione di morti
Il bilancio della guerra russa in Ucraina è ’’enorme’’, con ’’un milione di morti’’: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cittadini in diretta sui suoi profili social. Esprimendosi dal suo studio dell’Eliseo, il leader francese - atteso a Washington la settimana prossima - ha evocato un bilancio di circa ’’mille morti al giorno da una parte e dall’altra’’. ’’Un bilancio terribile’’, ha proseguito, invocando la necessità di una ’’pace duratura’’. ’Vogliamo la pace” , ma una ’’pace duratura’’“, ha martellato Macron, sottolineando che un ”cessate il fuoco” sarebbe una “capitolazione dell’Ucraina’’.

Emmanuel Macron, tra Donald Trump e Volodymyr Zelenskyy(AP Photo/Aurelien Morissard)
Bild, «l’Isis esorta a nuovi attentati in Germania»
L’Isis esorta a compiere nuovi attentati in Germania alla vigilia delle elezioni di domenica e dopo i recenti attacchi con auto che hanno investito la folla. Lo riferisce la Bild. “Che aspetti? Le strade sono piene di obiettivi! Colpisci!”, è il testo in tedesco di un’immagine che secondo il quotidiano tedesco ha rilanciato il media Al Saif, una piattaforma vicina al sedicente Stato islamico. L’immagine ritrae il navigatore di un’automobile che consiglia al conducente di imitare l’attentato di Monaco e investire i passanti. Vengono poi indicate anche delle città: Berlino, Monaco, Francoforte, Vienna, Bruxelles, Anversa e Salisburgo.
Macron riceve i partiti, divisioni su invio truppe in Ucraina
La Francia deve fare sentire la propria voce nel nuovo scenario imposto da Donald Trump: questa, in estrema sintesi, la posizione dei principali partiti francesi, ricevuti oggi da Emmanuel Macron, per fare il punto sulla sicurezza in Ucraina e in Europa dopo le recenti dichiarazioni del presidente Usa. Oltralpe, i rappresentanti di maggioranza ed opposizione si mostrano tuttavia divisi sull’eventuale invio di truppe in Ucraina. ’’Bisogna avere un messaggio molto chiaro. L’Europa dovrà essere un pilastro’’, dichiara l’ecologista, Marine Tondelier, invitando a ’’contare solo su noi stessi’’. ’La voce della Francia e dell’Europa, oggi, è piuttosto isolata’’, dice da parte sua, Louis Aliot, che ha partecipato alla riunione per conto del Rassemblement National (RN), in assenza del segretario, Jordan Bardella, atteso a Washington per la convention dei conservatori. Per circa quattro ore, Macron, assieme al premier Francois Bayrou, al capo di Stato maggiore dell’Esercito, Thierry Burckhard, e ad un responsabile dell’intelligence esterna di Parigi, si è intrattenuto con gli esponenti di tutto l’arco parlamentare sulla situazione in Ucraina e la ’’minaccia esistenziale’’ per l’Europa rappresentata a suo avviso dalla Russia di Putin. Il rappresentante della France Insoumise (Lfi, estrema sinistra), Manuel Bompard, ha ritenuto interessante ’’ascoltare per la prima volta il presidente usare il termine di non allineamento’’ rispetto agli Usa ma ha deplorato che la Nato continui ad essere percepita dall’Eliseo come un ’’obbligo nell’architettura di sicurezza’’. ’’La Francia deve far sentire la propria voce in quanto ha una voce originale e forte da promuovere’’, dichiara il segretario comunista, Fabien Roussel. Macron ha inoltre annunciato che in serata risponderà a domande dei cittadini “sulla Russia, l’Ucraina e la sicurezza della nostra Europa”, attraverso i suoi canali social.
Rutte (Nato): «Servirà anche sostegno USA per truppe Ue in Ucraina»
Qualunque impegno europeo sulle “garanzie di sicurezza” per l’Ucraina “avrà comunque bisogno della copertura americana”, anche se gli Usa non metteranno gli scarponi sul terreno. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della visita in Slovacchia.
Ucraina: Waltz, molta frustrazione con Zelensky ma riconciliazione è possibile
La Casa Bianca è “frustrata” riguardo a Volodymyr Zelensky e al conflitto in Ucraina, anche se è possibile una “riconciliazione” tra Donald Trump e il leader ucraino. Lo ha detto il consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Waltz in un’intervista a Fox News. “C’è ovviamente molta frustrazione qui”, ha detto Waltz. “Il vicepresidente Vance era molto frustrato nel lasciare la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il nostro segretario del Tesoro, che ha viaggiato fino a Kiev, è anche frustrato, tutto questo oltre al presidente, ovviamente, che rende ben nota la sua frustrazione”, ha continuato Waltz. Quando gli è stato chiesto se Trump e Zelensky potessero riconciliarsi, Waltz ha replicato: “Credo di sì”, aggiungendo che il presidente Usa Trump è stato chiaro su “quanto ama il popolo ucraino”
Wsj, «Trump vuole svendere l’Ucraina a vantaggio della Russia»
“Donald Trump vuole svendere l’Ucraina e sta premendo su Kiev più di quanto non stia facendo sulla Russia per raggiungere un accordo”. Lo scrive il Wall Street Journal nell’ennesimo editoriale critico nei confronti del presidente americano. “Una sfida nell’era Trump è distinguere quando il presidente vuole attirare l’attenzione e quando le sue osservazioni indicano un reale cambiamento nella politica e nelle priorità”, si legge nell’articolo. “L’assalto retorico del presidente Trump all’Ucraina negli ultimi giorni sembra essere un esempio del secondo e forse è il segno di una brutta soluzione in arrivo”. Si è tentati, sottolinea l’editorial board a proposito degli attacchi di Trump a Volodymyr Zelensky, “a liquidare questi come mera retorica, ma c’è la sensazione di un intento politico da parte di Trump”. Il presidente “potrebbe distruggere la democrazia ucraina per far credere agli elettori che non ci sia una reale differenza tra il Cremlino e Kiev e pensare che questo renderà più facile raggiungere un accordo di pace che tradisce l’Ucraina”, si legge ancora sul Wall Street Journal. “La democrazia ucraina è fragile e sarebbe più forte se potesse affiliarsi alle istituzioni occidentali come l’Unione Europea. L’unico dittatore in guerra è Putin, che avvelena i russi in esilio su suolo straniero e rinchiude gli oppositori nei campi di prigionia artici”. Trump, sottolinea il quotidiano, “potrebbe anche pensare di poter mettere gli ucraini contro Zelensky. Ma l’ironia è che le frustate di Trump potrebbero avere l’effetto opposto, soprattutto se vedono Zelensky opporsi ad un pessimo accordo imposto loro da un patto Usa-Russia che non include alcuna credibile garanzia di sicurezza contro futuri saccheggi russi”. La settimana scorsa, conclude l’editoriale, “Trump ha affermato che l’Ucraina non può aderire alla Nato e deve cedere gran parte del suo territorio alla Russia. La risposta di Putin questa settimana è stata un aumento degli attacchi di droni contro l’Ucraina”. La strategia migliore, suggerisce l’editoriale, invece di attaccare l’Ucraina è quella di chiarire a Putin le armi e le pressioni che dovrà affrontare se non concluderà la guerra per accettare una pace duratura. “Allo stato attuale, l’apparente disperazione di Trump per un accordo è un rischio per l’Ucraina, l’Europa, gli interessi degli Stati Uniti e la sua stessa presidenza”.
Commissario Ue, «pronti ad acquistare più gnl dagli Usa»
“Vogliamo liberarci della dipendenza dal gas russo e ci sono solo due modi: sostituire il gas con un’altra forma di energia e trovare altre fonti” rispetto a Mosca e “questo significa anche importare di più dagli Stati Uniti”. Lo ha detto il commissario Ue per l’Energia, Dan Jorgensen, in un’intervista a un gruppo di media internazionali tra cui l’ANSA. Accelerare sulle rinnovabili “è la soluzione migliore anche dal punto di vista economico e lo faremo il più velocemente possibile”, ha spiegato il danese, evidenziando tuttavia che “il gas servirà ancora” e questo significa anche rivolgersi a Washington per diversificare le forniture
Zelensky vede Kellogg. Media, inviato annulla conferenza stampa
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha incontrato a Kiev il rappresentante speciale del presidente degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, Keith Kellogg. Lo riporta Rbc Ukraine. Secondo quanto riportato dal Guardian, l’inviato statunitense Keith Kellogg ha annullato la sua conferenza stampa dopo il faccia a faccia con Zelensky. Secondo quanto dichiarato dai funzionari ucraini, Kellogg non risponderà alle domande della stampa e si è presentato solo per un servizio fotografico e una stretta di mano protocollare.
Media, «Usa non appoggiano risoluzione Onu su Ucraina»
Gli Stati Uniti si rifiutano di essere co-autori di una bozza di risoluzione dell’Onu in occasione del terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, che sostiene l’integrità territoriale del Paese e condanna l’aggressione russa. Lo scrive Reuters online. “La situazione attuale è che gli Stati Uniti non lo firmeranno”, ha detto una fonte diplomatica. La bozza, che condanna l’aggressione russa e ribadisce l’impegno per la sovranità dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, è sostenuta da più di 50 Paesi.Secondo Reuters, non è chiaro quando scade il termine per sostenere la bozza di risoluzione.
Rutte, «Paesi arrivino a 2% spese difesa entro l’estate»
“Sono in contatto in modo molto attivo con quei Paesi che non sono ancora arrivati al 2% del Pil in difesa, perché dovranno farlo entro l’estate: se non reagiscono alle mie telefonate, ho detto, dovranno poi reagire a quelle di una certa persona che sta a Washington...”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in Slovacchia.
Ft, Usa contro «Russia aggressore» in dichiarazione G7
Gli Stati Uniti si oppongono all’idea di definire la Russia “aggressore” in una dichiarazione del G7 nel terzo anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, rischiando di far fallire una tradizionale dimostrazione di unità. Lo scrive il Financial Times. Gli inviati degli Stati Uniti hanno sollevato obiezioni all’espressione “aggressione russa” e a descrizioni simili utilizzate dai leader del G7 dal 2022 per descrivere il conflitto, hanno affermato i funzionari occidentali. “Gli americani stanno bloccando quel linguaggio, ma ci stiamo ancora lavorando e speriamo in un accordo”, ha aggiunto il funzionario
I spoke with UK Prime Minister @Keir_Starmer. The United Kingdom's role in fortifying Europe's defense and security is important for us.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) February 19, 2025
We discussed upcoming plans and opportunities. UK's support matters indeed, and we will never forget the respect the British people have shown…Trump, anche il legname nel mirino dei prossimi dazi
Donald Trump ha aggiunto il legname alla lista delle merci nel mirino dei dazi al 25% che intende annunciare “il prossimo mese o prima”. Lo ha annunciato lui stesso, ricordando le tariffe che vuole applicare su auto, chip e prodotti farmaceutici.
Lula, «Trump vuole diventare l’imperatore del mondo»
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che il suo omologo americano, Donald Trump, sta cercando di diventare “imperatore del mondo”. “È stato eletto presidente degli Usa, non presidente del mondo. Deve stare molto attento a ciò che dice (...). Sembra che voglia diventare imperatore del mondo”, ha detto Lula in un’intervista a radio Tupi di Rio de Janeiro. “Non ho avuto alcun contatto con Trump. Gli ho inviato un biglietto di congratulazioni per l’insediamento il 20 gennaio - ha detto Lula -. Ho letto che vuole prendersi Canada, Groenlandia, Canale di Panama e ha cambiato il nome del Golfo del Messico”.
Russia-Cina, Lavrov annuncia visita a Mosca di Wang Yi
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi si recherà a Mosca in visita, sullo sfondo dell’accelerazione tra Russia e Usa per arrivare a un accordo per la fine della guerra in Ucraina. E’ stato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ad annunciare, indirettamente, la visita.
“Abbiamo concordato che lei sarà in visita a Mosca. Quindi il nostro prossimo contatto sarà già nella Federazione Russa”, ha detto il ministro russo aprendo un incontro con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Johannesburg. Lavrov non ha specificato tuttavia quando si terrà la visita.
Ue: Zelensky eletto legittimamente, Russia non è democrazia
“Abbiamo una posizione abbastanza diretta e chiara: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato eletto legittimamente in elezioni libere, eque e democratiche. L’Ucraina è una democrazia. La Russia di Putin non lo è”. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Stefan de Keersmaecker nel corso dell’incontro quotidiano con la stampa.
Orcel, svolta Ucraina potrebbe accelerare uscita da Russia
UniCredit potrebbe accelerare l’uscita dalla Russia in caso di una svolta nella guerra in Ucraina. Lo dice al Financial Times il ceo della banca, Andrea Orcel. “Se la politica cambia, la nostra capacità di vendere ”la filiale russa” a condizioni più interessanti migliora, perché la situazione si normalizza per tutti, da entrambe le parti”, spiega Orcel al Financial Times in un’intervista. “Pertanto, il nostro percorso di uscita - aggiunge - è accelerato e i numeri sembrano molto migliori”.
Mosca, inaccettabile schieramento di truppe Nato in Ucraina
Il Cremlino ha espresso “preoccupazione” per le notizie di stampa sull’eventualità di un futuro “invio di contingenti militari dei paesi della Nato in Ucraina”: lo afferma il portavoce del Cremlino Putin, Dmitri Peskov, commentando la notizia del Telegraph secondo cui il premier britannico Keir Starmer si appresterebbe a presentare a Donald Trump un piano per l’invio di circa 30.000 soldati europei in Ucraina per mantenere un eventuale accordo di cessate il fuoco. Lo riporta Interfax. “Ovviamente, lo schieramento di contingenti militari di paesi Nato sul territorio ucraino non può essere accettabile per noi”, ha detto ancora Peskov
Cremlino, Zelensky dice cose inaccettabili su Trump
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fa “dichiarazini inaccettabili sui leader di altri Stati”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito alle affermazioni del leader ucraino secondo cui Donald Trump è sotto l’influenza della disinformazione russa. Lo riferisce l’agenzia Interfax.
«Trump vuole liberarsi di Zelensky, Zaluzhny in pole»
- L’amministrazione di Donald Trump mira ormai a “liberarsi di Volodymyr Zelensky” come presidente dell’Ucraina e starebbe già lavorando alla scopo. Lo scrive oggi il britannico Economist, evocando il nome del generale Valery Zaluzhny, ex popolare comandante delle forze ucraine silurato a suo tempo da Zelensky e spedito a Londra come ambasciatore, quale possibile successore. L’Economist cita poi un sondaggio secondo cui il presidente attuale risulta al 52% dei consensi, suo minimo storico dopo essere stato al 90%. E verrebbe travolto da Zaluzhny col 65% dei voti contro il 30 in un’ipotetica sfida elettorale a due.
Parigi, «Zelensky eroe, l’unico dittatore è Putin»
“L’unico dittatore in questa guerra è Putin. Zelensky è un eroe’’: il ministro francese responsabile dell’Europa, Benjamin Haddad, intervistato questa mattina dall’emittente LCI, ha commentato così le recenti dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, secondo cui il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, sarebbe un ’’dittatore senza elezioni’’. Haddad ha inoltre confermato la missione del presidente francese, Emmanuel Macron, la settimana prossima a Washington. In quell’occasione, ha puntualizzato il ministro, Macron ”porterà la voce degli europei e dirà che l’avvenire dell’Ucraina non può decidersi senza di loro’’.
Trump, Mosca ha le carte in regola nei colloqui di pace
Donald Trump ha detto alla Bbc di credere che la Russia abbia “le carte in regola” per partecipare a qualsiasi colloquio di pace per porre fine alla guerra in Ucraina, perché ha “conquistato molto territorio”. “Penso che i russi vogliano vedere la fine della guerra, davvero - ha detto il presidente Usa alla tv britannica sull’Air Force One -. Penso che abbiano un po’ le carte in regola, perché hanno preso un sacco di territorio. Hanno le carte in regola”. Alla domanda se crede che Mosca voglia la pace, Trump ha risposto: Sì.
Praga, «definire Zelensky un dittatore richiede molto cinismo»
Il presidente ceco Petr Pavel e il premier Petr Fiala condannano le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla guerra in Ucraina e sul presidente Vladimir Zelensky. Il presidente Petr Pavel ha scritto sul social X che definire Zelensky un dittatore richiede “molto cinismo”. “Che valore avrebbero le elezioni tenute in un Paese che da tre anni resiste all’aggressione di una potenza nucleare vicina? Come organizzare le elezioni con un quinto del territorio occupato dalle truppe di occupazione e sotto il bombardamento quotidiano dell’intero paese? Definire il presidente ucraino ’un dittatore’ richiede molto cinismo” ha scritto il presidente ceco nel post. Anche il premier ceco Petr Fiala ha espresso il suo disaccordo con le dichiarazioni di Trump. “È assolutamente impossibile essere d’accordo con queste affermazioni. In questo caso Donald Trump non ha ragione”, ha detto Fiala alla televisione Ct24. “Tuttavia l’obiettivo è la sicurezza dell’Europa e della Repubblica Ceca, che può essere raggiunta solo con una pace giusta e sostenibile in Ucraina”, ha aggiunto il premier ceco
Cina, «Usa non brandiscano il grande bastone dei dazi»
Il ministero del Commercio cinese ha esortato gli Stati Uniti a non brandire il “grande bastone dei dazi” contro Pechino, mentre il presidente americano Donald Trump si appresta a lanciare nuove misure radicali sul fronte dell’interscambio commerciale per colpire alleati e avversari. “La parte cinese esorta quella statunitense a non brandire il grande bastone delle tariffe a ogni piè sospinto, usando i dazi come strumento per esercitare coercizioni ovunque”, ha commentato il portavoce del ministero He Yadong, parlando nel briefing settimanale
Per approfondire/ A colpi di dazi Trump smantella l’ordine economico internazionale
Tajani, parole forti Trump a Zelensky, situazione si calmi
“Le parole della nuova amministrazione Usa sono sempre forti, c’è qualche crepa nel rapporto tra Trump e Zelensky” ma “è nel nostro interesse che la situazione si calmi e si arrivi alla pace, non soffermiamoci sulle parole”: così il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio 24. “Non è un linguaggio che ci appartiene”, ha affermato il vicepremier e occorre “tenere i nervi saldi” perchè “schermaglie ci sono e ci saranno”, ha continuato il ministro. “Trump ha usato parole dure probabilmente perchè non ha gradito la reazione di Zelensky all’incontro Usa-Russia in Arabia Saudita ma ”non facciamoci prendere dalla cronaca”, aggiunge
Giudici respingono richiesta governo di ripristinare ordine Trump contro ius soli
Una commissione di tre giudici di una corte di appello negli Usa ha respinto la richiesta del dipartimento della Giustizia per ripristinare immediatamente l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump per limitare la birthrigth citizenship, lo ius soli, contro cui si era espresso un tribunale di grado inferiore, aprendo la strada per un ricorso di urgenza alla Corte suprema. La Commissione ha motivato il diniego sostenendo che il dipartimento della Giustizia non ha fornito “una motivazione solida con cui avrebbe avuto probabilità di prevalere nel merito di questo appello”. I giuristi sostengono che l’ordine di Trump viola il 14esimo emendamento che estende la cittadinanza americana a chiunque sia nato in territorio americano, negando la cittadinanza ai bambini che nasceranno negli Stati Uniti se le madri non sono in regola con i documenti e i padri non sono cittadini americani o residenti con un permesso permanente.
Trump: «Come Air Force One potremmo prendere Boeing di seconda mano»
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che che sta valutando l’acquisto di aerei usati per trovare una alternativa per gli Air Force One, dati i ritardi di 3 anni della Boeing nella consegna di nuovi velivoli. Trump ha parlato ai giornalisti a bordo di uno dei due aerei Boeing 747-200 di quasi 35 anni attualmente in uso, chiarendo che escluderebbe l’acquisto di aerei dell’Airbus, l’azienda europea che è l’unico altro fornitore mondiale di aerei wide-body di grandi dimensioni, ma prenderebbe in considerazione un aereo Boeing di seconda mano. “Potrei comprarne uno da un altro paese.”
Cuba, la benzina migliore si vende solo in dollari
Il governo di Cuba, attraverso la Cupet, la più grande compagnia petrolifera del paese caraibico, e l’impresa statale Cimex, che insieme gestiscono una catena di stazioni di servizio sull’isola caraibica, ha determinato che, a partire da mercoledì 19 febbraio, sarà venduta solo benzina speciale nei distributori in dollari e, quindi, gli automobilisti con pesos cubani non avranno la possibilità di acquistare per i combustibili di migliore qualità.
Cuba ha giustificato la decisione con il grave deficit di benzina che affligge il paese, informa il giornalista vicino al governo Lázaro Manuel Alonso sul suo profilo di Facebook.
Sebbene il Ministro dell’Energia e delle miniere cubano, Vicente de La O Levy ha giustificato il “bisogno” dei distributori in dollari come misura per “regolare la commercializzazione ed evitare le code”, la verità è che, come è accaduto negli altri settori dell’economia cubana, le stazioni di servizio in dollari sono state meglio fornite rispetto a quelle che vendono carburanti in pesos cubani, riporta il sito del sito Diario de Cuba
Cina a Usa: «Rispetto reciproco per accordo su commercio»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il leader cinese Xi Jinping visiterà alla fine gli Stati Uniti, insieme ad altri leader mondiali. Lo riporta la Cnbc. “Alla fine il presidente Xi verrà, verranno tutti” ha dichiarato Trump, non fornendo ulteriori dettagli su un potenziale viaggio di Xi, che l’ultima volta è stato negli Stati uniti a novembre 2023.
La Cina sollecita gli Stati Uniti al “rispetto reciproco” in merito ai commenti del presidente americano Donald Trump secondo cui “un accordo commerciale con Pechino è possibile”. E’ quanto ha commentato sulla vicenda il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, aggiungendo che “le due parti dovrebbero risolvere le loro preoccupazioni attraverso il dialogo e le consultazioni basate su eguaglianza e rispetto reciproco”.
Trump: «20% dividendi tagli Doge redistribuiti agli americani»
Il 20% dei ricavi riconducibili all’attività del Doge, licenziamenti a tappeto nelle diverse agenzie del governo federale e stop a finanziamento di interi programmi, saranno distribuiti agli americani, ha annunciato Donald Trump, riconoscendo che l’idea è arrivata da Elon Musk. “Mi piace”, ha affermato il presidente americano. “Un dividendo del 20%, per così dire, per il denaro che risparmiamo tagliando gli sprechi, le frodi, e tutto il resto che accade. Penso che sia una grande idea”, ha affermato il presidente.
Intanto, l’Internal revenue service (Irs), il servizio tributario Usa, licenzierà a breve circa 6.700 dipendenti: lo riferiscono media Usa. I lavoratori che verranno congedati sono dipendenti in prova, che in genere sono stati presso l’agenzia per meno di uno o due anni e godono di meno tutele rispetto ai lavoratori a lungo termine. L’Irs ha un totale di circa 100.000 dipendenti.
Ong: «In Iran almeno 975 persone sono state giustiziate nel 2024»
Almeno 975 persone sono state giustiziate in Iran nel 2024, una “terrificante escalation” nell’uso della pena di morte come mezzo di “repressione politica” da parte della Repubblica islamica, denuncia un rapporto pubblicato questa mattina dalle ong Iran human rights (Ihr), con sede in Norvegia, ed Ensemble contre la peine de mort (Ecpm), che hanno raccolto numerose testimonianze. Questa cifra “estremamente scioccante”, la più alta dall’inizio del censimento nel 2008, è probabilmente una sottostima, poiché la stragrande maggioranza (90%) delle esecuzioni non viene resa pubblica, secondo quanto spiegato.
Media: «Starmer propone 30.000 soldati europei in Ucraina»
Il primo ministro britannico Keir Starmer presenterà al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante un incontro a Washington la settimana prossima, un piano che prevede l’invio di circa 30.000 soldati europei in Ucraina per mantenere un eventuale accordo di cessate il fuoco mediato dagli Usa: lo scrive il Telegraph in esclusiva. Secondo fonti citate dal giornale,
Trump: «Macron a Washington forse lunedì»
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che il presidente francese Emmanuel Macron sarà a Washington per incontrarlo “molto presto, forse lunedì”. Poco prima fonti della Casa Bianca avevano anticipato l’arrivo del presidente francese “all’inizio della prossima settimana”,
Trump: «Ho trattato seriamente con Putin su denuclearizzazione»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver parlato con successo con il presidente russo Vladimir Putin sulla denuclearizzazione e di credere in successo di negoziati con lui. “Ho trattato con il presidente Putin in modo molto efficace sulla denuclearizzazione. Ne abbiamo parlato molto seriamente”, ha detto Trump durante un summit tecnologico a Miami. “Poi è arrivato il Covid-19 e molte altre cose”.
Trump taglia i fondi per i sopravvissuti dell’11 settembre, protesta bipartisan
Protesta bipartisan a New York contro Donald Trump per i tagli a un programma federale che amministra gli aiuti ai soccorritori e ad altre persone che soffrono per le conseguenze tossiche legate agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. In una lettera al presidente, sette repubblicani lo hanno esortato “come nativo di New York che ha vissuto a New York City mentre si riprendeva dagli attacchi terroristici dell’11 settembre” a revocare i tagli al World Trade Center Health Program e riassumere i membri dello staff che sono stati licenziati diversi giorni fa. Una richiesta che segue quella di alcuni leader dem.
Trump: «I russi hanno le carte in mano nei negoziati sulla guerra»
I russi “hanno le carte in mano” nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “Penso che i russi vogliano vedere la fine della guerra. Ma penso che un po’ abbiano le carte in mano perché hanno conquistato molto territorio, quindi hanno le carte in mano”, ha detto ai giornalisti.
Ministra del commercio canadese Ng: i dazi non fanno altro che rendere i beni più costosi
I dazi del presidente Donald Trump non fanno altro che rendere i beni più costosi per gli americani, ha affermato il ministro del Commercio canadese Mary Ng, ribadendo la promessa di reagire se il principale partner commerciale del Paese continuerà ad applicare i dazi sulle importazioni.
“Siamo stati molto chiari: i dazi sono costosi per l’America. “Non hanno alcun senso”, ha detto Ng in un’intervista a Bloomberg TV a Singapore giovedì, aggiungendo che il Canada continua a lavorare con l’amministrazione statunitense sulla questione. “Non vogliamo iniziare nulla, ma se dovessero esserci tariffe punitive per i canadesi e il Canada, risponderemo di conseguenza”.
Trump: «Un accordo commerciale con la Cina è possibile»
Per il presidente statunitense Donald Trump “un accordo commerciale con Pechino è possibile”. Lo ha detto parlando alla stampa sull’aereo presidenziale. Washington ha da poco imposto dazi doganali aggiuntivi del 10% su tutti i prodotti importati dalla Cina dall’inizio di febbraio. Trump ha poi aggiunto che “nel 2020 gli Stati Uniti avevano già concluso un eccellente accordo commerciale con la Cina” e ora un nuovo trattato “è possibile”.
Le notizie di ieri: Trump: Zelensky è un dittatore senza elezioni. Kiev: «Nessuno ci può costringere alla resa». Macron a Washington
