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Tunnel Frejus e Bianco, lo stallo mette a dura prova l’export

Il commercio estero verso le regioni oltralpe è tre volte la media italiana: il valore delle merci è salito a 8,2 miliardi. La Francia è il primo paese per sedi commerciali e produttive delle società piemontesi

di Filomena Greco

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Sbocchi. La Francia è uno dei paesi, con Germania, Polonia, Spagna, Stati Uniti, Cina e Brasile, a vantare le maggiori interconnessioni societarie e industriali con il Piemonte

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Una regione esportatrice, con profonde connessioni con il mercato francese, che nel primo semestre dell’anno ha fatto tre volte meglio della media italiana e che punta i piedi su trasporti, infrastrutture e valichi alpini.

L’attenzione resta alta in Piemonte come dimostra la “missione” in quota, a Courmayeur, organizzata dalle Confindustrie di Piemonte e Valle d’Aosta insieme al presidente nazionale Carlo Bonomi, per tornare a chiedere una soluzione per il futuro del tunnel del Monte Bianco che preveda il raddoppio del tunnel stradale, così come si sta facendo per il Frejus.

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In primo piano restano dunque i collegamenti con la Francia e pesa la chiusura della tratta ferroviaria del Frejus, con le autorità locali francesi che prendono tempo e gli italiani che chiedono di accelerare la rimozione dei detriti e la messa in sicurezza della galleria ferroviaria, dopo la frana di fine agosto. Tutto questo a fronte di una connessione commerciale e industriale fortissima tra Francia, Piemonte e intera area NordOvest.

Interconnessioni

La Francia è uno dei paesi, insieme a Germania, Polonia, Spagna, Stati Uniti, Cina e Brasile, a vantare le maggiori interconnessioni societarie e industriali con il Piemonte come rivela uno studio realizzato da Confindustria Piemonte, in collaborazione con Sace e Unioncamere Piemonte, una settimana fa.

Circa il 16% delle aziende intervistate, in particolare, ha dichiarato di avere una sede produttiva all’estero in Francia, con automotive, servizi ed edilizia tra le filiere più rappresentative. La Francia è inoltre il primo paese anche se si guarda alle sedi commerciali all’estero, soprattutto nei settori del tessile, l’automotive, il comparto chimico e l’edilizia. Oltre a vantare le interconnessioni più significative a livello industriale e commerciale, la Francia, insieme alla Germania, si confermano i principali Paesi partner verso i quali le imprese piemontesi vogliono avviare nuove iniziative commerciali. Se si guarda in particolare ai comparti che lavorano a progetti nuovi destinati al mercato francese, in testa c’è l’automotive– merito delle profonde interconnessioni interne al mondo Stellantis – per un’azienda su cinque tra quelle che hanno indicato la Francia come paese di destinazione, seguito dal tessile e agroalimentare, per il 15% delle aziende. «L’indagine racconta in dettaglio – sottolinea il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay – gli sforzi quotidiani dei nostri imprenditori e quanto sia importante il supporto di Regione Piemonte, Unioncamere e Sace anche per superare questa fase economica complessa, che origina anche dal rallentamento delle due economie nostre principali partner, Francia e Germania».

Interscambio

Le cifre dell’interscambio tra Piemonte e Francia raccontano un altro importante pezzo del puzzle. Tra 2021 e 2022, le imprese piemontesi hanno visto aumentare il valore delle merci esportate verso la Francia da 6,9 miliardi a 8,2. A livello nazionale, analizzando la dinamica di importazioni ed esportazioni da e verso la Francia– elaborazione curata da Unioncamere Piemonte – emerge come l’Italia vanti una bilancia commerciale positiva per circa 14 miliardi l’anno scorso, con importazioni per 48,5 miliardi e esportazioni per 62,6, in netto aumento rispetto al 2021 quando il valore delle merci che hanno varcato i confini per andare in Francia è stato pari a 53,4 miliardi.

Non solo dunque l’Italia esporta di più di quanto importi dalla Francia, ma bisogna inoltre considerare che il paese è un importatore netto di energia dalla Francia: 5,3 miliardi nel corso del 2022, più del doppio del valore di energia importato nel corso del 2021. Al netto dunque della quota di energia, l’Italia esporta verso la Francia un terzo in più di quanto faccia la Francia verso l’Italia. Questo forse spiega il fatto che al fronte italiano la questione della riapertura del tunnel ferroviario del Frejus e, in ottica macroregionale, il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, chiuso fino al 18 dicembre prossimo, stia più a cuore di quanto sembri esserlo per i francesi.

A fine 2022, la linea di treno ad alta velocità che collega Parigi, Lione, Torino e Milano di Trenitalia France, con un ruolo complementare rispetto alla francese SNCF, ha registrato il primo milione di clienti confermando il successo della tratta di collegamento tra i due paesi. Il blocco fino alla prossima estate del collegamento che riguarda anche le merci che viaggiano sull’Afa, l’Autostrada ferroviaria alpina, preoccupa le istituzioni e gli operatori economici. Il tema è stato al centro del primo bilaterale Italia Francia che si è svolto a Torino nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Quirinale, in quell’occasione i francesi si sono detti disponibili ad accelerare la riapertura senza però indicare una data precisa.

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