Tunnel Frejus e Bianco, lo stallo mette a dura prova l’export
Il commercio estero verso le regioni oltralpe è tre volte la media italiana: il valore delle merci è salito a 8,2 miliardi. La Francia è il primo paese per sedi commerciali e produttive delle società piemontesi
di Filomena Greco
ai preferiti su Google
3' min read
3' min read
Una regione esportatrice, con profonde connessioni con il mercato francese, che nel primo semestre dell’anno ha fatto tre volte meglio della media italiana e che punta i piedi su trasporti, infrastrutture e valichi alpini.
L’attenzione resta alta in Piemonte come dimostra la “missione” in quota, a Courmayeur, organizzata dalle Confindustrie di Piemonte e Valle d’Aosta insieme al presidente nazionale Carlo Bonomi, per tornare a chiedere una soluzione per il futuro del tunnel del Monte Bianco che preveda il raddoppio del tunnel stradale, così come si sta facendo per il Frejus.
In primo piano restano dunque i collegamenti con la Francia e pesa la chiusura della tratta ferroviaria del Frejus, con le autorità locali francesi che prendono tempo e gli italiani che chiedono di accelerare la rimozione dei detriti e la messa in sicurezza della galleria ferroviaria, dopo la frana di fine agosto. Tutto questo a fronte di una connessione commerciale e industriale fortissima tra Francia, Piemonte e intera area NordOvest.
Interconnessioni
La Francia è uno dei paesi, insieme a Germania, Polonia, Spagna, Stati Uniti, Cina e Brasile, a vantare le maggiori interconnessioni societarie e industriali con il Piemonte come rivela uno studio realizzato da Confindustria Piemonte, in collaborazione con Sace e Unioncamere Piemonte, una settimana fa.
Circa il 16% delle aziende intervistate, in particolare, ha dichiarato di avere una sede produttiva all’estero in Francia, con automotive, servizi ed edilizia tra le filiere più rappresentative. La Francia è inoltre il primo paese anche se si guarda alle sedi commerciali all’estero, soprattutto nei settori del tessile, l’automotive, il comparto chimico e l’edilizia. Oltre a vantare le interconnessioni più significative a livello industriale e commerciale, la Francia, insieme alla Germania, si confermano i principali Paesi partner verso i quali le imprese piemontesi vogliono avviare nuove iniziative commerciali. Se si guarda in particolare ai comparti che lavorano a progetti nuovi destinati al mercato francese, in testa c’è l’automotive– merito delle profonde interconnessioni interne al mondo Stellantis – per un’azienda su cinque tra quelle che hanno indicato la Francia come paese di destinazione, seguito dal tessile e agroalimentare, per il 15% delle aziende. «L’indagine racconta in dettaglio – sottolinea il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay – gli sforzi quotidiani dei nostri imprenditori e quanto sia importante il supporto di Regione Piemonte, Unioncamere e Sace anche per superare questa fase economica complessa, che origina anche dal rallentamento delle due economie nostre principali partner, Francia e Germania».


