Tutti i dossier caldi del governo: dai nuovi aiuti per il caro energia alla giustizia
Allo studio del Governo un nuovo decreto per impiegare entro fine mese i 6 miliardi del “tesoretto” previsti nel Def
di Andrea Carli
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I punti chiave
- Pd, M5s e Fi premono per un nuovo scostamento
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L’effetto che un extra deficit avrebbe sullo spread - La pioggia di proposte di modifica sul decreto taglia-prezzi
- Delega fiscale: mediazione tra Draghi e il centrodestra di governo
- La riforma della Giustizia approda in aula alla Camera
- Ddl Concorrenza: mercoledì 20 aprile riunione governo-capigruppo Camera e Senato
- Il punto di Draghi sulle riforme
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Una proroga degli aiuti per far fronte agli ulteriori effetti dell’incremento del costo dell’energia, nel contesto di un’inflazione che a marzo ha registrato un’accelerazione su base tendenziale dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni energetici. Nuovi fondi per l’accoglienza dei profughi ucraini, probabilmente un ampliamento della platea del bonus sociale e garanzie per la liquidità delle imprese. Si attendono questi e altri sostegni nel nuovo decreto su cui lavora il governo per impiegare entro fine mese circa 5 miliardi del “tesoretto” previsti nel Def. Il provvedimento, che dovrebbe vedere ottenere il via libera del Consiglio dei ministri questa settimana, probabilmente venerdì 22 aprile (anche se non si esclude uno slittamento alla prossima settimana), potrebbe anche allungare la durata ai finanziamenti garantiti alle imprese.
Per un secondo round più corposo di sostegni, si attende di capire se ci sarà una “risposta Ue”, una sorta di Recovery di guerra. E se non dovesse arrivare, si cercherà un’altra soluzione. Le richieste dei partiti di maggioranza, in parte, sono già sul tavolo: il leader del M5s Giuseppe Conte, per esempio, ha chiesto di azzerare l’Iva su prodotti alimentari come pane, latte, carne e pasta e di ridurla per le bollette di luce e gas; il segretario dem Enrico Letta ha ipotizzato un assegno energia per le famiglie più deboli.
Pd, M5s e Fi premono per un nuovo scostamento
Il braccio di ferro nella maggioranza è sulle risorse da mettere sul tavolo per sostenere famiglie e aziende. La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Def. Il documento ha ottenuto il via libera con 412 voti a favore, e 55 contrari. Fdi e Alternativa hanno votato contro. Nella risoluzione, la proroga del termine che obbliga le villette unifamiliari a effettuare il 30% dei lavori entro giugno per il Superbonus. Via libera anche alla risoluzione che aggiorna gli obiettivi di finanza pubblica e il relativo piano di rientro del saldo strutturale verso l’Obiettivo di Medio Termine (OMT). I voti a favore sono stati 407, 22 i contrari, 36 gli astenuti. Fdi si è astenuta.
Le richieste di scostamento sono condivise da più parti della maggioranza ma non da Palazzo Chigi e Mef, che per ora non hanno nei piani extra-deficit. Un nuovo scostamento di bilancio non deve essere un tabù per il Pd, che spinge per sgravi fiscali e contributivi, condividendo con il M5s la necessità di un meccanismo di detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. Per il partito di Giuseppe Conte, d’altronde, lo scostamento è senz’altro necessario, e da FI Alessandro Cattaneo ha esortato il premier Mario Draghi a un altro “Whatever it takes”. «Sei miliardi di euro di fronte allo scenario attuale non sono sufficienti, dobbiamo tutti sforzarci di fare di più - ha messo in evidenza il responsabile dei dipartimenti del partito azzurro -. È perciò il momento di investire , rivedendo il Pnrr date le nuove condizioni internazionali, utilizzare la leva fiscale in modo deciso e, se fosse necessario, utilizzare uno scostamento».


