Trump firma ordine esecutivo contro social media. Twitter lo censura: «Suo tweet esalta la violenza»
La polemica è nata dopo che la società di San Francisco ha corretto due cinguettii in cui il presidente Usa, in riferimento alla possibilità del voto per posta a causa del coronavirus, evocava il rischio di frode elettorale
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Twitter censura un tweet del presidente Usa Donald Trump, accusandolo di violazione dei propri standard sull' “esaltazione della violenza”. E successivamente il social ha censurato anche la Casa Bianca il cui profilo Twitter ha rilanciato il messagio del presidente Usa.
Il presidente, parlando dei disordini per l'uccisione dell'afroamericano George Floyd, aveva scritto: “Non posso star qui a guardare quel che succede in una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debolissimo sindaco di estrema sinistra Jacob Frey si dà una mossa, o manderò la Guardia nazionale per fare il lavoro che serve”. Il tweet resta però visibile.
Poche ore prima, Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo sui social media, che non avranno più immunità legale contro eventuali cause per i contenuti delle loro piattaforme. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il presidente Usa aveva annunciato che la sua amministrazione perseguirà una legislazione ad hoc sui social, in aggiunta al suo ordine esecutivo.
Trump ha detto di aspettarsi sfide legali al proprio provvedimento ma presume che il suo governo sarà in grado di affrontarle al meglio. Il presidente ha poi attaccato Twitter, accusando la società californiana di assumere «posizioni editoriali» e di fare «attivismo politico» quando interviene sui cinguettii degli utenti. Trump ha poi equiparato i social a un monopolio.
Trump attacca Twitter con un tweet
Nella giornata di venerdì, poi, il presidente degli Stati Uniti ha twittato nuove accuse contro il social network attraverso il quale diffonde i suoi messaggi: «Twitter non sta facendo nulla su tutte le menzogne e la propaganda fatte circolare dalla Cina o dalla sinistra radicale del partito democratico. Hanno messo nel mirino i repubblicani, i conservatori e il presidente degli Stati Uniti. La sezione 230 deve essere revocata dal Congresso. Fino a quel momento, sarà regolamentato» twitta Donald Trump, riferendosi alla normativa che garantisce l'immunità legale ai social contro eventuali cause per i contenuti postati sulle loro piattaforme.

