Guerra

Ucraina, la Russia avanza nel Kursk. Gravi perdite per Kiev dopo stop Usa a intelligence

Dobropillia, una città nella Regione di Donetsk, è stata colpita diverse volte ieri sera. Attacchi anche a Kharkiv

Gli attacchi nel Donetsk.  (Photo by Handout / National Police of Ukraine / AFP) /

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Circa 100 soldati russi hanno utilizzato un gasdotto per raggiungere le posizioni delle forze di difesa ucraine vicino all’area di Sudzha, nella regione russa di Kursk, ma sono stati bloccati e «stanno subendo perdite enormi», ha dichiarato lo Stato maggiore ucraino. La notizia dell’incursione russa è stata pubblicata inizialmente da Ukrainska Pravda citando una fonte di un’unità operativa ucraina nel Kursk, secondo la quale «fino a circa 100» russi «hanno utilizzato un gasdotto e sono usciti in un’area» vicino a Sudzha. «Non è stata una sorpresa, eravamo a conoscenza di questa azione. Ma l’attenzione del comando era stata spostata su Kurilovka qualche giorno fa», ha spiegato la fonte.

Successivamente, lo Stato maggiore ucraino ha riferito che continuano pesanti combattimenti a Kursk ma la situazione rimane sotto controllo ucraino, e che le forze speciali russe che hanno tentato di infiltrarsi nelle posizioni di Kiev a Sudzha tramite il gasdotto vengono «bloccate e distrutte» e stanno subendo perdite «enormi». Inoltre, ha smentito come false le segnalazioni di una sfondamento russo su larga scala del confine ucraino nell’oblast di Sumy.

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Le forze russe hanno lanciato diversi attacchi su Dobropillia, una città nella Regione di Donetsk, in Ucraina, nella serata di ieri. Almeno 14 persone sono state uccise e 37 sono rimaste ferite, ha riferito il governatore della Regione di Donetsk, Vadym Filashkin, osservando che altre persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Lo riportano i soccorittori.

Circa otto edifici residenziali sono stati danneggiati, riferisce una dichiarazione ufficiale. Dobropillia si trova a 94 chilometri a nord-ovest di Donetsk.

Nella regione di Kharkiv, sempre a est, un drone ha colpito una fabbrica nella città di Bogodukhiv, secondo quanto affermato da Oleg Sinogubov, capo dell’amministrazione militare regionale. “Purtroppo una persona è stata uccisa, il suo corpo carbonizzato è stato recuperato dalle macerie. Altre sette persone sono rimaste ferite”, ha scritto su Telegram. Il ministro della Difesa russo ha invece annunciato di aver intercettato 31 droni ucraini durante la notte, uno dei quali ha preso di mira la raffineria di Kirichi, nella regione di Leningrado.

Nel frattempio, nelle ultime 24 ore le truppe russe hanno liberato tre villaggi nella regione di Kursk. “Durante le operazioni offensive, le unità del Gruppo militare del Nord hanno liberato gli insediamenti di Viktorovka, Nikolaevka e Staraya Sorochina”, ha riferito il dipartimento militare russo, come riporta Tass.

I nuovi attacchi “dimostrano che gli obiettivi russi sono immutati” in Ucraina, scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram i dopo la serie di raid che hanno colpito l’Ucraina orientale. “Pertanto, è molto importante continuare a fare tutto il possibile per proteggere la vita, rafforzare la nostra difesa aerea e inasprire le sanzioni contro la Russia”, aggiunge Zelensky. “Tutto ciò che aiuta Putin a finanziare la guerra deve essere spezzato”, sottolinea il presidente ucraino.

Gravi perdite ucraine dopo stop Usa a intelligence

La decisione degli Stati Uniti di sospendere questa settimana il flusso di intelligence militare all’Ucraina ha favorito l’avanzata russa lungo una parte critica del fronte, soprattutto nel Kursk, uccidendo molti soldati ucraini negli ultimi giorni. Lo scrive Time. “Ci sono centinaia di ucraini morti”, ha detto un ufficiale Time. “Il problema più grande è il morale”, ha aggiunto, poiché le forze armate dell’Ucraina sono lasciate combattere senza alcuni dei loro migliori sistemi d’arma. E questo non a causa degli attacchi russi ma della marcia indietro americana. “Sta davvero creando un vantaggio per il nemico in prima linea”.

Kiev valuta ritiro da Kursk con 10.000 soldati a rischio

Le forze armate ucraine stanno valutando un ritiro da Kursk, con 10.000 soldati ucraini a rischio di accerchiamento dopo che la Russia ha sfondato le principali linee di difesa e interrotto le catene di approvvigionamento. Lo riporta il The Telegraph. Soldati delle truppe ucraine, che hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato, hanno detto al Kiev Independent il 7 marzo che la Russia aveva distrutto le loro catene di approvvigionamento di munizioni e cibo e che stavano affrontando un accerchiamento. Un soldato ha detto che la svolta è avvenuta negli ultimi giorni. Una fonte nell’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato al Time che le operazioni nella regione di Kursk sono state le più colpite dalla recente interruzione della condivisione di informazioni di intelligence da parte degli Stati Uniti.

Trump: “più facile” trattare con Mosca che con Kiev

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver trovato “più facile” trattare con la Russia che con l’Ucraina nel tentativo di porre fine alla guerra, pochi giorni prima dei colloqui programmati in Arabia Saudita tra i negoziatori statunitensi e ucraini.“Sinceramente trovo più difficile trattare con l’Ucraina, che non ha le carte in regola. Potrebbe essere più facile trattare con la Russia” ha affermato Trump. In precedenza il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato di essere pronto a imporre nuove sanzioni alla Russia se avesse continuato ad attaccare l’Ucraina e si fosse rifiutata di fare la pace.

“Dato che la Russia sta attualmente “martellando” l’Ucraina sul campo di battaglia, sto seriamente prendendo in considerazione sanzioni bancarie su larga scala, sanzioni e tariffe contro la Russia fino a quando non saranno raggiunti un cessate il fuoco e un accordo di pace definitivo”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul suo social network Truth.

Sondaggio Kiev, “la fiducia in Zelensky è cresciuta al 67%”

L’indice di fiducia dei cittadini ucraini per Zelensky ha guadagnato 10 punti percentuali raggiungendo quota 67%, probabilmente per effetto del diverbio con Donald Trump e JD Vance alla Casa Bianca il 28 febbraio. Lo rileva l’ultimo sondaggio, condotto fra il 14 febbraio e il 4 marzo, dall’Istituto di Sociologia di Kiev (Kiis), secondo quanto si legge sul sito dello stesso istituto. In base all’ultimo rilevamento, se il 67% ha fiducia nel presidente, seppure non rieletto lo scorso anno a causa della legge marziale, gli ucraini che di lui invece danno un giudizio negativo sono il 29% oltre a un 4% che non si esprime, con un divario del 20% fra chi si fida e chi no. Al 4 di febbraio la fiducia era attestata al 57%, la sfiducia al 37%, gli incerti al 6%, mentre il 24 dicembre le opinioni erano rispettivamente del 52%, 39% e 9%. La fiducia in Zelensky, scrive il Kiis, “è leggermente inferiore nell’Ucraina orientale”, dove i giudizi positivi sono del 60% e quelli negativi del 36%. Nelle altre regioni dell’ovest, del centro e del sud il tasso di fiducia è del 66%, con punte del 69%, quello di sfiducia fra il 28% e il 30%, al netto degli incerti.

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