Ucraina, è guerra. Draghi: «Dalla Ue sanzioni molto dure alla Russia». Von der Leyen: «Congeleremo asset russi in Europa»
Riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica presieduto dal presidente del Consiglio. Da Cdm pieno mandato a Draghi per risposta dura Ue
di Andrea Carli e Nicoletta Cottone
13' min read
I punti chiave
- G7: la Russia fermi lo spargimento di sangue e ritiri le truppe
- Draghi: «Dobbiamo essere uniti e fermi»
- «Attacco ingiustificato e ingiustificabile»
- Solidarietà piena dell’Italia all’Ucraina
- Sanzioni molto dure per la Russia
- Ucraina, democrazia colpita nella legittima sovranità
- L’Italia voleva una soluzione pacifica alla crisi: no allo spargimento di sangue
- Von der Leyen: «Congeleremo asset russi in Europa»
- Zelensky: «Fermare la guerra, serve una coalizione anti-Putin»
- Borrell: «Isolamento senza precedenti per la leadership russa»
- Macron chiede la fine immediata dell’aggressione russa
- Scholz: «Da Mosca eclatante violazione diritto internazionale»
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- Carfagna: «È il momento dell'unità per l’Europa e l’Occidente»
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- Letta: «Il Parlamento si riunisca per condannare senza ambiguità la Russia»
- Salvini: «Lega condanna ogni aggressione militare»
- Meloni: «Inaccettabile attacco Russia, Occidente sostenga Kiev»
- Conte: «Ferma condanna per attacco russo, ora risposta comune Ue»
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È guerra. E la guerra è in Europa. Putin attacca l’Ucraina e si moltiplicano le reazioni di dura condanna per l’attacco. La situazione è precipitata all'alba del 24 febbraio, quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato in diretta tv l'avvio delle operazioni militari in Ucraina. Una «operazione speciale» a difesa dell'indipendenza posticcia delle due repubbliche auto-dichiarate di Donetsk e Luhansk, nella regione del Donbass, ha detto. Sull’attacco il premier Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
G7: la Russia fermi lo spargimento di sangue e ritiri le truppe
Poi nella riunione del G7 i leader hanno sottolineato che è «questa crisi è una seria minaccia per l’ordine internazionale basato sulle regole, con ramificazioni ben oltre l’Europa». Hanno riaffermato l’impegno «incrollabile per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini e acque territoriali internazionalmente riconosciuti, nonché il diritto di qualsiasi Stato sovrano di determinare il proprio futuro e le proprie disposizioni di sicurezza». Alla Federazione Russa hanno chiesto di fermare «lo spargimento di sangue, di avviare immediatamente la de-escalation e di ritirare le sue forze dall’Ucraina».
Draghi: «Dobbiamo essere uniti e fermi»
«Siamo tutti molto colpiti da quanto è avvenuto stanotte. Questa crisi- ha detto Draghi al G7 - potrebbe durare a lungo, dobbiamo essere preparati. Voglio ringraziare gli Stati Uniti e il Presidente Joe Biden per la condivisione di informazioni in queste settimane, e la Commissione Europea per la buona proposta di sanzioni che è sul tavolo. Sulle sanzioni, siamo completamente allineati alla Francia, alla Germania, all’Unione Europea. Dobbiamo essere uniti, fermi, decisi e dobbiamo riaffermare in ogni possibile momento il nostro pieno sostegno all’Ucraina».
«Attacco ingiustificato e ingiustificabile»
Un attacco quello promosso dalla Federazione russa che già all’alba il premier aveva definito «ingiustificato e ingiustificabile». Il premier ha ricevuto un pieno mandato per una risposta dura in ambito Ue, sul piano delle sanzioni dal Consiglio dei ministri. «Il Governo italiano condanna l'attacco della Russia all'Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile», aveva già affermato all’alba il premier. «L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione». È in corso la riunione virtuale del G7 alla quale partecipa Draghi. Sul tavolo gli ultimi sviluppi della crisi in Ucraina.
Solidarietà piena dell’Italia all’Ucraina
«Il Governo intende lavorare senza sosta per risolvere questa crisi», ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. E ha espresso una «solidarietà piena e incondizionata del popolo italiano al popolo ucraino». La nostra ambasciata a Kiev, ha reso noto il premier, «è aperta, pienamente operativa e mantiene i rapporti con le Autorità ucraine, in stretto coordinamento con le altre Ambasciate, anche a tutela dei circa 2000 italiani residenti. L'ambasciata resta in massima allerta, pronta ad adottare ogni necessaria decisione».

