Ucraina: la “rete diplomatica” affianca gli aiuti militari, a breve la telefonata di Draghi con Putin
Con la chiamata tra Biden, Macron, Scholz, Johnson e Draghi confermato il formato “Quint” degli alleati Nato
di Carlo Marroni
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I punti chiave
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Trattative Russia-Ucraina (con spiragli, pare) ma senza fermare gli aiuti concreti in armi. E mano ferma sulle sanzioni. I “cinque grandi” paesi danno visibilità al fronte anti-Russia, cercando allo stesso tempo di tenere aperti i canali con Mosca, con colloqui diretti con Vladimir Putin. Dopo la nuova telefonata di Emmanuel Macron resta in programma dovrebbe essere la volta di Mario Draghi: il presidente del consiglio ha annunciato venerdì 25 marzo, al termine del Consiglio Ue, di voler parlare con il presidente russo, e ormai sembra questione di ore. «Nelle prossime ore il premier Mario Draghi sentirà il presidente Putin», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a Berlino.
Il formato “Quint” degli alleati della Nato
Intanto si conferma senza più incertezze (per l'Italia) il formato “Quint” degli alleati della Nato, con la nuova telefonata-conferenza tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro britannico Boris Johnson e Draghi. I leader hanno convenuto «sulla continua necessità di supportare e sostenere il popolo ucraino nella sua lotta contro la barbarie russa» ha reso noto Downing Street. Johnson «ha evidenziato gli spaventosi attacchi in corso in città come Mariupol, che hanno già subito settimane di bombardamenti». Le parole inglesi confermano l'atteggiamento molto risoluto di Londra sul fronte militare (su questo in linea con Washington), ma certo le posizioni non collimano sempre completamente, come sulle sanzioni, dove la Germania sarebbe più aperta ad un confronto sulle conseguenze (specie energetiche).
Nuovo colloquio Drghi-Zelensky: il dramma dei corridoi umanitari
Draghi due giorni fa ha sentito il 28 mrzo al telefono Volodymyr Zelensky. Il sostegno dell’Italia - ha detto - è forte, tangibile, torna a ribadire il premier, impegnato in prima linea in un percorso di pace. Il presidente ucraino lamenta il blocco dei corridoi umanitari, racconta la tragedia con cui il suo popolo è chiamato a fare i conti ogni giorno, con l’assedio che va avanti, i bombardamenti che non si fermano e le bombe che cadono dappertutto, anche sulle scuole. Sale il numero delle vittime tra i civili, e in questa terribile conta, di sangue e morte, i bambini non vengono risparmiati, spiega Zelensky al premier. Che torna a ribadire, con forza, che l’Italia c’è, al fianco delle autorità e del popolo ucraini, ribadendo la piena disponibilità del nostro Paese a a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole delle crisi in Ucraina.

