La guerra

Zelensky vede la pace entro l’anno. Centrali elettriche ucraine agli Usa. «Pace mai così vicina». Vertice con Putin in Arabia

I colloqui per un cessate il fuoco nella guerra della Russia con l’Ucraina continueranno domenica nella città saudita di Gedda.

? delivery courier rides his bike past damaged equipment retrieved from a Ukrainian power plant struck by Russian forces and put on display, in the Podil neighborhood of Kyiv on March 19, 2025, amid the Russian invasion of Ukraine. (Photo by Genya SAVILOV / AFP)

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“Vorrei ribadire ancora una volta che non siamo stati più vicini alla pace di quanto lo siamo oggi”. Lo ha detto durante l’incontro con la stampa la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sulla situazione in Ucraina.

Con il presidente Donald Trump «abbiamo concordato che l’Ucraina e gli Stati Uniti dovrebbero continuare a lavorare insieme per raggiungere una vera fine alla guerra e una pace duratura. Crediamo che insieme all’America, al presidente Trump e sotto la guida americana, si possa raggiungere una pace duratura quest’anno». Lo scrive su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, riferendo della sua telefonata con Trump, ringraziando “il presidente e il popolo americano per il loro sostegno”. “Abbiamo concordato di mantenere un contatto costante, anche al massimo livello e tramite i nostri team”, ha concluso. L’Ucraina ha accettato «la fine degli attacchi all’energia e ad altre infrastrutture civili» come «uno dei primi passi verso la fine completa della guerra». Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferendo della sua telefonata con Donald Trump, definendola «una conversazione positiva, molto sostanziale e schietta» nella quale il presidente americano «ha condiviso i dettagli della sua conversazione con Putin e le questioni chiave discusse». «Ho sostenuto questo passo e l’Ucraina ha confermato che siamo pronti a implementarlo», ha aggiunto riferendosi alla proposta russa di tregua parziale. Trump ha anche ventilato a Zelensky la possibilità che gli Stati Uniti posseggano le centrali elettriche ucraine.

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«Ho appena finito un’ottima telefonata con il presidente Zelensky che è durata circa un’ora». Lo scrive su Truth Donald Trump, precisando che il colloquio ha riguardato «per la maggior parte la chiamata di ieri con il presidente Putin per allineare sia la Russia che l’Ucraina in termini di richieste e necessità. Siamo sulla buona strada e chiederò al Segretario di Stato Marco Rubio e al Consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz di fornire una descrizione accurata dei punti discussi. Tale dichiarazione verrà pubblicata a breve», ha aggiunto Trump.

Putin, dal canto suo, ha affermato oggi che «le forze russe stanno completando l’operazione per cancellare le truppe ucraine nella regione di Kursk, truppe ucraine nel Kursk che sono soprattutto mercenari, terroristi».

Le forze armate russe intanto hanno attaccato con un drone due ospedali di Sumy, tra cui uno pediatrico, nel nord est dell’Ucraina provocando danni, ma senza causare vittime. Lo riferiscono i media ucraini spiegando che in seguito all’attacco sono stati evacuati 147 pazienti, tra cui nove con mobilità ridotta, in seguito all’allarme aereo diffuso. Durante il raid, oltre ai 147 pazienti anche 21 membri dello staff ospedaliero si trovavano all’interno della struttura presa di mira. Nell’ospedale accanto si trovavano invece 49 pazienti e 11 dipendenti. “I locali dell’ospedale sono stati gravemente danneggiati. E’ scoppiato un incendio”, ha affermato l’ufficio del procuratore generale di Kiev. Da mesi Sumy è sotto tiro, da lì passa la logistica diretta a Sudhza. Sumy è una delle regioni su cui si pensa possa accanirsi la controffensiva russa ma non è successo solo questo.

La Russia ha inoltre lanciato un attacco con droni sul sistema elettrico che alimenta le ferrovie nella regione ucraina di Dnipropetrovsk (centro), ha annunciato la compagnia ferroviaria statale Ukrzaliznytsya, come riporta la Bbc. Parti della ferrovia sono rimaste senza elettricità, ma il traffico non è stato interrotto. Dopo l’arrivo dei soccorritori, Mosca ha lanciato un altro attacco, noto come “doppio tocco”, afferma Ukrzaliznytsya, aggiungendo che non ci sono vittime. L’attacco giunge poche ore dopo che il presidente russo Vladimir Putin si è impegnato a sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni.

Andriy Yermak, capo dell’ufficio di Zelensky, su X sottolinea: «La Russia attacca le infrastrutture civili e la popolazione. A Sumy, un drone russo Shahed ha colpito un ospedale. In questo momento la Russia sta attaccando le infrastrutture civili e le persone», ha affermato.

La diplomazia

Intanto a livello diplomatico, continuano i negoziati. Più precisamente, i colloqui per un cessate il fuoco nella guerra della Russia con l’Ucraina continueranno domenica nella città saudita di Gedda, ha detto l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff. In un’intervista con Fox News poche ore dopo la lunga telefonata tra Trump e Putin, Witkoff ha parlato in particolare della tregua sulle infrastrutture energetiche e sugli obiettivi nel Mar Nero: «Penso che entrambi siano ora concordati dai russi. Sono certamente fiducioso che gli ucraini saranno d’accordo», ha detto.

Il consigliere per la sicurezza nazionale americana Mike Waltz ha detto di aver parlato oggi con la sua controparte russa e di avere in programma stamane una chiamata con funzionari ucraini. «La diplomazia delle due sponde è dura, ma stiamo procedendo e spingendo entrambe le parti verso un cessate il fuoco e la fine di questa guerra», ha dichiarato il funzionario ai giornalisti alla Casa Bianca. Waltz ha confermato che nei prossimi giorni ci saranno nuovi colloqui con Mosca in Arabia Saudita. «Ho concordato con la mia controparte russa Yuri Ushakov che i nostri team si incontreranno a Riad nei prossimi giorni per concentrarsi sull’implementazione e l’ampliamento del cessate il fuoco parziale».

E in Arabia Saudita ci sarà l’incontro tra Putin e Trump, fa sapere il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha riferito a Interfax che l’incontro non è stato affrontato nella telefonata di ieri tra i due leader.

Si oppone alla piega che stanno prendendo le cose, l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas. L’Europa, dice, «non può accettare» che il flusso di armi all’Ucraina si blocchi perché la Russia vuole che Kiev «abbassi la guardia». «Abbiamo visto - ha detto Kallas - quel che è successo con Minsk 1 e 2: se Mosca ottiene il divieto di fornire aiuti militari all’Ucraina sarà libera di continuare perché gli ucraini non potranno difendersi da soli, quindi è chiaro che non può funzionare, non può essere l’accordo», spiega. «La garanzia di sicurezza più forte è un esercito ucraino forte, anche questo è molto chiaro».

Il giallo delle due versioni sugli aiuti

«Se si leggono i due resoconti della telefonata - continua Kallas - è chiaro che la Russia non vuole fare concessioni. Mi risulta che la Russia abbia detto che ci sono stati colloqui sugli aiuti militari all’Ucraina, mentre Trump dice di no, che questo non è stato discusso». «Ciò dimostra anche che della Russia non ci si può fidare, forse ora lo vedono anche gli americani. Ora è lecito chiedersi cosa succederà», ha aggiunto.

Infatti Trump ha affermato che nella chiamata di ieri con Putin non è stata discussa la questione degli aiuti militari all’Ucraina, nonostante il Cremlino abbia affermato che il leader russo aveva chiesto la fine dell’assistenza militare a Kiev. «Non abbiamo parlato di aiuti, non ne abbiamo parlato affatto», ha detto Trump in un’intervista serale al programma “The Ingraham Angle” della Fox News. «Abbiamo parlato di tante cose, ma non si è mai parlato di aiuti», ha aggiunto come riporta Reuters sul sito.

Le deportazioni dei bambini ucraini

Ci sono però molte voci che sottolineano come Trump stia venendo incontro a molte istanze russe e stia favorendo i russi in molti modi. Uno di questi riguarda il fatto che il presidente americano abbia messo fine al programma che traccia le deportazioni di massa dei bambini ucraini in Russia. Lo scrive il Washington Post. I ricercatori e gli esperti coinvolti nell’iniziativa, guidata dall’Humanitarian Research Lab della Yale University, sono stati informati in febbraio che il dipartimento di Stato aveva silenziosamente rescisso il loro contratto, uno dei migliaia eliminati su richiesta del Doge di Elon Musk. In tal modo i ricercatori hanno perso l’accesso a una grande quantità di informazioni, tra cui immagini satellitari e dati biometrici che tracciavano le identità e le posizioni di ben 35.000 bambini ucraini.

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