L’incontro degli alleati di Kiev

Ucraina, vertice dei volenterosi a Parigi: nessuno stop alle sanzioni su Mosca

Accanto a Emmanuel Macron, c’è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I leader europei dubbiosi sulla possibilità che la Russia attui il cessate il fuoco parziale annunciato

Poland's Prime Minister Donald Tusk, Ukraine's President Volodymyr Zelensky, France's President Emmanuel Macron, Britain's Prime Minister Keir Starmer and European Commission President Ursula Von der Leyen pose for a family picture during a meeting as part of a summit for "Coalition of the Willing" at Elysee Palace in Paris, France March 27, 2025. Ludovic Marin/Pool via REUTERS

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Nuovo vertice dei “volenterosi” questa mattina a Parigi, attorno ad Emmanuel Macron nei saloni dell’Eliseo, con la partecipazione di una trentina di paesi alleati dell’Ucraina, fra i quali l’Italia, rappresentata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul tavolo, la “finalizzazione” delle garanzie di sicurezza da offrire a Kiev nel caso di un accordo di pace con la Russia.

Accanto a Macron, c’era il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, già ricevuto ieri sera all’Eliseo, dove Macron gli ha pubblicamente annunciato ulteriori aiuti militari della Francia per un ammontare di 2 miliardi di euro. Fra i partecipanti al vertice, oltre a Meloni, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il vicepresidente turco Cevdet Yilmaz, il capo della Nato, Mark Rutte, e i vertici dell’Unione europea.

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Macron: si lavora per forza di “rassicurazione” in Ucraina guidata da Francia e Uk

Il presidente francese Emmanuel Macron ha informato che si lavorerà per una «forza di rassicurazione» franco-britannica come fattore di dissuasione per scongiurare nuovi attacchi della Russia in Ucraina. «Su questo non c’è unanimità tra gli Stati e per questo ci sarà un co-pilotaggio franco-britannico per una forza di rassicurazione sulla qualche concordano diversi altri paesi». Macron ha precisato che prossimamente i capi delle forze armate francese e britannica saranno a Kiev per discutere «quali sono i bisogni dell’Ucraina, le aree considerate critiche, le necessità militari in termini di quantità di forze: niente è escluso, si parlerà di dimensione aerea, terrestre e marittima». Macron ha aggiunto che la forza di rassicurazione «non sostituirà l’esercito ucraino». Di tutto questo si cercherà una condivisione con gli Stati Uniti. Macron ha indicato anche che le sanzioni contro la Russia «non devono essere tolte prima che la pace sia stabilita». «Abbiamo deciso all’unanimità che non è il momento di revocare le sanzioni, quali che siano», ha detto il presidente francese al termine del vertice all’Eliseo. «Non ha senso una politica di revoca delle sanzioni prima che la pace non sia chiaramente raggiunta», ha aggiunto Macron, lamentando poi il fatto che non ci sia «alcuna risposta russa» alle proposte di pace. Circa gli asset russi congelati, il presidente freancese ha detto che il quadro giuridico in questione «è molto chiaro: non abbiamo il diritto di sequestrare i beni congelati perchè non c’è la base giuridica». Altra cosa è utilizzare i proventi derivanti dalla detenzione degli asset per lo più in carico a Euroclear (società belga) per finanziare il sostegno a Kiev. Infine il presidente francese ha indicato che «sarà accelerata l’erogazione da parte europea del finanziamento deciso dal G7 per finanziare l’acquisto di artiglieria da parte dell’Ucraina».

Il sostegno a Kiev prosegue

Nel corso del vertice, i partecipanti si sono mostrati determinati a continuare a sostenere l’Ucraina finché non raggiungerà la pace giusta e duratura che merita. Durante l’incontro di oggi, che fa seguito a quello di Gedda e agli accordi raggiunti in quell’occasione, i partecipanti hanno espresso dubbi sulla possibilità che la Russia attui il cessate il fuoco parziale annunciato. E’ quanto indicano fonti Ue riferendo sulla discussione al vertice sulla sicurezza ucraina convocato dal presidente francese Emmanuel Macron. Durante l’incontro, il presidente ucraino Zelensky ha evidenziato le sue esigenze e aspettative più pressanti. Il modo migliore per sostenere l’Ucraina è «restare coerenti con il nostro obiettivo di un cessate il fuoco globale e di una pace duratura e giusta. Ciò significa mantenere la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni. Sarebbe un errore strategico cedere alla tentazione di un allentamento precoce delle sanzioni», ha sostenuto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla riunione sulla sicurezza a Parigi stando a fonti Ue. Cosicchè l’obiettivo della “pace attraverso la forza” rimane la strategia europea «e ciò richiede di intensificare il nostro supporto multilivello all’Ucraina: militare, finanziario, energetico, ricostruzione, adesione alla Ue», ha detto l’ex premier portoghese.

«Non è ancora il momento di revocare le sanzioni» contro la Russia per la guerra in Ucraina, ha ribadito il premier britannico Keir Starmer dopo il vertice di Parigi, rivolgendosi ai media con al fianco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e lasciando il meeting assieme a lui. Starmer ha poi rivendicato il sostegno dei Paesi della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” «in un momento cruciale». Un sostegno destinato a proseguire «per tutto il tempo necessario» ha insistito, dopo gli aiuti assicurati in tre anni di guerra. L’Europa si sta «mobilitando» in quanto continente, dentro e fuori i confini dell’Ue, «come non si vedeva da decenni», ha poi detto Starmer ribadendo comunque che «il sostegno degli Usa» è indispensabile per imporre a Mosca un vero cessate il fuoco e assicurare agli alleati le garanzie del caso.

Scholz: centrali le garanzie di sicurezza Usa per Kiev e Ue

Una posizione condivisa anche dal cancelliere tedesco Olaf Scholz: «Gli Usa devono sentirsi insieme a noi responsabili per la sicurezza dell’Ucraina e per la sicurezza e la pace dell’Europa. Per questo siamo nella Nato. È chiaro che sia del tutto centrale che vi siano garanzie degli Usa sulla sicurezza», ha aggiunto.

Meloni: impegno per la pace nel contesto euroatlantico

«L’impegno dei partner europei e occidentali per una pace giusta e duratura, che necessita del continuo sostegno all’Ucraina e di garanzie di sicurezza solide e credibili», deve «trovare fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington». Questa linea è stata ribadita dalla premier Giorgia Meloni secondo una nota diramata da Palazzo Chigi. L’articolo 5 del trattato Nato prevede il sostegno ai paesi membri nel caso di attacco dall’esterno, in tal caso sarebbe esteso all’Ucraina. Nella nota si aggiunge che nella riunione di oggi i leader «hanno anche discusso l’importanza di una efficace attuazione e monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, in linea con la posizione del governo italiano». Meloni ha, inoltre, indicato come sia ora importante poter estendere il cessate il fuoco parziale alle infrastrutture civili, come le scuole e gli ospedali, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco totale. Ribadendo che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno, la premier italiana ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento.

I quattro punti

La presidenza francese aveva parlato di un ordine del giorno della riunione articolato attorno a 4 grandi punti: il proseguimento degli aiuti militari all’Ucraina e il contributo di ogni paese, le modalità di un cessate il fuoco “completo”, la preparazione di un potenziale “dopo-tregua” e le condizioni del dispiegamento di una forza europea in Ucraina per garantire la pace, iniziativa che vede in prima linea la coppia franco-britannica.

Per l’Eliseo, «la miglior garanzia di sicurezza sono i mezzi che daremo all’Ucraina per difendersi». La presidenza francese ha tenuto a precisare che «tutto sarà fatto in perfetta trasparenza con i nostri partner americani» e che Macron informerà Donald Trump dei risultati del vertice fin dalla stessa giornata di oggi.

«Torniamo a Parigi per riaffermare il nostro incrollabile sostegno al popolo ucraino. Riconosciamo ogni sforzo per ottenere la pace che l’Ucraina merita. Una pace che deve essere giusta e duratura. L’Europa farà parte della soluzione», ha affermato su X il premier spagnolo Pedro Sanchez prima del vertice.

La forza di garanzia lontano dal fronte

Un documento del summit visionato dalla Reuters fa riferimento ad una possibile futura “forza di garanzia” in Ucraina lontano dal fronte “come parte di un futuro accordo di pace e con il sostegno degli Stati Uniti”.

Una tale forza posizionata in Ucraina mirerebbe a offrire garanzie di sicurezza e scoraggiare future aggressioni da parte della Russia. «L’obiettivo è consentire all’Ucraina di mantenere la situazione sul terreno e resistere all’aggressione russa, costruendo allo stesso tempo elementi credibili per questa pace duratura», ha affermato Macron. Zelensky ha detto che spera che ci sia più chiarezza su quali paesi alla fine si impegneranno in una tale forza, pur riconoscendo che non è semplice e si è all’inizio del processo.

Evidenziando opinioni diverse tra i partner dell’Ucraina, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito l’opposizione del suo Paese a qualsiasi forza di questo tipo. «Non inviare truppe in missione a meno che non facciano parte delle Nazioni Unite, (questa) è l’unica condizione per noi per schierare personale militare» in Ucraina, ha detto Tajani.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato Francia e Gran Bretagna di escogitare piani per un intervento militare in Ucraina con il pretesto di una missione di mantenimento della pace, aggiungendo che tale intervento potrebbe portare a uno scontro militare diretto tra Russia e Nato.

Di forza da qualche parte lungo il fiume Dnepr, lontano dalle linee del fronte (soluzione promossa dalla Francia) parla anche l’AP, citando un funzionario francese che ha parlato a condizione di mantenere l’anonimato. Il funzionario ha affermato che altre possibili opzioni al vaglio sono lo schieramento di una forza di supporto ancora più lontano dai fronti, nell’estremo ovest dell’Ucraina o in un Paese vicino.

Zelensky, mentre è in corso il summit, ha affermato che l’Europa deve «dimostrare» di sapersi «difendere».

Mosca: Kiev attacca i nostri siti energetici

Intanto Mosca ha accusato l’Ucraina di aver condotto raid contro tre siti energetici russi ieri e oggi, in quella che sarebbe una violazione della tregua su questi siti concordata con la mediazione americana. «Nonostante le dichiarazioni del regime di Kiev su una presunta cessazione degli attacchi contro le installazioni energetiche russe, le forze armate ucraine hanno continuato a condurre raid contro nel corso delle ultime 24 ore», ha denunciato il ministero della Difesa russo, individuando due siti nella regione di Briansk e uno in Crimea.

Raid russo su Kherson, due morti e medico ferito

La Procura regionale di Kherson - riportano i media ucraini - sostiene che un raid russo ha colpito il centro di Kherson uccidendo due persone e ferendone altre quattro. Tra i feriti c’è un membro dell’equipaggio di un’ambulanza che stava soccorrendo un uomo ferito in un attacco russo avvenuto poco prima. In città c’è stata una parziale interruzione della corrente.

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