Ue: «Riconoscere i genitori Lgbtq+ in tutti gli Stati membri», ma essere gay è illegale ancora in 69 Paesi
È stata presentata dalla Commissione Ue la proposta di regolamento per armonizzare le norme di diritto internazionale privato sulla genitorialità
di Monica D'Ascenzo
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I punti chiave
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I genitori dello stesso sesso e i loro figli dovrebbero essere riconosciuti come una famiglia in tutti gli Stati membri dell’Ue. È uno dei principi al centro della proposta di regolamento presentata dalla Commissione Ue per armonizzare le norme di diritto internazionale privato sulla genitorialità. L’Unione Europea prende posizione nel dibattito internazionale sui diritti delle persone Lgbtq+ e lo fa con chiarezza: «La proposta è incentrata sull’interesse superiore e sui diritti del bambino», spiega Bruxelles, evidenziando che «la genitorialità stabilita in uno Stato membro dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli altri Stati membri, senza alcuna procedura speciale», incluso il riconoscimento per i «genitori dello stesso sesso».
Sul tema interviene su Twitter direttamente la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha scritto:
Genitori Lgbtq+, 2 milioni di bambini
«Sono circa 2 milioni i bambini che si vedono negare il rapporto giuridico con i genitori» quando «la famiglia si trasferisce in un altro Stato membro che non riconosce la genitorialità precedentemente stabilita dal Paese membro di origine. Questa situazione non è accettabile per la Commissione Ue» ha sottolineato il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, presentando la proposta per il riconoscimento della genitorialità e dei genitori gay in tutta l’Unione. «È per questo - ha aggiunto - che proponiamo questo regolamento che dovrà essere adottato dal Consiglio Ue all’unanimità previa consultazione con l’Europarlamento».
Le nuove norme
Le nuove norme, afferma la Commissione europea, garantiranno «chiarezza giuridica a tutti i tipi di famiglie che si trovano in una situazione transfrontaliera all’interno dell’Ue» e consentiranno «ai minori in situazioni transfrontaliere di beneficiare dei diritti derivanti dalla genitorialità ai sensi del diritto nazionale, in questioni quali la successione, il mantenimento, l’affidamento o il diritto dei genitori di agire in qualità di rappresentanti legali del minore (per questioni scolastiche o sanitarie)».
I figli di genitori dello stesso sesso, si legge nel testo della proposta di regolamento, «avranno stessi diritti in tutta la Ue». Nel dettaglio «dato che nel diritto internazionale, nel diritto dell’Unione e negli ordinamenti degli Stati membri tutti i minori hanno gli stessi diritti senza discriminazioni, la proposta prevede il riconoscimento della genitorialità di un minore indipendentemente dal modo in cui il minore è stato concepito o nato e indipendentemente dal tipo di famiglia del bambino. La proposta include quindi il riconoscimento della genitorialità di un bambino con genitori dello stesso sesso e anche il riconoscimento della genitorialità di un bambino adottato».



