Commercio

Trump rinvia di un mese i dazi a Messico e Canada. Minaccia del 10% sulla Ue. Summit con la Cina

Il Messico prima minaccia ricorsi poi annuncia un accordo: dazi fermi. La Cina ricorrerà al WTO ma domani il presidente USA parlerà con XiPing. Il Canada straccia un contratto da 100 milioni di Dollari con la società di Musk.

di Redazione OnLine

Aggiornato il 03 febbraio 2025

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Usa, al via i dazi di Trump: l'Ue pronta a 'difendersi'

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Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato nella serata di domenica che lunedì avrebbe tenuto colloqui con i leader di Canada e Messico dopo aver firmato dazi punitivi del 25% verso entrambi i Paesi. In effetti ci sono stati già due colloqui con il primo ministro del Canada Trudeau (andati «molto bene», secondo Trump), da cui è scaturita una sospensione delle tariffe per il Canada di 30 giorni. Nell’annunciare la sospensione dei dazi Usa al Canada, Justin Trudeau ha detto su X che Ottawa «sta implementando il suo piano al confine da 1,3 miliardi di dollari, rafforzando la frontiera con nuovi elicotteri, tecnologia e personale, un migliore coordinamento con i nostri partner americani e maggiori risorse per fermare il flusso di fentanyl. Circa 10.000 persone in prima linea stanno lavorando e lavoreranno per proteggere il confine». Inoltre «il Canada sta prendendo nuovi impegni per nominare uno zar del fentanyl e definire i cartelli come terroristi».

Dopo un braccio di ferro, durato tutta la mattina, la Casa Bianca ha confermato che anche l’imposizione dei dazi contro il Messico è stata rinviata di un mese. «Durante questo mese, ci saranno delle trattative con il Messico», ha spiegato. Trump ha poi detto che parteciperà alle trattative con la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, e «cercheremo di raggiungere un accordo tra i nostri due Paesi».

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Domani Trump avrà un colloquio con Xi Jinping, il presidente della Cina.

Dazi alla Ue

Trump sta anche prendendo in considerazione l’idea di imporre dazi del 10 per cento all’Unione Europea. Lo ha riportato il quotidiano britannico Telegraph.

L’iniziativa alimenterebbe la guerra commerciale globale in corso, iniziata sabato quando il presidente degli Stati Uniti ha imposto una serie di misure protezionistiche sulle merci importate da Messico (ora congelate), Canada e Cina.

L’Unione europea ha promesso di reagire “con fermezza” se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avesse dato seguito alla sua minaccia di imporre dazi sulle importazioni dai Paesi della Ue. “La Ue risponderà con fermezza a qualsiasi partner commerciale che imponga tariffe doganali sui prodotti della Ue in modo ingiusto o arbitrario”, ha affermato letteralmente un portavoce della Commissione europea citato dall’Afp.

Colloquio Pechino-Washington

La Cina ha espresso “forte disappunto” e “si oppone fermamente” ai dazi statunitensi sulle importazioni di beni cinesi decisi da Trump: lo ha dichiarato il ministero del Commercio cinese, sottolineando come l’iniziativa violi le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e danneggi la cooperazione economica tra i due Paesi.

Pechino si è impegnata a presentare un reclamo al Wto e ad adottare contromisure per proteggere i propri diritti e interessi, invitando Washington a “correggere l’errore e ad avvicinarsi alla Cina, ad avviare un dialogo, a rafforzare la cooperazione e ad affrontare la risoluzione dei problemi basandosi sui principi di uguaglianza, vantaggio e rispetto reciproci”, conclude il comunicato del Ministero.Dazi Usa, Trudeau: avranno conseguenze anche per gli americani

Anche il Canada, come la Cina, ricorrerà all’Omc

Dopo la Cina, anche il Canada ha annunciato che farà causa agli Usa presso l’Organizzazione mondiale del commercio per i dazi.

I dazi decisi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle importazioni dal Canada limiteranno l’accesso di Washington a beni essenziali per la propria sicurezza nazionale, tra cui nichel, potassio, uranio, acciaio e alluminio, ha dichiarato il premier canadese, Justin Trudeau. “Il Canada nemmeno permette alle banche statunitensi di aprire o fare affari lì. Di cosa parliamo?”, ha scritto in una nota Trump, parlando della situazione commerciale tra i due Paesi. Il neo presidente americano ha di nuovo accusato Canada e Messico per la droga Fentanyl, arrivata attraverso i loro confini e che “hanno ucciso centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti”.

Il Canada imporrà dazi doganali sui prodotti americani in risposta a quelli annunciati dal presidente degli Stati Uniti. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato tariffe “del 25% sui prodotti americani per un totale di 155 miliardi di dollari canadesi” (102 miliardi di euro). Si tratta di un quinto delle importazioni annuali degli Stati Uniti in Canada.

I dazi doganali saranno applicati a 30 miliardi di dollari di merci a partire da martedì 4 febbraio e si applicheranno a “prodotti di consumo quotidiano come birra, vino e bourbon americano, frutta e succhi di frutta”, ha detto il primo ministro. Non solo, le tariffe coinvolgeranno anche “verdure, profumi, abbigliamento e calzature, prodotti di consumo quotidiano come elettrodomestici, mobili e attrezzature sportive, materiali come legname e plastica”.

“Non vogliamo combattere questa battaglia, ma non la perderemo”. Così alla Cnn Chrystia Freeland, ex ministra delle Finanze canadese che si candida a sostituire Justin Trudeau come primo ministro.

Freeland ha definito ’’perdente’’ sia per gli americani, sia per i canadesi la strategia ’’terribile’’ di Donald Trump sui dazi. “Il presidente ha deciso di rendere più caro il gas negli Stati Uniti. Ha deciso di rendere più cari i generi alimentari negli Stati Uniti. E la nostra rappresaglia costerà posti di lavoro agli americani. È completamente ridicolo. Non vogliamo farlo”, ha detto.

Intanto, una delle prime vittime della guerra commerciale avviata dal presidente statunitense Donald Trump è Elon Musk. Doug Ford, il primo ministro dell’Ontario, una delle province del Canada, ha annunciato la cancellazione dell’accordo da 100 milioni di dollari firmato a novembre con Musk per la fornitura della banda larga nelle regione rurali. “Stracceremo il contratto con Starlink”, ha annunciato Ford su X, la piattaforma social di Musk. “L’Ontario non farà affari con persone fortemente determinate a distruggere la nostra economia”.

E’ “molto difficile fare affari” con il Canada. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che tra un’ora avrà una telefonata con il primo ministro canadese, Justin Trudeau, con al centro i dazi. “E non possiamo permettere che se ne approfittino degli Stati Uniti”, ha aggiunto Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Il Messico piega la testa

Il Messico aveva annunciato che avrebbe fatto ricorso a “misure tariffarie e non tariffarie” per proteggere i propri interessi nazionali: lo aveva dichiarato la presidente messicana Claudia Sheinbaum sul proprio profilo di X. Ma in giornata l’imposizione dei dazi contro il Messico è stata rinviata di un mese. “Durante questo mese, ci saranno delle trattative con il Messico”, ha spiegato. Trump ha poi detto che parteciperà alle trattative con la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, e “cercheremo di raggiungere un accordo tra i nostri due Paesi”. Parte della trattativa dovrebbe ruotare attorno all’invio di 10mila soldati messicani a presidiare il confine con gli Stati Uniti, per impedire l’immigrazione illegale.

Germania e Francia: l’Ue ha gli strumenti per rispondere

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha messo in guardia sugli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti ai suoi partner commerciali, a partire da Messico e Canada. “Lo scambio globale di beni e materie prime si è rivelato una grande storia di successo che ha portato prosperità a tutti noi”, ha affermato il cancelliere in punto stampa dopo un incontro con il primo ministro britannico,

Keir Starmer, nella sua residenza di Chequers Country fuori Londra. “Ecco perché è importante non dividere il mondo con molte barriere doganali, ma rendere possibile questo scambio di beni e servizi anche in futuro”, ha aggiunto.

Alla domanda su possibili contromisure europee, Scholz ha affermato che l’Ue è un’area economica forte e ha “le sue opzioni di azione”.

Il ministro francese dell’Industria e dell’Energia, Marc Ferracci, “spera” in una risposta dell’Unione Europea se Donald Trump dovesse imporre dazi contro le merci europee. “Dobbiamo reagire”, ha detto intervistato da France Info, e nella trattativa che è già iniziata a livello tecnico con l’amministrazione Trump, non dobbiamo iniziare facendo concessioni. Non dobbiamo iniziare dicendo che compreremo di più prodotti americani in questo o quel settore industriale o agricolo”. “Dobbiamo abbandonare l’ingenuità sul piano commerciale, ma anche su quello del diritto alla difesa”, ha aggiunto.

Trump: «Wsj guida la lobby anti-dazi e giustifica Cina»

Donald Trump il 2 febbraio ha attaccato - tra i tanti - anche il Wall Street Journal per i dazi. “Un giornale globalista - ha scritto il presidente americano in un post su Truth - e sempre sbagliato che guida la lobby contro i dazi e giustifica Canada, Messico e Cina, che da decenni fregano gli Stati Uniti sul commercio, il crimine e le droghe velenose. Questi giorni sono finiti, questa sarà l’età dell’oro per l’America”, ha concluso.

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