Ulturale conquista il mondo con le cravatte scaramantiche
Un cornetto nascosto di corallo rosso ha fatto la fortuna dell'azienda
di Patrizia Maciocchi
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Italiani popolo di eroi, santi, poeti, navigatori e scaramantici. Forte è per molti la tentazione di lasciarsi andare a un gesto apotropaico per allontanare la sfortuna al passaggio del gatto nero o del carro funebre. Ma per farlo bisogna rinunciare a un po’ di classe. E non tutti se la sentono.
Diverso è se lo stesso effetto protettivo del “gestaccio” si può ottenere semplicemente sfiorandosi una cravatta che nasconde all’interno un piccolo corno: le sue dimensioni ridotte non diminuiscono la sua efficacia. La cravatta fa parte di una linea di Ulturale, impresa nata a Napoli nel 1948, che a scanso di equivoci l’ha battezzata “Tie''”: è prodotta, neppure a dirlo, a Napoli, e ha varcato i confini campani e nazionali. Ed è entrata nel guardaroba di capi delle istituzioni e politici.
L’accessorio contro la jella si può trovare nell’armadio del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, come in quello di alcuni suoi predecessori come Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Se lo scopo dell’uso della cravatta è comune, non mancano le varianti e le personalizzazioni di una creazione comunque sobria ed elegante, come si conviene alla migliore tradizione della sartoria partenopea.
Quella scelta dal Quirinale per la Repubblica Italiana sacrifica la funzione primaria dell’accessorio e rende omaggio alla bandiera: la versione scelta dal Colle ha i punti a smerlo tricolori e il logo della Presidenza della Repubblica ricamato in oro zecchino. In ogni caso i primi a cui il corno ha portato fortuna sono stati proprio gli ideatori della cravatta propiziatoria.
L’impresa della famiglia Ulturale, che vanta 71 anni di storia, ha spiccato il volo decisivo nel 2005, quando uno dei soci ha letteralmente sognato la cravatta con l’antimalocchio incorporato. Il successo è nei numeri: il fatturato dell’azienda è passato dai 120mila euro del 2004, anno di nascita della società, ai 300mila euro del 2005, anno di introduzione del cornetto in corallo rubrum mediterraneo e argento 925, fino a lievitare ai due milioni di euro del 2018.

