Un bando per rivitalizzare periferie e piccoli centri spopolati
Nuovo sviluppo
di Valeria Zanetti
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Piccoli borghi, abitati oramai solo da anziani. Centri minori che necessitano di essere rivitalizzati. Località isolate, spesso prive di servizi, dalle quali giovani e famiglie si allontanano. Per invertire la rotta Fondazione Cariverona vara il bando Nuovo Sviluppo, focalizzato sul rilancio delle aree interne di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. Cerca progetti innovativi e concreti interventi per il ripopolamento e la rigenerazione di aree periferiche nelle province. Mette a disposizione un milione e 300mila euro complessivi: ogni iniziativa potrà essere finanziata con importi che oscillano tra i 50 e i 100mila euro, mentre le candidature potranno essere presentate entro le 13 del 9 settembre.
«Investiamo in proposte che inneschino programmi di crescita sostenibile, per offrire risultati tangibili alle nostre comunità di riferimento», spiega il presidente, Alessandro Mazzucco. «Una parte preponderante del territorio italiano è caratterizzata da un’organizzazione fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali».
Così i giovani si spostano verso le città e i territori si spopolano. Un peccato, perché si tratta spesso di aree di interesse naturalistico, artigianale e culturale che potrebbero generare crescita, specializzandosi nel turismo lento e sostenibile, in coltivazioni di nicchia, in produzioni di eccellenza.
Con il bando Nuovo Sviluppo la Fondazione cerca di dare la sveglia a questi territori, attraverso programmi di valorizzazione delle risorse naturali, culturali, sociali, storiche e artistiche del territorio, promuovendo nuove forme di turismo centrato sulla destagionalizzazione, rigenerando i sistemi agricoli, le aree boschive e le attività di allevamento della tradizione, recuperando anche in chiave innovativa, il saper fare dell’artigianato e della produzione locale, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
«Siamo concreti nel perseguire le priorità stabilite nella nostra programmazione pluriennale 2020-2022.Con questa nuova opportunità ci concentriamo su l’obiettivo strategico che guarda all’innovazione sociale, al benessere e alla qualità della vita delle nostre comunità», evidenza Mazzucco. Gli interventi proposti dovranno interessare aree interne, periferiche, marginali dei territori di riferimento, ma non zone isolate o in degrado di capoluoghi o Comuni di grandi dimensioni. I progetti dovranno essere in grado di innescare nel medio periodo processi di crescita sostenibile, dovranno avere esiti concreti e tangibili sul patrimonio collettivo accessibile e fruibile, evidenziare dinamiche di coinvolgimento e partecipazione attiva delle comunità di riferimento e infine promuovere partnership ed alleanze strategiche, rappresentando un investimento esteso e coordinato.

