Un Osservatorio che aiuta a navigare tra le macchine
Quattro università insieme per creare a Milano una piazza di discussione pubblica
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Spesso discutiamo di intelligenza artificiale un po’ a sproposito senza sapere esattamente di che cosa stiamo parlando. Si ha la sensazione che molti scrivano e parlino di intelligenza artificiale senza comprenderne davvero il funzionamento, i limiti e le opportunità. Così si creano paure forse immotivate e non si colgono preoccupazioni invece urgentissime. In realtà dietro la definizione di Ai c’è una galassia fatta di strumenti molto differenziati. E a questa galassia corrispondono differenti livelli di consapevolezza da acquisire per poterci aver a che fare. Occorre intanto chiarire che la vera grande rivoluzione che stiamo vivendo non sta tanto nella struttura algoritmica in sè stessa - noi abbiamo algoritmi molto potenti da tempo - quanto piuttosto nel fatto che oggi siamo in grado di dialogare e istruire la macchina con un linguaggio molto simile a quello naturale, quello di tutti i giorni. Ma attenzione anche questo non è del tutto vero. A seconda di quello che scriviamo nell’interfaccia otteniamo reazioni e prodotti differenti. C’è anche un altro problema enorme di cui essere consapevoli: l’intelligenza artificiale non elimina il digital divide. Non tutti hanno accesso al mondo digitale o hanno le competenze necessarie per usarlo in maniera consapevole. Ci sono differenze legate alle generazioni, alle competenze culturali e tecniche, a molti altri fattori che dobbiamo tenere seriamente in considerazione. Rischiamo di vedere un mondo di persone che agiscono, lavorano, decidono con l’aiuto dell’Ai e persone che semplicemente la subiscono. E poi l’ultimo grande tema: i grandi provider di Ai sono relativamente pochi e nonostante il terremoto Deepseek che ha fatto tremare alcuni colossi, di fatto questi sistemi continuano a essere nelle mani di un gruppo relativamente ristretto di posizioni di potere.
Tutti noi abbiamo la percezione di avere a disposizione servizi che in realtà paghiamo implicitamente a caro prezzo, conferendo dati personali perlopiù in maniera inconsapevole. Se guardiamo il mondo Ai da questi punti di vista le ricadute sociali sono evidentemente non irrilevanti. A fronte delle grandi opportunità che ci vengono dal mondo Ai, dovremmo fare una riflessione scevra da preconcetti e da paure immotivate e concentrarci su problemi e ricadute più urgenti. Per questo è necessario promuovere il confronto pubblico fra esperti di settori differenti per guardare al tema in una maniera davvero autenticamente multidisciplinare e un pò meno monoliticamente tecnologica (o anti tecnologica).
L’Osservatorio permanente promosso dai Lions della Città Metropolitana di Milano è in prima battuta esattamente questo: una piazza di discussione pubblica su questi temi per creare consapevolezza. Cercheremo di capire cosa può succedere davvero in un mondo che utilizza l’intelligenza artificiale in maniera intelligente e cioè in un’ottica di integrazione con l’intelligenza umana e non di supplenza o sostituzione dell’intelligenza umana. È, in fin dei conti, una questione di governo e di sostenibilità effettiva dell’innovazione che stiamo vivendo. Per questo processo abbiamo bisogno di una consapevolezza più diffusa di quanto non sia oggi. Attorno a questi ragionamenti e alle ricadute socio-economiche dell’intelligenza artificiale si muove l’Osservatorio che stiamo costruendo. Gli esperti di quattro università già coinvolte (Statale di Milano, Milano Bicocca, Bergamo e Pavia) e di altre che aderiranno a breve saranno invitati a dialogare costantemente con un approccio multidisciplinare.
Sono coinvolti anche l’Osservatorio Metropolitano di Milano, rappresentanti di Ong, Ordini professionali e della società civile e del mondo imprenditoriale. In questo primo anno i temi esplorati saranno questi: gli ambiti di applicazione e impatto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie intelligenti sulle politiche per la qualità della nostra vita quotidiana; la trasformazione dei mercati economici e del lavoro nel mondo algoritmico fra paure e opportunità; il mondo della salute e le tecnologie Ai per la prevenzione e la cura; le sfide algoritmiche ai modelli di comunicazione tra una nuova pragmatica e una nuova etica professionale.
Docente UniPavia e coordinatore Osservatorio Lions Città Metropolitana di Milano sull’impatto sociale dell’Intelligenza Artificiale

