Un Osservatorio per misurare l’impatto economico, sociale e culturale dell’evento
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di Giovanna Mancini
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«A Milano abbiamo probabilmente la più alta densità di designer per metro quadrato del mondo, ma nessuno è mai riuscito a misurare effettivamente il grande ecosistema del design nella nostra città». Francesco Zurlo è preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, il soggetto che – su iniziativa del Salone del Mobile di Milano – si è fatto ora carico di quantificare e analizzare in maniera scientifica questo ecosistema. Nei mesi scorsi è stata infatti annunciata la nascita di un Osservatorio permanente, il cui primo report dovrebbe vedere la luce a ottobre, che si pone l’obiettivo di misurare l’impatto non solo economico, ma anche sociale e culturale della Design Week e, più in generale, del «sistema design» di Milano. Con l’obiettivo, spiega Stefano Maffei, docente di Disegno industriale al Polimi e responsabile dell’Osservatorio assieme a Zurlo, «di avere una fotografia di questo fenomeno che serva poi anche ad avviare delle politiche per difenderne la reputazione e l’attrattività. Perché c’è anche una tema di competizione internazionale, con un numero crescente di “design week” in tutto il mondo. Noi vorremmo dimostrare la centralità di Milano in questo ambito, cercando prima di tutto di mettere a fuoco questo ecosistema, per poi evidenziarne gli eventuali punti deboli e contribuire a migliorarli».
Esistono già molti set di dati sul Salone e sul Fuorisalone, aggiunge Zurlo, ad esempio sull’affluenza, oppure sulle spese dei visitatori per dormire, mangiare e muoversi (monitorate dalla Camera di Commercio). Ma si tratta per lo più dati non correlati e integrati tra loro, non sempre accurati o comunque non confrontabili. Il lavoro dell’Osservatorio è stato prima di tutto quello di mettere i vari stakeholder attorno ad un unico tavolo: il Salone stesso, Fiera Milano, il Comune, Confcommercio, Camera di commercio, Yesmilano, carte di credito, Regione Lombardia, i distretti del Fuorisalone. In futuro, l’intenzione è quella di coinvolgere anche il mondo delle utilities, per integrare anche i dati su trasporti, energia, rifiuti. «È come ricomporre un puzzle», dice Zurlo, mettendo insieme dati quantitativi e qualitativi. Un lavoro complesso, ma che permetterà di avere finalmente una comprensione più precisa e completa di questo grande «epifenomeno» legato al Salone del Mobile e alla Design Week, ma anche di metterla in confronto con i potenziali competitor esteri.
Oltre ai dati integrati messi a disposizione dai protagonisti e relativi alle ultime due edizioni della Design Week, durante il Salone e il Fuorisalone di quest’anno operativi 100 studenti del Politecnico istruiti per rilevare, in diretta, fattori e parametri individuati come utili per comporre il puzzle finale. L’analisi dei ragazzi riguarderà soprattutto aspetti come l’accoglienza, la mobilità, le caratteristiche di allestimenti. «L’insieme degli elementi che raccoglieremo potrà generare linee di intervento strategiche, ad esempio sul tema della circolarità, dell’inclusività o del lavoro – spiega Maffei –. Quando avremo i risultati della ricerca, da unire ai dati già integrati, vorremmo organizzare dei tavoli tematici con gli stakeholder, in modo da costruire le azioni per il futuro per l’intero ecosistema.

