Un salasso da 1 milione per i pelati
di Vera Viola
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La campagna di produzione del pomodoro è a pieni giri: nelle fabbriche di conserve in questi giorni si lavora con ritmo incessante e in condizioni climatiche pesanti. Quest’anno il problema più grave è rappresentato dalla bolletta energetica. «A luglio abbiamo ricevuto una bolletta per il metano da 1milione – racconta Gaetano Torrente, responsabile commerciale dell’azienda omonima di famiglia e presidente della sezione alimentare dell’Unione industriali di Napoli –. Il costo del metano è lievitato del 300% rispetto a luglio scorso quando abbiamo pagato 280mila euro. Parlo di periodi confrontabili con uguale numero di giornate di lavoro di campagna. Voglio chiarire: la produzione è partita il 18 luglio, quindi i giorni di consumo intenso sono davvero pochi». La Torrente è una impresa familiare con stabilimento a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. Con 30 dipendenti circa fissi che diventano 270 nei mesi estivi, l’azienda produce passata e pelati che vende prevalentemente in Italia (85%) e in piccola quota all’estero, realizzando (nel 2021) un fatturato di 30 milioni. In azienda, in questi giorni, si discute della necessità di ritoccare il prezzo. «Al caro gas – aggiunge Torrente – dobbiamo aggiungere altri rincari: la materia prima, la banda stagnata, il vetro, imballaggi in cartone, trasporto...Ebbene, per un chilo di passata ci saranno almeno 30 centesimi di aumento per il co+nsumatore finale. Poca cosa, ma inevitabile».



