UN Women, un Paese su 4 ha fatto passi indietro sui diritti delle donne
L’ente delle Nazioni Unite fotografa un mondo in cui la popolazione femminile resta ancora indietro nonostante 1.531 riforme in 189 Paesi negli ultimi 30 anni
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I punti chiave
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Rappresentanza politica ancora esigua, discriminazione nel mondo del lavoro, maggior rischio di povertà, carichi di lavoro più pesante e alti tassi di violenza di genere. La fotografia che emerge anche quest’anno dal rapporto “Women’s Rights in Review 30 Years After Beijing” di Un Women, resta a tinte fosche, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche, delle guerre e delle crisi climatiche che hanno come vittime le persone più fragili socialmente, cioé le donne.
L’ente delle Nazioni Unite, che lavora per favorire il processo di crescita e sviluppo della condizione delle donne e della loro partecipazione pubblica, pubblica ogni anno un rapporto, in occasione della Giornata Internazionale della donna, che si basa sui dati relativi alla condizione femminile, forniti da 159 Paesi. Quest’anno i dati mostrano sì alcuni progressi che devono essere riconosciuti, ma allo stesso tempo evidenziano come un Paese su quattro denuncia un peggioramento in alcuni ambiti dei diritti delle donne nel 2024.
A trent’anni dalla Quarta e ultima Conferenza Mondiale sulle donne di Pechino del 1995, dove i leader di 189 Paesi e oltre 30.000 attivisti hanno redatto una tabella di marcia per raggiungere la parità di diritti delle donne, non si è ancora realizzata la svolta che si era prospettata nella direzione di una maggiore equità di genere, nonostante il percorso di cambiamento abbia dato vita finora a un totale di 1.531 riforme in 189 Paesi per la promozione dell’uguaglianza di genere.
I progressi verso l’uguaglianza
Negli ultimi cinque anni, come specificato nel rapporto, non sono mancati progressi in materia di uguaglianza di genere, di diritti e di emancipazione delle donne in molti Paesi: circa l’88% ha approvato leggi e istituito servizi per eliminare la violenza contro le donne, la maggior parte ha vietato la discriminazione sul lavoro, mentre il 44% sta migliorando la qualità dell’istruzione e della formazione permanente.
Un altro trend positivo viene dalla politica. La percentuale di donne nei parlamenti è più che raddoppiata dal 1995, anche se la quasi totalità dei rappresentanti politici è ancora costituita da uomini. A livello globale, infatti, le donne rappresentano il 23% dei membri di governo a capo di ministeri e il 27% dei parlamentari. Ad oggi solo 87 Paesi al mondo hanno avuto una premier donna.


