«Una commissione per cercare la verità sulle stragi di mafia»
La proposta del presidente del Tribunale di Palermo: «A oltre 30 anni dalla stagione di attacco al cuore della democrazia, resta intatto il diritto alla ricerca della verità i cui titolari sono i cittadini»
di Nino Amadore
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«Ho il massimo rispetto della sentenza della Cassazione sulla cosiddetta Trattativa Stato-mafia. Si è chiusa una vicenda una lunga vicenda processuale ma non possiamo dire che dopo quella sentenza non vi siano pezzi mancanti nella ricostruzione anche giudiziaria di quella stagione. Non rinnego nulla di quello che è stato il mio contributo in quel processo, registro che ci sono ancora degli approfondimenti aperti sulle stragi del biennio 92-93 e quindi occorrerà attenderne l’esito». A parlare è Piergiorgio Morosini, 59 anni, presidente del Tribunale di Palermo ma alle spalle un’esperienza da consigliere al Csm e prima ancora un lungo lavoro all’ufficio Gip a Palermo. È stato lui a firmare il rinvio a giudizio che ha poi portato al cosiddetto processo Trattativa.
Che idea si è fatto per esempio sul movente delle stragi.
Non ho una chiave di lettura: mi sembra che ancora sia poco chiaro il movente. Per quanto riguarda la strage di via D’Amelio, anche le sentenze che hanno parlato di depistaggio e non hanno dato delle indicazioni univoche sul movente e questo è oggetto di approfondimenti che sono in corso. Una cosa è certa: a oltre 30 anni da una stagione di attacco al cuore della nostra democrazia, resta intatto il diritto alla ricerca della verità i cui titolari sono i cittadini italiani. La ricerca della verità non va coltivata solo nel circuito della giurisdizione ma anche in altre postazioni istituzionali. Forse occorrerebbero luoghi non vincolati alle regole molto rigide del processo penale. Dovrebbero essere postazioni istituzionali in cui anche intellettuali (storici, giornalisti) abbiano la possibilità di offrire un contributo per la ricostruzione di certi fatti.
Ci sono le condizioni in questo momento politico istituzionale per fare questi approfondimenti?
Non lo so. Ma non vi è dubbio che per la gravità di quello che è successo, occorrerebbe anche forse uno sforzo di comprensione che va oltre. Noi dobbiamo capire se ci sono stati nel nostro paese dei nemici della ricerca della verità “dentro” gli apparati statali come per le stragi di piazza Fontana e della stazione di Bologna. E questo rende tutto molto più complicato.


