Gastronomia

Una quarta linea produttiva per il Savoiardo di montagna

Forno Bonomi registra domanda in crescita, al livello nazionale ma anche all’estero, su impulso delle comunità italiane e degli chef

di Barbara Ganz

3' min read

3' min read

Una quarta linea che consentirà di produrre 4.000 tonnellate aggiuntive di savoiardi, necessarie a soddisfare la crescente richiesta del mercato. E’ la scelta di Forno Bonomi, azienda di Roverè Veronese sull’altopiano dei Monti Lessini: una family company e vanta il primato mondiale nella produzione del savoiardo lavora 24 ore su 24 a 940 metri di altitudine.

Ogni giorno qui si sfornano 900 quintali di prodotto finito fra sfogliatine dolci e salate, amaretti, frolle al burro, frollini e la celebre Tortafrolla, ma è il Savoiardo il vero protagonista: le tre linee di produzione attive 24 ore su 24 garantiscono una capacità produttiva di 38 quintali all’ora, destinati a raggiungere i mercati di tutto il mondo.

Loading...

La domanda

Su un fatturato di 77 milioni di euro, la quota export mondiale è del 60%. Nel 2024 l’azienda ha distribuito 20,3 milioni di Savoiardi in 100 Paesi: . Oltre all’Italia, i principali mercati di riferimento includono Cina, Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia, Germania, Belgio, Svizzera e l’Europa dell’Est. «Per il mercato italiano, lo scorso anno la produzione di Savoiardi ha registrato una crescita del +4,6%», dichiarano Fausto e Renato Bonomi, rispettivamente ad e direttore generale dell’azienda. «La domanda si concentra prevalentemente sul Savoiardo Classico, con il NordEst in testa ai consumi. Un primato legato non solo alla tradizione della ricetta, ma anche alla diffusione sul territorio di numerosi eventi, scuole, campionati e pasticcerie specializzati nel Tiramisù “cake away”, come il bistrot Treviso Tiramisù, di cui Forno Bonomi è fornitore».

Sul fronte internazionale, la crescita è del +2,7% in volumi: merito della richiesta che viene dalle comunità italiane all’estero, che continuano a diffondere la cultura gastronomica italiana. «Questo trend positivo – proseguono i fratelli Bonomi - ha spinto l’azienda ad aumentare la propria capacità produttiva del 20%, con l’imminente inaugurazione di una quarta linea».

Renato e Fausto Bonomi

La geografia

In Italia, il Veneto, la Lombardia e il Piemonte si confermano tra le regioni con i maggiori consumi, con un forte incremento si registra anche per i Mini Savoiardi, un formato mignon particolarmente apprezzato dal canale Ho.Re.Ca e dall’industria del Tiramisù per le monoporzioni.

A livello internazionale, la domanda continua a crescere in Cina, Europa, USA, Sud America e Russia, dove le comunità italiane, profondamente legate alla tradizione culinaria, svolgono un ruolo chiave nella promozione della ricetta autentica del Tiramisù. L’autentico Savoiardo di montagna firmato dal Forno veronese è l’unico in Italia certificato dalla Federazione Italiana Cuochi- FIC.

Nel corso degli anni, gli chef di tutto il mondo hanno reinterpretato la ricetta tradizionale con farciture e abbinamenti sempre più creativi, ma elemento rimane imprescindibile è proprio il Savoiardo.

«Nel mio lavoro di formazione all’estero, noto un forte ritorno alla ricetta classica - spiega Antonio Dell’Oro, membro della Federazione Italiana Cuochi e Pastry Chef Coordinator della Pasticceria Marchesi 1824 -. In Cina, ad esempio, si sperimentano varianti con l’aggiunta di mango e la sostituzione del caffè con polpa di frutta e note speziate. Tuttavia, il pubblico internazionale continua ad apprezzare la versione tradizionale, servita in pirofila e porzionata direttamente al tavolo, anche nei ristoranti di alto livello».

L’azienda

Forno Bonomi è una storica impresa familiare, fondata nel 1850. Oggi alla guida sono i figli del fondatore Umberto, che riuscì a espandere la piccola attività di famiglia, un panificio di montagna a Velo Veronese, fino all’attuale realtà che occupa 190 dipendenti.

A 940 metri di altitudine, nel comune di Roveré Veronese, lo stabilimento è completamente automatizzato e alimentato da energie rinnovabili: in particolare conta su un sistema fotovoltaico da 1MW e uno dei migliori recuperatori di energia con gruppo frigo assorbitore, così che l’acqua calda e il riscaldamento necessario agli ambienti si ottiengono recuperando il calore dei forni destinato a disperdersi mentre in estate lo stesso calore viene convertito per generare acqua refrigerata alle temperature necessarie, sia per il condizionamento, sia per l’acqua di processo.

Il 70% dell’energia termica che viene immessa diventa energia frigorifera utile e disponibile, contrastando l’inquinamento termico e riducendo i consumi energetici. L’intero processo produttivo è totalmente automatizzato attraverso un sistema di generazione con aria compressa (zero emissioni): dallo stoccaggio delle materie prime, ai dosaggi degli impasti, fino al confezionamento, all’imballaggio e alla palettizzazione. Così la mano dell’uomo non tocca mai il prodotto, gli addetti controllano solo la regolarità dei processi.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti